Le pistole da donne

di Biagio De Santis (istruttore di tiro, armaiolo, inventore, consulente armiero, ecc).

In teoria non dovrebbero esistere, questo sarebbe vero se le donne non potessero parlare ne avere diritti. Ma in effetti è meglio, oltre che giusto che esistano armi dedicate all’uso femminile o comunque che favoriscano la facilità e comodità d’uso da parte loro. Poi di fatto piacciono anche agli uomini perchè più facili e comode da usare con cui a volte si può anche ottenere miglior punteggio.

Minuscola Baby Browning cal 6.35ACP, argentata, incisa, guancette in madreperla, grilletto placcato in oro.

Come le vogliono solitamente le donne: dimensioni minori rispetto allo standard maschile che sono 5″ pollici di canna, generalmente 4″ o poco meno, diciamo tra 2 e 4″ pollici con una media di circa 3″; minor peso, certe se potessero prenderebbero solo delle Baby Browning cal. 6.35ACP; più sono leggere e meglio è; scatti più leggeri (certe in doppia acione non riescono proprio a spararci) ma devono anche essere a corsa più breve se no non riescono a premere bene il grilletto; sicure manuali, hold open e sgancio caricatore più facili da azionare, molto morbidi anche nelle forme e per evitare graffi e fastidi; mire ben visibili, possibilmente colorate visto che molte donne hanno problemi di vista le preferiscono belle grandi (* ve lo spiego in un paragrafo a parte); calibri o comunque armi ben controllabili e con finiture che non gli diano fastidio in fase di rinculo e rilevamento. Ovviamente atlete agoniste preferiranno armi di dimensioni maggiori, con accessori specifici, ma per uso di polizia rimarranno con delle compatte con canne da 4″ circa e per porto occulto da difesa quasi sempre armi più piccole.

*Come istruttore di tiro parto dal principio precauzionale che le donne vedono peggio degli uomini, difatti non è così, ma la mia esperienza mi dice il contrario. I problemi di vista non fanno differenze di sesso? Telefono ad uno dei migliori ottici italiani specializzato in occhiali da vista per tiratori. Renato Varani titolare dell’ottica Varani di Piacenza, che oltre ad avere tutti gli strumenti moderni per le visite oculistiche è anche tiratore di tiro a volo e tiro dinamico. Lui mi ha spiegato che di fatti non ci sono differenze in percentuale ma le donne per motivi estetici, molto più degli uomini tendono a non indossare gli occhiali, addirittura ha una cliente poliziotta che si è fatta realizzare degli occhiali ad hoc per il poligono, ma non li indossa comunque anche se potrebbe sparare molto meglio. Personalmente, da istruttore, safety officers e direttore di tiro chiedo sempre se hanno problemi di vista così da insegnare le tecniche più adeguate, ma il mio metodo di insegnamento su posizioni di tiro naturali già di suo prevede il tiro preciso e veloce anche ad occhi chiusi, quindi già molti dei problemi per chi vede male vengono evitati. Ma una cosa è saperlo un altra è scoprirlo durante la lezione.

Ma per difesa quali e quante donne hanno la licenza di porto da difesa personale? Praticamente nessuna salvo rarissime eccezioni, quasi tutte o ufficiali di polizia o magistrate che la hanno in automatico per legge. Quindi perchè scelgono quasi sempre armi piccole e piccolissime per difesa abitativa? Ma a che ti serve una pistola così se la tieni dentro casa? Meno deterrente, meno potente e precisa nella pratica, più rumorosa e con maggiore vampa di sparo. Perchè le tengono addosso dentro casa o ben nascosta tra i mobili ma a portata di mano, ma immagino anche per il porto non autorizzato… Del resto una donna anche se minacciata ed in reale pericolo difficilmente otterrà una tale autorizzazione “forse” per timore dell’autorità di poterla usare per farsi eventualmente giustizia da sola…? O “forse” per timore di altri eventuali abusi per la presunta nota maggior emotività femminile…? Nel 2022 erano 11.795 nel 2025 pare siano meno di 9000 i pda da difesa, 1,138 per comune…

