Pistole moderne e accessori, come e perchè?

di Biagio De Santis (istruttore di tiro, armaiolo, inventore, ecc)

Ho voluto re analizzare questi temi guardando dei video con interviste anche a professionisti ex special forces statunitensi. In pratica oggi quelle che sono pistole per uso di polizia fino a 5 anni fa erano pistole da special forces, 20 anni fa da gara, 40 anni fa usate per film di fantascienza. Ovviamente le armi con scatti particolarmente leggeri e senza sicura automatica al percussore sono adatte a esperti tiratori.

  1. Le torce con laser integrato si stanno diffondendo sempre di più negli USA, eppure “super esperti” italiani autoreferenziali sostengono che i laser non servono a nulla e che le torce tattiche sulle pistole servono solo a appesantirle…
  2. La nuova moda delle pistole con ottiche a punto rosso sta spopolando, tra un po’ saranno montate anche sugli smartphone?
  3. I compensatori, freni di bocca, et similia da sempre snobbati per impieghi operativi adesso li ritrovi di serie su pistole ideate anche per reparti speciali, oppure sono loro a montarli.
  4. Le minigonne anche piccole sono tra gli accessori più gettonati.
  5. Gli scatti ottimizzati per impieghi di servizio sono ormai uno standard, eppure fino a pochi anni fa era un argomento taboo.
  • 1- A metà anni 90 le minuscole ottiche a punto rosso c’erano, erano apprezzate ma la loro inaffidabilità e durata le fecero sparire in pochi anni da mercato, in gare IPSC categoria Open si utilizzavano solo red dot tubolari e cominciavano a vedersi le prime aperte, ma comunque tutte erano ancora affette dall’errore di parallasse che obbligava a posizionare l’occhio di mira sempre nella stessa posizione se si voleva colpire con precisione.  Mentre negli ultimi 10 anni si stanno diffondendo sempre di più al punto che vengono montate spesso e volentieri anche da comuni agenti di polizia negli USA. Ovviamente tacca di mira e mirino alti sono indispensabili per poter riuscire a mirare in caso di problemi di visibilità del red dot o per riflessi di sole o luci sul vetrino di mira retroriflettente. I vantaggi dei red dot sono molteplici soprattutto per i neofiti perché si riuscirà a mirare bene e in velocità nonostante la poca esperienza e per giunta, chi dedicherà 100/300 colpi da sparare in un’unica sessione di tiro, potrebbe anche riuscire a evitare i soliti colpi strappati in basso e solitamente a sinistra! Quando ero un giovane istruttore e direttore di tiro negli anni 90, con solo un paio di dritte date ai tiratori notavo che entro i primi 50/200 colpi al massimo quest’ultimo problema si eliminava facilmente anche se non lo eradicava completamente nel tempo. Oggi come ieri questi sistemi di mira hanno o meno dei paraluce, il paraluce è molto importante sia anteriormente che posteriormente, ma posteriormente possono diventare come dei piccoli cestini di immondizia pronti a raccogliere acqua, umidità, polvere, addirittura foglioline, sabbia, ecc accentuando il problema presente, comunque, su tutte le ottiche di mira. Altro vantaggio/svantaggio è che, se si vuole mettere il colpo in canna con una sola mano, l’ottica sarà certamente più pratica di una tacca di mira da usare come manetta d’armamento contro, ad esempio, la cintura o il tacco delle scarpe. Questo però può anche danneggiarlo e comunque in caso di colluttazione proprio per questo si rischia facilmente di farsi inceppare la pistola! Si, si spara molto meglio e con maggior precisione, un non campione può spararci bene anche a distanze doppie rispetto a quelle in cui si allena normalmente, cioè tra i 7 e i 15 metri arrivandoci con relativo poco allenamento. Insomma, pare che le abilitazioni al maneggio armi e gli allenamenti obbligatori per le guardie giurate possano smettere di essere un incubo per molti.  Ma ci sono altri problemi che nelle gare non si presentano quasi mai e che gli appartenenti a forze speciali (super allenati e addestrati) quasi non hanno: l’effetto tunnel! Ebbene sì, perché concentrandosi a mirare nella piccola ottica si rischia facilmente di restringere il campo visivo solo a quello che è inquadrato e non vedere più nulla di quello che c’è all’esterno. I fenomeni di abbagliamento soprattutto quando ci si trova in auto sono problematici sia per luce diurna che per notturna come dei fari d’auto puntati contro. Nei rarissimi casi di eventuale rottura o batteria scarica (ormai problemi rarissimi) poter mirare con le mire metalliche tradizionali. Nb. Alcuni red dot hanno dei riferimenti di mira d’emergenza integrati, ma ci si dovrebbe allenare ad usarli, nessuno lo fa… Ma molto alte possono creare un altro problema sulla precisione che comunque hanno anche i red dot, cioè che, se ad esempio sono tarate a 15 metri, sparando poi a distanze differenti come 5 o 25 metri il punto di impatto reale varierà verticalmente di diversi centimetri, non è che sono tanti ma possono fare la differenza! Per questo motivo preferisco mirino e tacca di mira molto basse così da avere un tiro preciso addirittura da 7 a 75 metri con cartucce ad alta velocità, certo che ci non sa sparare, né mirare troverà comunque vantaggio nei red dot rispetto a delle mire tradizionali. Nelle mie lezioni di “Tiro Innovativo” sconsiglio l’uso per difesa o per porto in servizio, salvo che non sia richiesta una particolare precisione a distanze medio lunghe. Inoltre, lo sconsiglio se si vuole sparare in movimento, anche se per colpire bersagli mobili ai neofiti da dei reali vantaggi.
Notate la predisposizione per il montaggio micro red dot e tacca di mira avanzata sul carrello?

