Omicidio con la Sig dell’aviazione? Nuovi indizi nell’indagine.

di Biagio De Santis (istruttore di tiro, armaiolo, inventore d’armi).

I problemi con le pistole Sig P320 e delle versioni militari M17 e M18 sono diventati una telenovelas. Risolti i primi problemi di sparo per caduta o urto accidentale sulla prima serie comunque oggetto di richiamo della casa madre e suoi distributori i problemi, veri o presunti sono diventati un incubo per il produttore. Da una parte le pistole incriminate per spari accidentali analizzate in laboratori balistici forensi non hanno mai sparato senza premere a fondo in grilletto, questo sia in tribunali che in laboratori dell’FBI e di altri corpi e dipartimenti di polizia. Tra cause chiuse con accordi economici tra la Sig e i denuncianti e altri casi di assoluzione, sospensione dalle gare sportive di tiro IDPA, barzellette, vignette satiriche, ecc dove si raffiguravano pistole parlanti che sparavano da sole…, ecc ecc.

Adesso si giunge ad una svolta, svolta che prima o poi doveva essere affrontata, visto che il sospetto, ma mai dimostrato che molti di coloro a cui la loro P320 aveva sparato da sola, addirittura in fondina, parlo anche di agenti di polizia in servizio di cui ho già parlato in precedenti articoli. Perchè pare ci siano persone che a causa dei primi casi, (subito risolti col primo richiamo per manutenzione) attribuiscano loro spari involontari alla pistola anche se di lotti successivi e con modifiche di sicurezza. Quindi vista la pessima nomea non ancora provata da organi ufficiali, la colpa sarebbe sempre della Sig. Quindi la Sig sarebbe il capro espiatorio di chiunque spari involontariamente premendo lui il grilletto.

Privati hanno fatto dei test alcuni con tanto di armi in morsa, grilletto meccanico e videocamera dimostrando che premuto il grilletto ma non fino in fondo, andanto a maneggiare il carrello la pistola spara! Stesso test effettuato pure con una pistola al di sopra di ogni sospetto, cioè la Glock, spara anche lei!!! Eppure della Glock nessuno si era mai lamentato! Ma sono test privati e non hanno valore legale.

Secondo voci di amici e conoscenti che frequentano spesso gli USA e quindi altri utilizzatori delle armi hanno fatto manualmente il precedente esperimento: se premi il grilletto vicino alla fase finale di scatto affinchè la sicura al percussore si disattivi e andando anche un pò oltre muovendo lateralmente il carrello e ruotandolo, il percussore si svincola e la pistola spara. Quindi sono casi limite e non rientrano nella casistica degli incidenti menzionati ove a punto le pistole avrebbero sparato addirittura dall’interno di fondine a telaio rigido, a scanso di equivoci su eventuali fondine flosce ove il grilletto è pericolosamente soggetto a pressioni.

L’aviazione militare statunitense ha anche lei la sua “VAM”, cioè avieri con compiti di sicurezza delle loro basi ed aeroporti, del resto non possono essere tutti personale di volo e piloti. Questo numeroso e ben addestrato personale ha avuto tra i suoi membri anche il mitico Chuck Norris e opera praticamente ovunque ci siano interessi militari e strategici statunitensi, del resto e proprio a loro che si deve l’adozione del 5,56 NATO e dell’M16 e altre armi particolari per impieghi specialistici. Quindi non sono da sottovalutare per competenze armiere.

Ebbene il militare che aveva in dotazione la M18 che sparò al collega
Brayden Lovan di 21 anni, ucciso alle ore 01.30 della notte del 20 luglio 2025 mentre era in servizio presso la base aerea di Warren che però dispone anche di missili nucleari, quindi di primaria importanza di sicurezza nazionale sia attiva che passiva. Lovan era operatore di sistemi di ingaggio bersagli a distanza”, un lavoro che prevede la gestione delle torri di sicurezza della base presso il 90° Squadrone delle Forze di Sicurezza.