Calibri, possibilmente con poco rinculo, rilevamento e rumore. Ma in pratica seguono la corrente del momento perchè in buona parte non hanno cutura balistica e quindi tendono a fidarsi delle mode del momento, anche se in genere non vanno oltre i 9 mm o .38/.357 e di recente sempre per le mode maschili si sono dimenticate pure dei .22, 6,35, 7,65 e .32. Quindi quasi niente .40, 10, .44 e .45. Ho conosciuto qualche rara eccezione ma appunto rimangono rare, però durante la moda del .40 S&We il periodo florido del .357 Magnum le poliziotte che le avevano d’ordinanza le portavano anche se nel .357 spesso mettevano delle più deboli calibro .38…. Ma sovente i comandi italiani le rifornivano di armi di calibri meno stressanti come i vari 9 mm anche 9 corto e 7,65 Browning.

In Italia la polizia di stato poco dopo l’adozione della 92SB acquisì per personale femminile e per alcuni reparti investigativi le 92SB compact (più compatta con caricatore bifilare da 13 colpi) e 92SB tipo M (caricatore monofilare da 9 colpi) calibro 9×19. Entrambe armi apprezzabili per l’epoca, sopratutto la M.

Come si comportano i corpi di polizia locali e provinciali? In genere si comportano male, anche se le cose stanno cambiando grazie a sempre maggiori conoscenze da parte di loro appartenenti quando sono appassionati ed esperti d’armi. Ricordo un caso significativo nella mia carriera da istruttore di tiro istituzionale (TSN) fine anni 90, quando un corpo di polizia locale della mia zona (tranquilla) ma sita in un comune all’epoca con alto livello di criminalità con furti, rapine, aggressioni, accoltellamenti, omicidi, spaccio di droghe, prostituzione, alto numero di migranti irregolari, ecc ecc. Il loro comandante protempore chiese la mia consulenza, ma mi disse chiaramente che poi li avrebbe fatti scegliere democraticamente (pur di non avere lamentele). Io ovviamente spiegai loro i pro e i contro delle varie armi da poter adottare, poi offrendogli una rosa su cui scegliere contemplando anche modelli adatti al personale femminile. Ma questi ritennero più titolati di me il loro maresciallo comandante di stazione (ex parà del Tuscania) e l’armiere di zona (abile venditore). Come se uno che ha usato una sola pistola in vita sua e un commerciante che ha un maggior profitto da ditte nazionali ne potessero sapere più di me. Se ne accorsero tutti dell’errore fatto quando a 25 metri ognuno di loro sparò 5 colpi e su 14 agenti solo il vicecomandante mise un colpo sul bersaglio. E ancor di più le agenti donne quando per mettere il colpo in canna in velocità si ritrovavano ad avere dita insanguinate e unghie rotte. Inoltre la percentuale di inserimento involontario della sicura durante il mettere il colpo in canna andava dal 40 al 60%. La colpa non era delle armi con cui io colpivo il 10 e il 10 mouche a 25 metri e non inserivo mai involontariamente la sicura, ma la scelta di armi poco adatte a personale che spara solo 3 volte l’anno e delle pistole per personale femminile che erano state consigliate solo perchè di dimensioni più compatte rispetto a quelle per personale maschile. Fortunatamente con loro finii di mettere a punto mie tecniche di impugnatura, posizioni di tiro, ecc che poi denominai come metodo “Tiro Innovativo” che porta dopo un breve corso, anche senza allenamento di riscaldamento a sparare, velocemente immediatamente bene e loro, bravisimi vi riuscirono in maniera esemplare con risultati eccezionali che gli permettevano di affrontare i pericoli di servizio con estrema serenità e sicurezza. Dopo qualche anno mi trasferii in Piemonte per dirigere quello che all’epoca era il poligono di tiro indoor più grande e moderno d’Europa “SottoTiro”. Rivedendoli in amicizia dopo quasi 20 anni mi dicono che sparano ancora bene, ma non vedono l’ora di rottamare le loro armi obsolete per sostituirle con modelli più moderni e confortevoli da usare. La consulenza per gli acquisti va fatta fare da veri conoscitori del settore ed esperti nel portare soluzioni e prevenzione ai problemi e pericoli del servizio, non a semplici “operai” e “commercianti” del settore.