2- Oggi non si può quasi più parlare di laser di puntamento senza citare anche le torce tattiche, ossia quelle da montare sulle armi, perché queste ultime sono diventate ormai praticamente indispensabili per compiti di polizia, militari, difesa abitativa e anche personale. Quindi oggi il poliziotto medi statunitense che cito per esempio di modernità oltre all’ottica a punto rosso porterà montata sull’arma anche una torcia tattica comandabili anche solo da un indice. Il colore del laser, rosso o verde deve essere differente da quello del micro-dot che portate. Come dico da decenni, il laser serve più per esercizi di allenamento in bianco che per uso operativo reale perché la luce diurna provoca la sua scarsa visibilità e ne sconsiglia quasi l’uso se non in presenza di luci artificiali, in tal caso l’effetto intermittente sul laser ne aumenta la visibilità! Nb. Esistono laser a potenza maggiore di 5MW ma ne è sicuramente vietato il porto ai civili perché può essere utilizzato per accecare o danneggiare la vista, per legge assimilabili ai coltelli.  In pratica è stato utilizzato sin dall’inizio degli anni 2000 nelle guerre antiterroristiche condotte, ad esempio, Iraq e in Afganistan anche dalle ff.aa. italiane per utilizzarli contro la vista degli sniper avversari quando miravano o osservavano con cannocchiali e binocoli in quanto amplificatori della luce dei laser! Già dalle prime adozioni da parte di dipartimenti di polizia negli anni 90 i risultati al tiro degli agenti migliorava velocemente anche oltre il 70% sin dal primo utilizzo, ovviamente in poligono di tiro al chiuso. Ok, va bene che alla luce del sole si vedono poco e in caso di reazione rapida devi andare a cercarlo se vuoi mirarci, ma di sera, notte, luce artificiale come all’interno di locali si vede eccome. Ed è proprio di notte che avvengono la maggioranza delle aggressioni, quindi ha perché stroncarlo. Si, la torcia tattica già da sé fa un po’ da riferimento di mira ma a causa delle moderne alte potenze e dal fascio di luce molto ampio e dalla rifrazione notevole sulle superfici non è di certo l’ideale. Altro uso del laser, riconosciuto anche dalle special forces è la possibilità ad esempio di usarla come strumento da segnalazione e comunicazione con altri colleghi in casi di emergenza, mostrare ai colleghi che si ha già sotto tiro un sospetto, ha un incredibile effetto deterrente su chi ne è oggetto di mira, sempre che se ne accorga… Che dire poi dei laser infrarossi (IR) che tanto piacciono alle forze speciali che invisibili a occhio nudo (combinazione teoricamente vietata ai civili) lo sono però ai loro occhiali di visione notturna? Insomma perché molti pseudo esperti lo stroncano? Intanto perché non sono esperti o se no ne riconoscerebbero la validità cosa che invece avviene nel resto del mondo, metteteci pure che molti istruttore ed “esperti” sono retrogradi e non accettano le novità anche se si usano da 40 anni e con successo ma loro non lo sanno… E poi se in Italia non sono ancora diffuse le torce tattiche, sempre a colpa dei soliti pseudo esperti, come aspettarsi un trattamento migliore per i laser? Figuriamoci che vidi nella