Stragi evitabili in America 1

di Biagio De Santis (istruttore di tiro, armaiolo, analista, ecc)

Dopo che sua figlia fu uccisa da un “active shooter” in una scuola superiore della Florida, un genitore disse questo: 

‘Abbiamo abbastanza leggi per fermare questi omicidi. Quello che non abbiamo è una responsabilità personale per proteggere i nostri figli ‘.

Ad intendere che chi dovrebbe agire non vuole prendersi la responsabilità delle sue azioni e quindi non agisce!

Dopo gli eventi dell’ennesima strage scolastica negli USA, il 14 febbraio 2018 nella Marjory Stoneman Douglas High School a Parkland città di 29.000 abitanti, della contea di Broward (di oltre 1.900.000 abitanti, una superficie superiore a quella della Valle d’Aosta) da parte di un ventenne ex studente in una scuola superiore, tale Nicolas Cruz (notoriamente affetto da problemi mentali), sotto accusa è finito però anche il poliziotto di servizio nella scuola, tale Scott Peterson, il comandante e successivamente molti suoi colleghi. Peterson 55 anni veterano del dipartimento di polizia con 33 anni di servizio alle spalle non è intervenuto contro lo stragista Cruz. L’agente Peterson è stato definito come un codardo addirittura dallo stesso presidente Trump, denunciato dal padre di una delle 17 vittime mortali. Ma il processo non c’è nemmeno stato perché le accuse sono state rifiutate in partenza dalla magistratura. Peterson si è difeso asserendo che all’inizio aveva pensato che si trattassero di fuochi d’artificio (petardi) sparati da alunni per fini goliardici, poi invece ritenne che si trattasse di un cecchino come a Las Vegas (che sparava dal 32° piano di un hotel su una folla al concerto). Quindi rimase all’esterno degli edifici cercando di individuare da dove sparassero, questo mentre Cruz continuava indisturbato la sua strage all’interno di uno di essi causando 17 morti e 17 feriti. Nb. In tutta l’area scolastica solo l’agente Peterson e un altro civile (non poliziotto) erano autorizzati a detenere e portare armi.  

Nonostante il parere della magistratura di Fort Lauderdale competente per territorio, Peterson è stato soprannominato dall’opinione pubblica, il sindaco della sua città e da buona parte dei media statunitensi come “Il codardo di Broward “. Alla fine è stato costretto non da provvedimenti disciplinari ma da tutto questo, a dimettersi dal suo lavoro di agente di polizia locale. In pratica Cruz ha creato una ennesima vittima senza nemmeno sparargli, la vita dell’ex agente Peterson dopo 33 anni di onorato servizio è ora distrutta, probabilmente dovrà anche trasferirsi e cambiare identità per non venir mal trattato dalla gente come “il Codardo” che ha consentito la morte di 17 persone tra bambini e insegnanti. Nel mentre Cruz pur rischiando la pena di morte, con chiari segni di squilibrio si dichiara addirittura innocente…

Negli USA ove la gente fa spesso parte della Guardia Nazionale militare o della riserva dei corpi di polizia quasi come da noi in Italia facciamo parte delle varie sedi di volontariato della Protezione civile o delle varie Croci sanitarie, la, molti tra uomini e donne han pure prestato servizio militare in conflitti bellici, è difficile per troppi di loro credere alla buona fede dell’agente Peterson, non considerandolo solo un incompetente in buona fede con incapacità aggravata dallo stress da paura.

Analisi dei fatti:

L’agente Peterson non ha riconosciuto subito gli spari come tali, all’inizio credeva fossero dovuti a petardi per uno scherzo da parte degli studenti.

L’agente Peterson, non è stato capace di distinguere la differenza di suono tra colpi sparati all’interno di edifici o all’esterno.

L’agente Peterson non è entrato nell’edificio da dove provenivano i colpi.

L’agente Peterson diede indicazioni a colleghi e superiori intervenuti di tenersi a distanza di sicurezza anti cecchino di almeno 300 metri dagli edifici. Ma i colleghi e i superiori non erano costretti a dargli retta.

