Strage in Australia (killer da spiaggia). Aggiornamenti del 16.12.2025 in colore rosso.

di Biagio De Santis (istruttore di tiro, armi, sicurezza, armaiolo, consulente forze di polizia, ecc).

Quasi 2.000 membri della comunità ebraica che celebravano Hanukkah (festa ebraica) e accendevano insieme la prima candela a Bondi Beach nella metropoli australiana di Sidney sono divenuti bersagli tra la spiaggia, giardini pubblici, transito pedonale e la strada per opera di 2 terroristi islamici (padre e figlio rispettivamente di 50 e 24 anni) che secondo i servizi segreti australiani dello stato di Camberra avevano legami con lo stato islamico Isis a cui avevano giurato fedeltà anni prima. Che almeno uno dei due fosse un soggetto a rischio era cosa nota già da almeno 7 anni, ma essendo padre e figlio avrebbero dovuto essere entrambi sospettati o almeno attenzionati dal Canberra Australian Security Intelligence Organisation (Asio) e dalla polizia, invece pare di no! Infatti il padre da oltre 10 anni aveva la licenza di porto d’armi ad uso caccia per detenere armi e munizioni (esattamente 6 tra fucili e carabine), al momento stanno indagando per capire se quelle utilizzate sono le stesse legalmente acquistate! Ma nella tragedia emerge un eroe, anche lui come i terroristi un immigrato ed islamico, ma ex poliziotto siriano che interviene disarmando un attentatore, ma non gli spara. Forse è per abitudine all’arresto? Forse per impedire che quella persona con i capelli lunghi che lo ha raggiunto venisse messa in pericolo dall’altro cecchino? Aveva sottratto un fucile a canna liscia probabilmente caricato a pallettoni, non poteva affrontare l’altro cecchino armato di carabina a quella distanza! Comunque viene ferito ad una spalla e appoggia in segno di resa il fucile ad un albero. Leggete fino in fondo, c’è una sorpresa.

Prima analisi:

1- Per capire una cosa del genere occorrono un paio di minuti al computer, confrontando la lista delle armi rinvenute e quelle detenute, ma si vede che come in Italia se prima non arriva la scientifica non si fa nulla… Anche giustamente per impedire inquinamento delle prove. Ma in effetti ci vogliono 2 minuti.

Forze di polizia australiane in aeroporto

2- Ad esempio; se in Italia uno al bar saluta un ex compagno di scuola e quest’ultimo ha precedenti penali rischia di perdere il porto d’armi. Così come se uno sconosciuto per strada ti chiede una indicazione, se questo è anche solo sospettato di terrorismo o mafia rischi il porto d’armi anche se per tiro a volo… Perchè potresti venir scambiato per un suo complice. Inoltre se nello stesso nucleo familiare c’è qualcuno sospettato di qualcosa di grave ad esempio per droga (uso o spaccio), furti o rapine il risultato è lo stesso, perchè si teme che queste armi possano venir sottratte dal sospetto, ecc. Nb. Queste decisioni possono configurare abusi di potere e dovrebbero essere prese solo dopo attente e accurate indagini, ma in un recente passato erano quasi la norma. Dopo molti ricorsi vinti dai cittadini le cose sono cambiate, ma le attente e accurate indagini richiedono tempo e quindi si rischia di non avere il rinnovo veloce della licenza o addirittura del ritiro della licenza e sequestro cautelativo temporaneo delle armi.

3- L’Asio ha comunicato alle forze di polizia e alle autorità locali che gli hanno concesso la licenze da caccia di questi legami? Se non lo ha fatto, forse è perchè non voleva insospettirli per poi tenerli meglio sotto controllo, sperando di trovare altri affiliati e fermarli in tempo in caso di preparazione ad un attentato? Quando si fa una scelta del genere si deve avere un elevatissimo controllo di questi sospetti proprio per evitare questi episodi drammatici! Ma probabilmente non lo hanno fatto… Bisogna anche avere un eccellente controllo del territorio ed hanno dimostrato di non averlo… Questo perchè è quasi impossibile tenere sotto controllo altre centinaia o migliaia sospetti per gli stessi motivi.

4- Poliziotti e militari giurano fedeltà alla patria e/o alla costituzione, quindi questo è sufficiente a renderli ufficialmente pericolosi per i criminali e nemici in genere, perchè questi no? Indipendentemente dalle loro ragioni, i giuramenti sono considerati nel mondo una cosa seria!

Addestramento forze speciali di polizia australiane

Ma come sono andati i fatti? Seconda analisi.