sede dei GIS vicino ad una parete di arrampicata hanno messo una replica ironica di una pistola ad avancarica dotata di candela e porta candela con la scritta “PISTOLA IN DOTAZIONE AI GIS NEL 1814”, quindi sentire ad esempio un “presunto” istruttore di tiro dei carabinieri che “non serve” e questo per sconsigliarne l’adozione da parte di un corpo di polizia municipale è veramente degradante…. Basti vedere un qualunque video delle polizie statunitensi e vedrete che tutti, proprio tutti hanno montata una torcia sotto la loro pistola! Ma la loro utilità è maggiormente sentita dalle guardie particolari giurate che spesso devono aprire e chiudere diversi cancelli, portoni, porte, pannelli di sistemi d’allarme, casseforti, ecc e questi con una mano devono usare le chiavi, con l’altra quasi sempre usare una torcia! Quindi se dovessero difendersi con la propria arma dovrebbero buttare o le preziose chiavi o la torcia per estrarla dalla fondina. Se disfarsi della torcia personale significa rimanere al buio o quasi, mettendoli in pericolo perché non vedono o vedono meno, buttare le chiavi, quindi perderle o regalarle ai ladri può equivalere forse a farsi licenziare, anche perché quelle chiavi possono aprire diversi posti, che saranno immediatamente da andare a presidiare fino al cambio di tutte le serrature dei clienti! Non dico di usare sempre la torcia montata sotto la pistola ma in certi casi non ci sono soluzioni migliori. Inoltre, le GPG di solito non vogliono portare il colpo in canna; quindi, per sparare salvo avere un portachiavi agganciato alla cintura per caricarla, dovranno metterlo il colpo in canna e il voluminoso mazzo di chiavi rischia anche di far inceppare l’arma… Altro ostacolo a torce e laser sono le fondine che, se in Italia tra quelle per porto occulto sono rare (ma è facile farsene fare una artigianale, ad esempio, in Kydex) quelle per porto in divisa non sono molte ma si trovano facilmente ordinandole, ve ne sono anche con vari livelli di ritenzione (antiscippo) in genere sono specifiche per il modello di arma e torcia! Anche se col mio “Tiro Innovativo” insegno a sparare bene anche al buio, addirittura con esercizi a occhi chiusi, dovete però poter identificare in anticipo a cosa volete sparare per capire se farlo o meno, ma è anche ovvio che vedendo bene si mira meglio e come dissi quando fui intervistato da RAI 3 per un programma di Salvo Sottile: purtroppo in Italia quasi nessuno si allena a sparare al buio e in scarse condizioni di luce e quelle pochissime gare sportive svolte sono volute e organizzate quasi sempre da istruttori in divisa o in congedo e a cui partecipano solo una minuscola percentuale tra agenti e sportivi, senza contare che quasi nessun poligono è aperto di notte o fa sparare al buio con torcia per mancanza di istruttori specializzati. Altresì già negli anni 90 si parlava di laser sulle armi assieme ad amici e colleghi istruttori e produttori armieri di alto livello e se qualcuno discuteva della utilità della torcia, nessuno metteva in dubbio dell’utilità del laser sia come strumento addestrativo che come deterrente soprattutto in ambito di difesa abitativa.