Finiture: le pistole full rosa in pratica non si vendono, diverse ditte han fatto dei prototipi anche in colore rosa e gli son rimaste in magazzino e per le esposizioni (aempre le stesse da anni). Chi vuole una full rosa in genere porta la sua arma da un apposito armaiolo o da una ditta specializzata così da farsela fare ad hoc per i propri gusti in genere con motivi floreali o artistici. Le cromature son sempre piaciute, cosi’ come le finiture lucide. I comandi in colori o rivestimenti particolari sono molto apprezzati e non snaturano la marzialità dell’arma. Colori come il rosa, oro rosa, fucsia e viola sono ormai colori sdoganati con diffusissime vernici per armi Cerakote.

Ho provato a chiedere ad amiche e allieve lesbiche ma i loro gusti sono piuttosto simili a quelli degli uomini, ho cercato in pagine di Faceboock e LGBT pro armi e a parte Kalasnikov con caricatore color arcobaleno, una Glock rosa con disegni floreali non ho visto. Comunque l’orientamento femminile odierno è nella ricerca di un arma “femminile ma aggressiva”.

Una volta erano spesso cromate o nichelate, raramente argentate, con alcune incisioni floreali. Magari con comandi e viti placcati d’oro o incisioni in oro, guancette in madreperla (come disse il generale Patton: l’avorio è da uomo).

Lady Smith. La Smith & Wesson cominciò nel 1902 a presentare pistole appositamente realizzate in una linea speciale denominata “Lady Smith”, a parte un estetica vagamente femminile si distingue per scatti e molle più morbide e finiture più curate e delicate. Devo dire che piacciono anche a molti uomini.

La prima serie fu prodotta per una ventina d’anni, rivoltelle ad hoc ed erano in calibro .22 Long (potenza bassissima).

A singola azione, senza ponticello.

Poi all’inizio degli anni 80 ricominciarono con una serie di rivoltelle con calibri dal .22 al .357, ma anche semiautomatiche calibro 9. Attualmente, “forse” per non urtare polemiche con i gruppi LGBT nel sito aziendale non propongono più la linea “Lady Smith” (salvo rimanenze) ma sono comunque presenti modelli analoghi.


Non tutte le armi S&W che sembrano femminili sono delle Lady Smith, le seguenti dono della serie Bodyguard.

Il colore azzurro è molto apprezzato dalle donne che sparano.

Le armi fatte per le donne sono migliori?

Devo dire che per molti versi lo sono, dai fucili da tiro a piattello, alle pistole da tiro accademico, a quelle da tiro dinamico, ai fucili da sniper, per finire ai fucili d’assalto. Per noi uomini sono armi extraleggere ma non troppo, che consentono tiri molto più rapidi, scatti morbidissimi, estremo comfort di sparo. Le agoniste poi… si fanno realizzare (chi può) munizioni ad hoc per potersi allenare a lungo anche se in alcune specialità sportive sparano nelle gare anche il 30% di cartucce in meno della categoria maschile. Un uomo allenato continuerà ad usare le sue armi anche se potrebbe apportare alcune modifiche, ma un uomo che spara poco potrebbe addirittura preferirle. Nb. Molti anni fa la figlia dodicenne di un tiratore agonista di mia conoscenza con carabina ad aria compressa fece il punteggio di 396/400 battendo tutti, inclusi i record di vecchi campioni uomini intervenuti alla gara valida per il campionato regionale Marche. Nb. Nelle gare agonistiche nazionali gli uomini sparano 60 colpi e le donne 40, quindi si dimostra che la differenza muscolare è importante anche nella resistenza. Inoltre molte donne hanno problemi di vista (vedi paragrafo in rosso) e quindi anche le mire sono spesso migliori, almeno per un uomo con poca pratica.

Comunque con armi moderne sono passati i tempi in cui per le donne poliziotte e militari era normale amministrazione durante le sessioni di tiro obligatorie avere unghie spezzate, dita e mani insanguinate per il maneggio delle armi anche solo durante le operazioni di maneggio, cioè mettere il colpo in canna, scaricarle, riempire i caricatori, estrarre dalla fondina, ecc. Io da istruttore ed esperto armaiolo trovavo sul campo delle soluzioni migliorative ma non sarei potuto essere con loro in servizio nel momento in cui avrebbero dovuto sparare per salvare vite o salvarsi la loro, del resto le pistole son fatte per essere portate con il colpo in canna, chi non ce le porta fa una scelta consapevole dei rischi che corre, anche di avere perdite ematiche nel maneggio dell’arma per caricarla cosa quest’ultima che porta grandi rischi di infezioni e contagi soprattutto in servizi di polizia.