Giustificazioni a favore di Peterson:

Occorre un orecchio addestrato a capire subito la differenza tra fuochi d’artificio e munizioni vere.

Occorre esperienza per distinguere differenza di suono tra colpi di pistola e carabina in calibro .223 R.

Occorre fortuna, esperienza e addestramento speciale per capire subito se un attentato sia svolto da un cecchino o uno sparatore, così come è difficile capire a distanza quanti siano gli attentatori e i loro livelli e tipi di pericolosità.

Insomma l’addestramento ricevuto non era evidentemente adeguato!

L’agente Peterson non aveva armamento adeguato per affrontare agevolmente chi era armato di arma lunga come un cecchino ma nemmeno il solito sparatore tra la folla. Solo con adeguate tattiche di avvicinamento e copertura portandosi a distanza di tiro utile avrebbe potuto contrastare un cecchino, cioè da 100/300 metri portandosi a tiro utile cioè meno di 15 metri. Sull’esempio degli agenti Martinez e McCoy contro il cecchino della torre dell’università di Austin in Texas, ove in pratica alcuni agenti fecero quasi una gara per arrivare a distanza di tiro per primi ad uccidere l’attentatore e contendersi l’abbattimento.  (Nb. Entrambi poi ebbero onori e meriti, Martinez addirittura finì nei Texas Rangers, andando in pensione dopo alcuni anni svolti come giudice…). Ma nel caso di una scuola anche un lungo corridoio scolastico sarebbe stato un rischio proibitivo per Peterson, agente anziano medio e armato solo di pistola (tiro preciso a breve distanza), così come le distanze tra loro degli edifici e delle ipotenuse delle angolazioni di tiro a sfavore sempre dell’agente armato solo di pistola.

In genere i rinforzi di polizia negli USA giungono nei migliori dei casi con una media di 2 minuti e 45 secondi, mentre la media nazionale tra i dipartimenti di polizia USA ben organizzati è tra 5/10 minuti. Non la media di 30 minuti come in Italia… Quindi Peterson era ulteriormente giustificato a non intervenire da solo, cosa che comunque se avesse fatto in presenza di un cecchino vero sarebbe quasi sicuramente rimasto ucciso prima che potesse entrare in un edificio qualunque. Però uscì dal suo riparo solo 38 minuti dopo, cioè dopo circa 20 minuti che l’area era ormai piena di poliziotti e cessato il pericolo, in questo fu anche ripreso dalle telecamere. Inoltre dai tracciati telefonici un altro agente che si trovava nei pressi della scuola si allontanò quando venne a sapere dell’emergenza.

Ma c’è anche da dire che:

gli agenti di polizia della ricca contea di Broward sono ben forniti di armi e attrezzature.

Gli agenti della polizia di contea di Broward frequentano corsi di formazione per i vari compiti assegnati, cioè dalle investigazioni, investigazioni scientifiche, alla cinofila, all’antidroga, ecc Quindi anche specialistici per la difesa delle scuole. La contea di Brodward, quindi la sua polizia, come riferisce il Tampa Bay Times decise sin dal 2013 di non delegare in parte la sicurezza scolastica rilasciando porto d’armi autorizzato ai docenti e personale scolastico che ne avessero fatto richiesta, di non incrementare personale scolastico addetto alla sicurezza (guardie giurate armate). In pratica l’unico armato fu l’agente Peterson…

Nel 2013 gli agenti del dipartimento dello sceriffo di Brodward frequentano i primi corsi di preparazione per la difesa delle scuole (centinaia di agenti). Tale formazione saggiamente specializzata anche all’operatività di polizia in scuole in presenza di minori e di personale scolastico, anche in maniera da non causare problemi di convivenza con loro. Circa 40 ore di formazione. Gli agenti destinati a questi compiti sono stati tolti dal servizio in strada, o addirittura assunti tra ex poliziotti e hanno avuto circa altre 8 ore di formazione.