Beretta APX seconda serie
La canna filettata non serve solo per montare silenziatori ma anche compensatori.
Compensatore montato con vite di blocco trasversale.

3- Freni di bocca e compensatori. Ce ne sono di vari tipi, ma con le pistole a canna rinculante, cioè quasi tutte al mondo il freno di bocca, appunto, frenando il rinculo, frena anche la canna e quindi riduce notevolmente la cadenza di tiro ad uso difensivo, se qualcuno non se ne accorge non può fare di certo il collaudatore d’armi e comunque il rinculo di per sé non è così importante come il rilevamento. Se fino a pochi tempo fa questi accessori aggiunti alle canne o ai carrelli o ai fusti erano praticamente vietati a priori dai soliti istruttori di tiro oggi grazie a più moderne armi sportive si stanno diffondendo anche tra le pistole ad uso difensivo. Comunque, le ragioni ci sono e vanno valutate caso per caso, arma per arma e munizione per munizione e ovviamente per contesto d’uso. Motivo 1: la vampa superiore riduce la visibilità alla mira e abbagliando lo sparatore, 2 residui di sparo possono facilmente finire negli occhi del tiratore e impedirne temporaneamente la vista o ferirlo, 3 si rischia di venire più facilmente individuati dal nemico. Sinceramente a meno di usare polveracce economiche i problemi 1 e 2 sono ben minori di quel che si pensa, certo che, se si spara con un revolver il .357 magnum o calibri maggiori il problema esiste anche senza perché di fatto soprattutto con canne corte sono come dei piccoli lanciafiamme, comunque se ci sono, son problemi con i magnum, non di certo con un 9×19. I vantaggi dati da sistemi di compensazione del rilevamento consentono di sparare più colpi in rapida successione con maggior precisione di rimanere meglio in mira sui bersagli e portare più facilmente alla pacificazione dell’aggressione… Comunque, ben fece la Glock con i suoi modelli C, con compensazione a circa metà canna che dirigendo i gas di sparo in maniera angolare lasciava libera la vista del mirino, sempre per lo stesso problema oggi sono montati più spesso compensatori in volata con lo stesso principio o addirittura lateralmente, ma questo può dare fastidio ad eventuali colleghi che si trovino a fianco. Ma la necessità di questi compensatori nasce principalmente per via delle principali tecniche di impugnatura a due mani per tiro sportivo che poi vengono utilizzate anche nel tiro di polizia, difensivo e militare portando una serie infinita di controindicazioni. La più nota è la Enos – Letham, nettamente di per sé più debole nel controllo del rilevamento della classica e dimenticata a pollici sovrapposti, viene spesso anche insegnata diversamente dall’originale portando al 50% la perdita delle forze utilizzate, va da sé che fare un doppiaggio veloce serva un compensatore, così come anche per un tiro celere di più colpi. Lo stesso discorso vale anche per la posizione di tiro, in genere la isoscele o semi isoscele sono le più deboli, mentre la più forte è sempre la Weaver e derivate. Quindi i compensatori non servono se sì si impugnano efficacemente le pistole e si adotta una buona posizione di tiro? No, sono sempre utili perché i vantaggi si vedono, ma non sono così indispensabili come invece nel tiro sportivo. Oggi, comunque, la direzione commerciale delle vendite si sposta su pistole con canne da circa 10 cm (pistole compact) a cui va montato un compensatore portando la lunghezza del carrello e canna a quella di una full size. Questo ha portato ad una enorme serie di varianti tra fusti, canne, carrelli. Un altro motivo della diffusione di questi accessori/caratteristiche è dovuto che nelle gare di sport dinamici le munizioni devono avere una potenza minima chiamato anche “fattore”, mentre gli agenti di polizia usano munizionamento non militare standard che è di potenza media, ma munizioni a carica maggiorata di serie con proiettili espansivi, quindi con maggiore rinculo e rilevamento rispetto a quelli che normalmente l’utente medio italiano conosce, quindi non solo sono di maggiore utilità, ma addirittura più sono potenti le munizioni e più le armi saranno stabili. Questo è particolarmente utile per le agenti donne e per uomini di media e bassa statura!