5- Hanno scelto spesso una posizione leggermente rialzata che come nel recente caso Kirk, gli favoriva un ampia visuale di tiro sulle vittime e di difesa eventuale dalla polizia. Le aree di tiro in prossimità di un giardino pubblico che da sulla spiaggia, sfruttando molto l’appostamento su un ponte pedonale tra la strada, parcheggi e la spiaggia. Nb. In una delle loro auto la polizia ha trovato un ordigno esplosivo e una bandiera dell’ISIS.

6- 10-20 minuti di panico tra la folla in fuga, sebbene l’Australia a detta proprio di alcuni partecipanti ebraici è la nazione più sicura da questo genere di pericoli. Ma di fatto nessuno è al sicuro, (forse l’unico al sicuro è il Giappone grazie alle speciali leggi anti terrorismo, ma non potrei giurarci). Sono aperte ancora le indagini sull’incendio doloso di una sinagoga a Melbourn…

7- Perchè ci son voluti 10-20 minuti per le forze di polizia a fermare i 2 terroristi? La spiaggia è lunga circa 1 km ed è costeggiata vicino al transito pedonale da un pista di skateboard e dalla strada. Non c’erano agenti in strada o erano solo in spiaggia? Comprendo che non sia facile tenere sotto controllo un area così estesa con pochi agenti, ma quante feste ad alto rischio si tengono in Australia?

8- La polizia non aveva droni in dotazione? Potevano utilizzarli per individuare più velocemente gli “active shooters” ne esistono addirittura di tascabili.

9- Perchè la polizia non aveva in dot azione i rilevatori di posizione di sparo? Ne esistono di piccolissimi e possono anche essere montati facilmente su qualunque veicolo! Collegati ad uno smartphone possono dare anche l’esatta posizione su mappa GPS. Perchè non avevano rilevatori di esplosivi (annusatori elettronici)? Usatissimi in zone di guerra, perchè non nelle grandi città?

10- Di forze di polizia specializzate nell’anti terrorismo ne hanno e anche brave, perchè questa volta non ha funzionato la prevenzione, perchè la risposta è stata lenta? Joint Counter-Terrorism Teams della AFP è uno dei reparti appositi contro questi pericoli.

11- Secondo un sopravvissuto “pare” che la sparatoria sia durata almeno 20 minuti e che almeno 3 agenti di polizia (non si sa di quale corpo) siano stati fermi al riparo senza intervenire! In effetti erano presenti solo 3 agenti donne per svolgere attività di ordine pubblico, gestione del traffico, sedare eventuali risse tra i partecipanti (anche se essendo una festività religiosa era un evenienza remota), risse con eventuali antisemiti e altri provocatori, contro eventuali manifestazioni antisemite. Non si sa ancora se c’erano degli altri operatori di sicurezza come ad esempio al flusso e deflusso delle genti, primo soccorso, ambulanze, ecc. Ma per una normale attività del genere in Italia ci sarebbero dovuti essere almeno un operatore addetto al flusso e deflusso, addetto anche a prestare il primo soccorso e magari anche con competenze di anti incendio, quindi 1 ogni 150 persone e almeno 1 o 2 ambulanze. In pratica per sicurezza almeno 12 operatori + 2 ambulanze con equipaggio medico. E almeno 5/6 agenti di polizia ovviamente armati anche di armi lunghe (come giusto che sia).

Mentre in caso di un basso livello di pericolosità per un minimo di attività di prevenzione contro attacchi terroristici, attività di intervento rapido contro attacchi di terroristici come minimo dovevano esserci almeno 2 squadre da 6 agenti, cioè 12 tra cui almeno 2 o 3 sniper, 1 k9 (agente cinofilo con cane addestrato alla rilevazione di armi ed esplosivi e 1 agente artificiere. Vero che la festa non era nota per aver avuto problemi, ma metterci solo 3 agenti e per giunta delle ragazze è stato un grosso errore visto che non sarebbero state fisicamente in grado di non poter sedare nemmeno una rissa. Ovvio che se ci fosse stato un serio allarme il numero degli agenti anche con reparti speciali sarebbe stato ben superiore.

12-Notate come l’antisemitismo sia tra le priorità delle forze di polizia australiane. https://www.afp.gov.au/crimes/terrorism se visitate questo sito vedrete quanto in realtà il terrorismo sia temuto e combattuto in Australia.

Considerazioni e riflessioni finali:

13- quale armamento avevano le forze di polizia presenti e quelle intervenute? C’erano angenti di più corpi di polizia? C’erano agenti di sicurezza privata armati o disarmati?