I dirigenti scolastici che visionavano le telecamere di vigilanza sbagliarono l’uso del sistema di videoregistrazione informando la polizia che Cruz fosse ancora in azione, mentre invece stavano visionando immagini registrate e non in diretta! Questo ritardò i soccorsi! Soccorsi che sono partiti in ritardo anche perché la prima chiamata fatta alla vicina polizia di Coral Spring fu invece dirottata dal centralino alla più lontana sede dello sceriffo di Broward perché competente sul territorio, di fatto il centralinista rispettò la procedura standard voluta dallo sceriffo, questo determinò maggior numero di vittime.

Nb. Appena dopo la strage, solo 3 paramedici della  SWAT erano all’interno dell’edificio, mentre molti paramedici del dipartimento di soccorso pubblico attendevano fuori, chiedendo insistentemente di poter entrare! Queste richieste furono negate dall’ufficio dello sceriffo di Broward, anche dopo l’arresto del sospetto.                                                                                                Questo probabilmente causò maggior numero di vittime.

*Probabilmente in oltre 5 anni gli agenti del dipartimento dello sceriffo di Broward hanno partecipato anche ad altri corsi di formazione e specializzazione sulla sicurezza scolastica.

*Nb. Questa è praticamente quasi l’equivalente di una polizia locale italiana ma sul suo territorio con i poteri di una statale.

Quindi non c’è da stupirsi se a distanza di 5 anni sia la speciale commissione dello stato della Florida per la sicurezza presieduta dallo sceriffo della vicina contea di Pinellas (lo sceriffo è una carica eletta dal popolo della contea, la contea è una unione di comuni) Bob Gualtieri, prima con 13 voti a favore e solo 1 contro  e poi all’unanimità  ha deciso che la sicurezza nelle scuole venga affidata anche ai docenti e al personale scolastico che facciano richiesta di poter essere armati, così come alla maggior presenza di addetti alla sicurezza privata armati e non armati assunti dagli istituti scolastici. Questo ovviamente con le rimostranze del sindacato scolastico e organizzazioni anti armi. Al 2018 solo 13 su 67 distretti scolastici in Florida sono armati, però sono distretti in località rurali e isolate, le persone di campagna, lagune e dei boschi sono molto più pratiche degli abitanti di grandi città.

Inoltre al Marjory Stoneman Douglas High School non fu nemmeno attuata a dovere dal corpo scolastico la procedura per chiudere tutte le classi e gli edifici, pare a causa di regolamenti interni di emergenza non chiari ed evidentemente non avevano fatto nemmeno le esercitazioni periodiche necessarie, altrimenti si sarebbero accorti in tempo di tali lacune che portarono ad un ritardo di 3 minuti rispetto ai tempi previsti. Ma alcune procedure erano anche sbagliate, ad esempio furono chiusi i bagni che invece potevano divenire buoni nascondigli, mentre gli studenti furono fatti uscire dalle aule favorendo così la strage, solo due insegnanti, di propria iniziativa e responsabilità tennero i loro studenti chiusi nelle aule, barricandone gli accessi e oscurandone la visibilità dall’esterno! In questo modo li salvarono tutti!

La capitano Jordan comandante del distretto di zona per lo sceriffo di Broward, giunta sul posto (ovviamente in ritardo) ebbe problemi di comunicazione radio, dopo diversi tentativi alla fine dovette creare un quartier generale di comando nel parcheggio. Se le trasmissioni radio non erano buone dovevano accorgersene in anticipo, questo ha messo ancora più dubbi sulle esercitazioni di emergenza fatte. Nb. Perdere tempo per creare un punto di comando ove riunire ufficiali e sottufficiali per decidere sulle tattiche da usare, in questi casi e risaputo che provoca notevoli perdite di tempo e inutili sottrazione di personale dalle azioni di intervento, visto che anche ogni ufficiale e sottufficiale è indispensabile all’intervento.

Di eroi ve ne sono stati durante questa strage, ma non sono stati poliziotti. Appartenenti al corpo scolastico, insegnanti, addirittura studenti, ma non poliziotti.