Minigonna da inserire nell’impugnatura

4 –Minigonne per inserimento agevole e veloce dei caricatori. Essendo dimostrato che la pistola più venduta al mondo è una compatta, la Glock 19 e pistole della sua categoria che la pongono come arma tutto fare, sia per porto da difesa, polizia e militare, tiro di precisione da dilettanti, tiro combat dinamico agonistico. Qualcuno però oltre ad avere l’esigenza di cambiare più velocemente il caricatore ha bisogno di una maggiore superfice di presa; quindi, la minigonna offre anche questa agevolazione. Sebbene a volte basti una lima o una fresa Dremmel per migliorare l’inserimento del caricatore, la minigonna se realizzata in materiale pesante migliora notevolmente la stabilità di tiro e controllo del rilevamento oltre che una relativa riduzione del rinculo. Inoltre, sulle pistole polimeriche in alcuni casi ne aumenta anche la robustezza strutturale.

5- Gli scatti migliorati. Gli scatti troppo pesanti e lunghi possono essere un problema sulla sicurezza pratica anche peggiore di scatti nella media, questo perché, se l’utente sa di non saperci sparare bene né velocemente avrà maggior paura di usarla, quindi se è un agente molto più probabilmente non interverrà o lo farà in ritardo o potrebbe sparare in anticipo anche molti colpi per ridurre il suddetto svantaggio! Per questo gli scatti in semi doppia azione (strike fire) negli ultimi 40 anni si sono diffusi in tutto il mondo. Ogni persona sia per fisiologia, biomeccanica, psicologia, preparazione, addestramento, ecc ha il suo peso e lunghezza di scatto ideali per avere il giusto rapporto tra sicurezza passiva e attiva. Una persona con mani grandi avrà delle lev più lunghe per premere il grilletto e quindi farà meno sforzo rispetto ad una persona con mani piccole.

Quando si spara con una pistola da posizione statica nella calma di un poligono si possono avere scatti anche da pochi grammi, soprattutto se è una piccola .22 altro discorso se si praticano sport di tiro dinamico, cioè in movimento con pistole di grosso calibro ove in media per gli agonisti lo scatto medio si aggira sui 700 grammi, non meno. Casi rarissimi di agonisti sotto i 500 grammi. Un altro discorso sono le pistole per uso militare che in modelli tipo la 92FS per specifiche militari USA ha uno scatto in doppia azione da 6 kg (corsa lunga) e in singola da 3 kg (corsa breve), mentre strike fire tipo Glock tra i 3,2 e 2,3 kg (corsa media permanente) a seconda della richiesta.

Di fatto è più la lunghezza dello scatto che il peso a determinare la sicurezza e la precisione dipende dalla qualità che dalla progettazione di scatto, ad esempio con i revolver in doppia azione tipo Smith & Wesson (di vecchia scuola) a 2 tempi, cioè con precorsa lunga e fase di scatto ben prevedibile a 25 metri si spara meglio che in singola azione (tiro a 2 mani). Addirittura, dà il meglio di sé con scatti da oltre 6 kg! Il fatto che i moderni S&W Performance Center da tiro siano realizzati per avere uno scatto leggerissimo e omogeneo è un altro segnale indicatore che gli istruttori moderni o non sanno insegnare o non vogliono perdere tempo a farlo!

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