Le armi più moderne hanno miglioratore i progetti, le finiture e fresature meno abrasive, facilitato il caricamento del colpo in canna e della sua rimozione, carichini per i caricatori, ecc. Un tipico esempio è la nuova 80X Chetaah che di fatto è un arma solo esteticamente simile alla sua progenitrice 84F.

80X in 9 corto
84F in 9 corto

Per le armi da difesa e polizia, oggi ci si è standardizzati con le pistole strikefire e per chi non sa che esistono altre armi sceglie solo tra loro. Quindi negli USA sono state stilate delle classifiche che riguardano le pistole da difesa preferite dalle donne, visto che in molti dei suoi stati il porto d’armi è libero (salvo alcune restrizioni per criminali, pazzi, immigrati clandestini, ecc), quindi libero anche per le donne. Una di queste classifiche indica le seguenti armi:

Walther PDP, S&W Bodyguard 2.0 Carry Comp, Ruger LCP, Glock 43X MOS, Taurus GX4, Sig P365 Pink. Sono pistole semiautomatiche sub compatte, con ergonomie adatte a mani piccole più diffuse negli USA, alcune di esse come la Sig è stata realizzata secondo le indicazioni della campionessa di tiro dinamico e figlia d’arte Lena Mickulek e anche le finiture ed estetica sono studiate per le donne. Nb. La P365 e le Glock 43X sono le best seller nella loro categoria nel mercato statunitense, senza togliere nulla alle altre in lista e a quelle non in lista. Le vendite dipendono anche dalla pubblicità e un buon prodotto può per questo venir sottovalutato.


30X Tomcat – Get Home Bag cal. 7.65 Browning. La canna basculante consente un metodo alternativo di caricamento e di controllo della presenza del colpo in canna.

La stessa Beretta negli anni ha prodotto pistole dedicate al pubblico femminile.

Calibro 6,35 ACP
RUGER LCP LADY LILAC cal. 9 corto
BOND ARMS FIRST LADY cal .38 Special
CHARTER ARMS lAVENDER LADY .38 Special

E per la modica cifra di oltre 4000 euro la Nigth Hawk Custom, modello Lady Hawk calibro .45 ACP.

Le pistole in stile strikefired (a percussione interna in stile Glock) non sono sempre state la scelta migliore per ottenere buoni risultati al tiro, molte donne mentono sull’altezza e mettere tacchi alti non favoriscono l’aumento delle dimensioni delle mani, quindi spesso quelle meno alte non si trovano bene con pistole col grilletto a corsa media come quelle delle strikefired, in pratica sparono meglio con grilletti a corsa corta come nelle singola azione o ad azione mista doppia e singola o doppia, singola e mezza monta del cane ovviamente ovviamente in singola azione. Certo che portare una pistola con scatto a corsa breve non è il massimo per la sicurezza di maneggio salvo che da persone molto esperte, però visto che in Italia quasi nessuno porta il colpo in canna il pericolo si riduce di molto. Quindi pistole a cane esterno possono essere molto più adatte a personale femminile rispetto alle strikefired, di certo per i risultati di tiro. Per questo molti produttori di strikefired soprattutto per modelli dedicati alle donne montano grilletti ottimizzati per facilitare lo scatto da dita piccole e deboli (deboli entro certi limiti o poi non sparano).

Ergonomia: sebbene impugnature piccole e grilletti a corsa breve sembrino le soluzioni più adatte esistono le eccezioni, come ad esempio le grandi 1911 (meglio se con grilletto corto) o le vecchie sig P228 (ex ordinanza DEA, Secret Service e US Army, Navy, Air Force, Navy Seal) che nonostante l’impugnatura panciuta era tra le preferite dalle donne con mani piccole, ovviamente il primo colpo in doppia azione (corsa lunga) era un problema se non si armava il cane ma i colpi successivi erano molto precisi.