L’Air Force Global Strike Command, che sovrintende alle operazioni missilistiche nucleari a Warren e alcune altre unità dell’Air Combat Command (sicurezza delle basi) hanno vietato temporaneamente alle truppe di portare le M18 che sequestrate saranno esaminate una per una da esperti armaioli dell’aviazione e della procura militare e gli avieri dovranno completare un nuovo addestramento, incluso quello sul corretto maneggio delle armi da fuoco! Tutto questo per tutelarsi in tutti i modi legali da eventuali responsabilità civili e penali. In genere le indagini dell’US AIR FORCE durano almeno un anno/anno e mezzo.

L’accusato ha ucciso volontariamente il collega per motivi di sabotaggio o spionaggio? Non si sa. C’erano motivi personali? stava maneggiando incautamente l’arma e il colpo è partito? Non si sa. La procura militare (il JAG) se ne sta occupando assieme ad altre agenzie federali per la sicurezza incluso l’FBI. Ma di certo è una rogna commerciale per Sig. del resto le forze armate statunitensi al contrario di quanto si pensi, anche se spendono milioni o miliardi di dollari in ricerca, sviluppo, test, adozioni per valutazioni, ecc che con quei soldi ci si potrebbero comprare moltissime armi, però poi sono parsimoniose per gli acquisti, infatti nel concorso del 1985 vinto dalla nostra berettona nazionale 92F (poi FS) guardarono più al prezzo (la metà dell’altra vincitrice la Sig Sauer P226), quindi era ovvio che Sig questa volta per vincere puntasse anche sul prezzo. Di fatto 176 dollari a pistola e accessori, quasi 100 dollari in meno di Glock!

C’è da dire che in effetti la Sig corrispondeva in toto a tutte le specifiche richieste, mentre Glock no, non essendo mudulare (pare che la prossima Glock di imminente uscita nel 2026 lo sarà) e comunque ha dimostrato una eccezionale affidabilità anche in test che io definisco “teoricamente utili” perchè poi nella realtà non si presentano mai o comunque sono eventualità quasi impossibili. Ma del resto anche la nostra 92F superò il test del bagno nella betoniera di fango mentre la Sig P226 no. Una pistola potrebbe finire nel fango ma in una betoniera di fango? Comunque son cose che non guastano.

Andando a vedere bene le cose oggi il CEO di Sig (Ron Cohen) è lo stesso CEO di Kimber (1911 di alta gamma preferite per la loro affidabilità e qualità) quando anni fa all’apice del successo di vendite commerciali e quindi di innumerevoli richieste, per star dietro alle forniture fecero uso di componenti meccaniche non di alta qualità che diedero problemi di affidabilità e ridussero anche i controlli di qualità, quindi la Kimber ebbe un calo di reputazione e vendite che ancor oggi, pur avendo posto rimedio ai problemi pagano in parte le conseguenze e che portarono alla rinascita di Wilson Combat e di far nascere o progredire altri marchi di prestigio come Nigth Hawk e Cabot Guns.

Secondo i rumors pessimisti del web statunitense Sig sta avendo problemi su ogni arma da fuoco che hanno realizzato dal 2013-2014, problemi di chiusura, problemi della presa di gas con silenziatore montato (nonostante la presa sia regolabile) alla Spear che ha scarsa precisione, alla slitta Picatinny dell’MCX, montato che non tiene l’azzeramento, fughe di gas di sparo per eccessive tolleranze dall’upper receiver/bascula ma anche tolleranze eccessive in alcuni fucili d’assalto che mostrano la luce dove di fatto la chiusura dovrebbe essere quasi ermetica, oltre al problema della serie P320.