14- Quale addestramento avevano? Cioè a quali distanze con fucili e pistole erano stati addestrati a sparare? Le tattiche di combattimento erano rivolte anche a contrastare casi del genere? La SSPC si occupa di promuovere le attività sportive e gare tra gli appartenenti alle forze dell’ordine australiane e internazionali, tali gare si svolgono tra i 7 e i 50 m con limiti di tempo. https://sspc.org.au/competition-overview/australian-police-service-match-apsm/ Purtroppo non è una attività obbligatoria per gli agenti.

Da alcuni filmati che ho visto sulle esercitazioni fatte nelle scuole allievi della polizia federale australiana non mi pare di aver visto addestramenti al tiro anti terrorismo.

15- Gli agenti (se presenti) avevano mai svolto esercitazioni tattiche anti terrorismo contro “active shooters” e “sniper”?

16- Visto che la prevenzione è fallibile, cioè è una speranza, non una aspettativa, non sarebbe meglio addestrare adeguatamente gli agenti?

Nonostante si sospetti che i 2 attentatori abbiano svolto addestramento specifico in campi di addestramento terroristico nelle filippine dai video si denota nei due terroristi una mancanza di addestramento tattico specialistico (o forse non erano bravi), così come una mancanza di addestramento militare efficace. Un fuciliere scelto, non parlo nemmeno di un cecchino (sniper SWAT) di polizia li avrebbe eliminati abastanza facilmente con un fucile a canna rigata o una carabina dotate di ottica di mira tirandogli da lontano e in posizione coperta.

Mentre agenti armati di pistola se addestrati a saper sparare almeno a 25 metri di distanza avrebbero potuto avvicinarsi di nascosto e almeno “infastidirli” distraendoli dal proseguire la strage. Nb. Un agente se è addestrato al tiro a 25 m può anche tentare di colpire a 50 metri, mentre chi in genere spara a 7/10/15 metri o yarde neanche ci prova e spesso crede che a 50 m i colpi nemmeno ci arrivino (sentito dire più volte)!

E’ evidente che se si rinuncia ad armare le forze di polizia con armi lunghe poi in situazioni del genere siano costretti in condizioni di inferiorità, così come se non li si addestra a colpire oltre i soliti pochi metri adatti alla difesa domestica come se il tiro di polizia sia la stessa cosa! Non dico di ricevere armamento e addestramento del Bope, ma a tutto c’è un limite…

Le pistole normalmente in dotazione alla polizia federale australiana AFD sono le F9, cioè una versione della Sig P320. Altri corpi di polizia di Sidney possono avere in dotazione Glock in .40 S&W o in 9×19. Tiro utile standard 50 m.

All’inizio della sparatoria uno dei 2 attentatori era stato assalito da due anziani coniugi ebrei che lo avevano notato mentre stava uscendo dall’auto appena parcheggiata armato, addirittura l’uomo lo disarma, lo mette in fuga ma non gli spara. Il terrorista corre in auto prende un altra arma e li uccide entrambi a sangue freddo per poi iniziare la strage vera e propria.

L’eroe che ha disarmato il padre terrorista e non lo ha ucciso ha commesso un errore tattico, perchè in questi casi le dottrine anti terrorismo più efficienti consigliano di non fare prigionieri a meno che non si sia in numero sufficiente di agenti da consentire il proseguimento dell’intervento in numero adeguato e che inoltre gli agenti che traducono il fermato in zona sicura abbiano la via protetta. In genere non lo sono. Gli agenti non appartenenti a reparti speciali in questi casi sono spesso male armati e senza adeguate protezioni balistiche, cioè con scudi, elmetti e protezioni antiproiettile, almeno anti 7,62 NATO e 7,62x54R (sovietico). Di fatti il terrorista fuggito raggiunse il figlio e recuperata una delle armi ricominciò a sparare. In Italia come in buona parte dei paesi occidentali un agente che lo avesse ucciso sarebbe finito direttamente sotto processo a stipendio ridotto, sospeso dal servizio in attesa di giudizio, ecc ecc. Da come si sono svolti i fatti “mi pare” che reparti speciali non ve ne fossero presenti alla festività, immagino siano giunti a porvi termine 10 o 20 minuti dopo l’inizio.