È evidente che qualcosa in più è andata storta nonostante la formazione apparentemente adeguata dell’agente Peterson e dei suoi colleghi. Nei vari filmati tratti dalle telecamere di sorveglianza della scuola, trasmessi anche da tv e media statunitensi, lo si vede sempre e solo armato della sua pistola d’ordinanza, quindi arma inadatta per comuni tiratori ad affrontare adeguatamente chi è armato di arma lunga, sia per precisione, distanze di tiro utile, velocità nello sparare, volume di fuoco, controllo dell’arma nel tiro celere, ecc. Nessun collega gli ha fornito un arma lunga adeguata alla situazione! In Italia sarebbe bastato questo per giustificarlo per parte dell’opinione pubblica, ma negli USA no!  Addirittura pure uno degli studenti uccisi era ufficiale della riserva militare giovanile, morì agendo da eroe per salvare altri studenti nella fuga.

Il popolo americano è in buona parte formato da militari, agenti di polizie e operatori di sicurezza privata in servizio o in congedo, o comunque sono loro parenti, così come da un numero cospicuo di persone che a vario titolo sportivo, collezionistico che per difesa le conoscono e sanno usare, al punto che anche i mass media solitamente anti armi gli sono andati contro.

La speciale commissione della pubblica sicurezza della Florida (tra i membri ci sono anche comandanti di polizie) ha deciso sui futuri regolamenti di polizia, studiando quelli già adottati con successo altrove nel mondo (anche in Israele). Anche in casi di azioni anti terrorismo, queste procedure sin dai tempi della strage scolastica a Columbine sono sempre per l’intervento immediato da parte degli agenti anche senza attendere i rinforzi, seppur con estremo maggiore rischio della propria vita, addirittura con azioni al limite del suicidio per gli agenti. Concetti operativi più condivisibili da polizie militari che da agenti di polizia civile. Ma che mi ricorda quel che mi diceva negli anni settanta mio padre, all’epoca sottufficiale, sulla forma mentis dei carabinieri formati nelle scuole allievi per alcuni decenni dopo la seconda guerra mondiale da istruttori reduci di guerra, così come i loro predecessori reduci di tante e un tempo frequenti guerre. In pratica gli veniva inculcato che dopo il giuramento sarebbero stati come carne morta venduta allo stato (per uno stipendio da fame), ma per difendere bene le persone qualcuno doveva pur esserlo. In pratica erano dei consapevoli candidati all’obitorio. Lo stesso generale Dalla Chiesa voleva con sé solo carabinieri che sapessero sparare molto bene, altrimenti o non sarebbero andati dove li comandava o ci sarebbero andati facendosi ammazzare. All’epoca il problema per Dalla Chiesa e altri comandanti era che sarebbero andati a farsi ammazzare più che non andare. In sud America la diffusione numerica di polizie militari è notevole rispetto alle civili, ma necessaria dall’eccessivo livello di criminalità di nazioni come Venezuela, Brasile, Colombia, ecc. Questo non tanto per gli armamenti militari e dotazioni, ma soprattutto per i regolamenti interni che a differenza dei regolamenti delle polizie civili tutelano pochissimo gli agenti, praticamente obbligati all’obbedienza quasi cieca agli ordini e all’intervento immediato (salvo rare eccezioni). Ovviamente in queste nazioni l’operato delle forze di polizia civili che militari è molto ben tutelato dalle leggi e dalla magistratura. In Italia visti i ridotti armamenti, dotazioni, scarso addestramento e allenamento, accanimento giuridico, quasi mancanza di tutela legale, ecc ce ne sarebbe d’avanzo per rifiutarsi di intervenire in moltissimi casi di pericolo. Ad esempio i giubbotti antiproiettile in grado di fermare pallottole perforanti sparate da Kalasnikov sono considerati materiali d’armamento militare e  quindi non consentita la dotazione sia di civili ma nemmeno da parte delle polizie locali!

FINE PRIMA PARTE

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