Le foto delle due pistle non sono in scala ma la distanza dall’elsa al grilletto sono importanti per avere facilmente una buona trazione di scatto. Ovviamente le pistole a cane esterno e azione mista avranno due distanze differenti. Nolìrmalmente negli USA questa si chiama trigger reach. Da non confondere col trigger reset.

Ma il vero problema è la capacità di scelta, perchè sono già pochi gli uomini che conoscono bene le armi, le istruttrici donne sono rarissime e comunque tra le forze armate e di polizia sono rarissime le donne che conoscono altre armi oltre a quelle d’ordinanza, gli armieri e armaioli hanno pochissima esperienza di armi adatte alle donne, gli istruttori di tiro ne hanno di più ma poi quando le donne devono scegliere l’arma adatta alle loro esigenze pochissimi sanno consigliare in modo abbastanza sicuro cosa far acquistare. Nella mia esperienze da istruttore e armiere ho istruito molte donne, alcune anche portate ad essere istruttrici loro stesse, ma ogni donna è un mondo a parte e se per un tecnico come me è facile capire a prima vista quali armi sono adatte ad un uomo, la cosa è più difficile per una donna essendoci molti più parametri in gioco e perchè le pistole vengono progettate innanzitutto per uomini e anche gli uomini di bassa statura hanno forza e resistenza nettamente superiori alle donne. Anche donne atlete e di alta statura non sono comparabili con gli uomini, è una questione naturale non solo fisica ma anche psicologica. In genere, 8/9 volte su 10, le tiratrici/poliziotte/soldatesse principianti sparano meglio degli uomini, solo poi, soprattutto per orgoglio gli uomini recuperano soprattutto in velocità e elevata cadenza di tiro preciso, ma è anche vero che le tecniche di impugnatura e posizioni di tiro normalmente diffuse, derivate dagli sport dinamici del tiro sono quelle meno adatte alle donne.

Ma siccome le donne sono tra gli esseri più facilmente sugestionabili, per loro è più facile cadere nei tranelli degli istruttori ed esperti truffa o anche di bravi istruttori in buona fede ma che non capiscono che per uso difensivo, polizia, militare e sportivo, se non sei in grado di avere la forza di un uomo per dominare un arma puoi morire o facilmente perdere. Perchè usare techniche che ti fanno rinunciare già in partenza ad usare almeno il 30/50% delle forze? Per fortuna le competizioni sportive di sport dinamici con pistola fanno sparare gli uomini in categorie differenti dalle donne, altrimenti non ci sarebbe proprio confronto, ma nel tiro operativo reale ove c’è la vita delle poliziotte in gioco, le tecniche sportive da campioni atletici maschi alti 1.80 da 100.000 colpi l’anno non sono la scelta migliore per chi ha un corpo ben differente. Ma quasi nessuno lo capisce e comunque i morti in servizio non parlano e la gente poi non si spiega come sia possibile che in certe zone le forze di polizia arrivano “sempre” solo dopo ore dalla chiamata d’emergenza… Per gli agenti non basta già la sicurezza di finire sotto accusa per aver usato le armi per difendervi e poi forse andare in galera, perdere lavoro, pensione, casa e famiglia! Il non saper sparare bene fa si che rischiano anche 10 volte di più di chi sa sparare bene di venir uccisi. Ma la gente continua a credere che tutti i poliziotti sappiano sparare bene come nei telefilm americani, ma di fatti non sparano bene così neanche i poliziotti statunitensi.

Walther PP nonostante sia nata nel 1929 (la pistola di James Bond) è una compatta nata in calibro 9 Corto e 7,67 Browning. Sebbene di compatte dimensioni è in grado di colpire anche il 10 a 25 metri, adatta anche per uso femminile. Rimane ancora ad oggi assieme alla ancor più piccola PPK un punto di riferimento del settore anche se dimenticato e spesso sconosciuta alla maggioranza degli sparatori moderni. La Sig produceva sino a pochi anni fa una simil copia, modello P230 ma con sicurezza automatica al percussore.
La moderna Walther PPS non è adatta come la vecchia PP nel tiro ai 25 metri, anzi… ma nel tiro istintivo a breve distanza è nettamente superiore.
Walther CCP2 cal 9 Corto

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