Le armi utilizzate dagli stragisti:

pare siano armi da caccia, sia fucili a canna liscia che carabine. Le restrittive leggi australiane sulle armi che di fatto ne vietano molte tipologie sono state fatte ad hoc per ridurre i pericoli proprio in casi come questo, evidentemente non funzionano! Ma si sa che nel Commowelth Britannico dall’inghilterra al Canada e anche all’Australia i cittadini onesti sono quasi sempre stati tenuti disarmati, giusto avere la possibilità di andare a caccia e al tiro a piattello, carabine adatte al tiro statico per tiro e caccia, pistole quasi nessuna o nel caso di tipo “ridicolo”. Bhe questo ha sempre portato ad aumento del crimine e della diffusione di armi illegali di provenienza illecita anche dall’estero, altrimenti non si spiegherebbe come i rivoltosi dell’IRA dell’Irlanda del nord prima degli accordi di pace disponessero di qualunque genere di arma, dai fucili d’assalto alle mitragliatrici, mortai, bazzoka, cannoni, mine, ecc. Che dire poi della situazione paradossale proprio nelle disarmate Londra, Bruxelles e Parigi dove il crimine è ai massimi storici e invece si moltiplicano attentati terroristici? Ma vogliamo parlare della strage di Las Vegas nel 2017? L’attentatore armato di armi capaci di tiro automatico appostatosi in posizione elevata in vista su un concerto con 22.000 persone ne aveva ucciso 58 e feritone direttamente 422! Altri 429 feritisi nella fuga della folla. Se gli attentatori australiani fossero stati impossibilitati a reperire armi di tipologia venatoria si fossero procurati armi automatiche, esplosivi, ecc. Avrebbero potuto battere agevolmente questo record negativo di vittime! Per fortuna si sono accontentati di armi da caccia! Ma il primo ministro (di chiare origini italiane) Anthony Albanese ha annunciato un più stretto giro di vite alle armi detenibili legalmente dagli onesti cittadini australiani! Già ingiustamente vessati e disarmati come potranno difendersi? Soprattutto coloro che vivono isolati negli enormi territori australiani disabitati o poco abitati? La polizia non può essere subito ovunque, cosa ampiamente dimostrata a Bondi Beach. Ma la colpa in effetti è di chi pur sapendo dei legami giurati con l’ISIS gli ha cosentito di continuare a possederle! Però è anche vero che con solo dei sospetti e ipotesi non si possono condannare delle persone a possedere armi, così come privarli di altre libertà. Però con lo stesso principio il primo ministro australiano vuol far di peggio e disarmare tutti i suoi cittadini, come del resto si fa in tutte le “dittature” che si rispettano… Speriamo che si accorga dell’errore che sta per fare. In nazioni come il Texas in un caso del genere gli attentatori sarebbero stati rapidamente eliminati da almeno il 10% dei cittadini legalmente armati.

Ricordo uno di quei casi che hanno ridotto ulteriormente le armi agli onesti cittadini canadesi, dopo che un “pazzo pericoloso” già noto alle forze di polizia e che deteneva notoriamente ma illegalmente 4 auto esteticamente identiche a quelle della polizia sia andato in giro per il Canada travestito da poliziotto con falsa auto di servizio ad ammazzare gente nelle loro case e dar fuoco ad abitazioni! Anche in questa situazione lo si poteva fermare in anticipo!

Che dire poi del marito di una mia cugina ucciso oltre 20 anni fa in centro Italia dal vecchio padre afflitto da decenni di malattia degenerativa del cervello con problemi di schizzofrenia aggressiva che nonostante avesse minacciato molte volte e per anni, familiari e vicini di casa (mai il figlio) con la doppietta regolarmente acquistata negli anni 60 (quando non servivano i certificati medici) nessuna delle varie autorità a cui il figlio si era rivolto gliele avesse volute sequestrare? C’erano tutti gli estremi per farlo! La vittima era rimastato inascoltato nonostante fosse un rispettato imprenditore e da giovane avesse prestato servizio nei carabinieri! Forse le forze di polizia avevano paura di prendersi una fucilata? Altre autorità una denuncia per abuso di potere? Sarebbe bastato andare a sequestrargliele quando usciva per fare la spesa o consentire al figlio, durante il riposo o assenza del padre di prelevarle per consegnarle alle autorità senza poi ritrovarsi con una denuncia di furto e porto abusivo d’arma da sparo! Potevano eventualmente nominarlo ausiliario di polizia e non ci sarebbero stati rischi per nessuno. Del resto era un carabiniere in congedo. Possibile che per superficialità si debba continuare a morire in questo modo in tutto il mondo?

Ps. Non so perchè ma in questi giorni, cercando alcuni miei articoli su stragi. Articoli scritti per essere di pubblica utilità che avevo pubblicato anni fa, ho scoperto non essere più né on-line ne in memoria sulla piattaforma dell’editor che utilizziamo nella rivista… Sabotaggio? Problema di software? Problemi di plug in?

E’ un mistero…

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