Mister Cohen in Sig dal 2005 pare sia stato assunto anche per le sue capacità manageriali per ottimizzare i risparmi e gestire le vendite. Sicuramente bravo, ma a che prezzo reputazionale? Lo stesso Cohen anni fa fu accusato in Germania di traffico illegale di armi, ma riuscì a non andare in carcere per 18 mesi pagando una multa salata. Però c’è da dire che le denunce e condanne per chi lavora in questo sottore non sono rare anche quando si è innocenti ed è colpa di qualche errore burocratico commesso in buona fede.

Certo che non si può paagonare Cohen ad un Marchionne sebbene entrambi vengano accusati di aver causato dei danni alle loro aziende dal punto di vista produttivo nel tempo mentre i guadagni economici con loro salirono moltissimo. Ma i danni di immagine fatti sotto la gestione Cohen stanno aumentando. Complessivamente Cohen ha fatto un enorme lavoro facendo affermare la Sig in settori e fasce di mercato che non aveva mai avuto con vittorie si in appalti importantissimi che nel mondo dello sport moderno. Ron Cohen è considrato un grande uomo d’affari, non un grande esperto di armi. Il suo lavoro è quello di vendere e massimizzare i profitti al pari di tutti i grandi manager.

La Sig per i controlli di qualità si avvale anche di appositi strumenti di collaudo computerizzati a prova di errore, che vengono testati anche loro con esemplari resi appositamente difettosi per essere scartati, inoltre sempre a detta della stessa Sig le armi destinate ai mercati esteri sono ancor più controllati e il numero di munizioni tra test, collaudi ogni anno può raggiungere anche 8.000.000 di munizioni sparate.

Concludendo, a mio parere il problema, se c’è potrebbe congenito alla progettazione dell’arma. Del resto nasceva con la sicura a pressione sul grilletto in stile Glock e fu rimosso su richiesta militare, comunque il progetto pare che non abbia tenuto sufficientemente conto dei problemi di produzione in grandissimi numeri e in brevi termini sia sul mercato civile che militare e di polizia. Tra problemi di tolleranze, giochi, molle che non garantiscono i riallineamenti, sear, grilletto, sicura automatica al percussore, sporcizia e mancanza di lubrificazione sufficiente le possibilità sono molteplici oltre alla solita jella, senza nominare i molti che si sono inventati che la propria pistola ha sparato da sola sperando in risarcimenti milionari e togliersi una denuncia per maneggio pericoloso dell’arma.

In un progetto su vasta scala come questo si deve tenere conto anche delle tolleranze di sicurezza e funzionamento anche quando i controlli di qualità saranno pochi o quasi inesistenti, se cambiano i materiali e/o ci sono dei piccoli errori dimensionali dei componenti. Se Ruger che sul mercato interno vende circa 1 milione di arm l’anno rinunciò a partecipare al concorso per le ff.aa. statunitensi lo ha fatto a ragion veduta, del resto pure con un minimo margine di guadagno e spese di industrializzazione notevoli. Fatto strano, le P320 d’ordinanza militare australiana che è leggermente differente dall’ordinanza statunitense e non ha mai dato problemi di sicurezza.

Oggi Sig ha preso notevolmente piede nel mercato statunitense tra forniture militari oltre alle pistole, fucili da battaglia, mitragliatrici, centinaia di milioni di munizioni, ecc Vendite sul vasto mercato dei dipartimenti di polizia, polizie e agenzie federali con pistole, fucili d’assalto, pistole mitragliatrici e sniper, ottiche di mira, l’immeso mercato civile anche per difesa personale ecc ecc e ovviamente il mercato estero. In Italia ha modificato la sua linea di distribuzione con un nuovo sistema organizzato tra grosse armerie distribuite sul territorio che serviranno anche altre armerie, in modo tale da pubblicizzare meglio le armi con vari eventi direttamente ai tiratori e con una assistenza capillare più diffusa. Fortunatamente la Sig non produce solo P320 ma anche derivate 1911 e pistole compatte di altro progetto e genere.

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