di Biagio De Santis (istruttore di tiro, armaiolo, analista, ecc).
Questo genere di articoli sono di utilità sociale, scritti sia per cronaca che per dare suggerimenti per effettuare attività di prevenzione e se non per come reagire, per lo meno come capire quali errori sono stati commessi dalle vittime e forze dell’ordine, sperando che non si ripetano.
Tra i media di informazione australiane hanno riportato la notizia che l’agente di polizia in borghese (un investigatore giunto li con un auto civetta) che ha messo fine alla sparatoria abbattendo uno dei due attentatori (il padre) colpendolo alle spalle, sparandogli da almeno 40 metri di distanza! Poco dopo il sopravvissuto (il figlio) trovandosi in condizioni di eccessiva inferiorità di fuoco capendo di essere spacciato decide di arrendersi.

40 metri! La polizia federale australiana ha in dotazione standard pistole Glock calibro 9×19 nei modelli 17 e 19. La 19 essendo la più compatta quasi sicuramente sarà stata l’arma utilizzata dall’agente investigativo. Un arma con una canna da 102 mm, linee di mira lunghe 152 mm., peso 670 grammi scarica, 870 carica, peso di scatto del grilletto circa 2850 grammi. Quindi pur non essendo assolutamente un arma da tiro sportivo è stata all’altezza della situazione, anzi… di più. Una pistola da tiro dovrebbe pesare almeno 1 kg, scatti possibilmente inferiori a 1 kg, mire lunghe almeno 17/18 cm, ecc.

L’agente investigativo in borghese ha probabilmente sparato appoggiandosi ad un albero, le immagini che ho trovato sono abbastanza confuse e poco dettagliate. Inoltre, da queste immagini a me pare che abbia atterrato lo stragista tirando da circa 20 metri di distanza e non da 40 come riferito anche da noti quotidiani e tg australiani. Forse lo ha colpito la prima volta da 40 metri e poi alla fine avvicinandosi ai 20 metri.


Gli stragisti avendo ben studiato con molti precedenti sopralluoghi si sono barricati con il parapetto del ponte pedonale a propria protezione, quindi non potevano essere colpiti quando erano al suo riparo. Pertanto si doveva attendere che si esponessero e comunque colpire una testa a 40 metri è a prescindere cosa ben difficile soprattutto se in movimento e mentre il proprietario della testa ti sta sparando addosso. Infatti il colpito dava le spalle all’agente. Certo che se ci fosse stato qualche agente armato di carabina con ottica di precisione le cose sarebbero andate subito bene…
I due attentatori avevano però un lato completamente scoperto, peccato che disponendo solo di pistole agli agenti non sia venuto nemmeno in mente di sfruttarlo. Del resto sarebbe stata una azione potenzialmente suicida affrontare con una pistola 2 uomini con fucili posti trai 15 e 20 metri di distanza. Ricordate il vecchio detto? “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto”! Ma avrebbero potuto (come da immagine) andare ad appostarsi nell’abitazione più vicina e con visuale scoperta per colpirli, ma il tiro richiedeva di saper sparare con pistola almeno a 70 metri di distanza… Sotto stress a malapena si copisce un bersaglio a 5 metri, figuriamoci a 70!

Quando lavoravo in un poligono di tiro privato con armeria (ero l’armiere), l’area a rischio all’esterno del poligono ma all’interno della struttura era al massimo di 75 metri, avevo il porto d’armi da difesa e fortunatamente nel poligono giungevamo fino a quella distanza e ogni tanto mi ci allenavo perchè la possibilità di venire ucciso da criminali che volevano impossessarsi delle chiavi d’accesso era reale. A detta di tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine a cui avevo chiesto consiglio, incluse ex forze speciali, quel luogo di notte non frequentato era un incubo per potenziali imboscate e per giunta all’uscita, sul parcheggio tali distanze aumentavano. Sinceramente avrei preferito essere autorizzato ad avere con me un fucile e non una pistola, quindi mi son dovuto arrangiare con quello che avevo. La mia vecchia Glock con mire a trizo e fibra ottica ad asse di mira basso, munizioni precisissime e ad alta velocità, arma appesantita da torcia tattica. Delle volte mi facevo appositamente vedere far centro a 75 metri affinchè si spargesse la voce e quindi eventuali informatori dei rapinatori si convincessero a desistere. In effetti le mie attività di prevenzione hanno sempre ben funzionato, anche perchè un rapinatore intelligente mi avrebbe evitato. Il problema sono quelli poco intelligenti o drogati/ubriachi/malati mentali/ritardati mentali e quelli votati al martirio. Comunque anche quelli votati a dare la vita per i propri ideali se possono scelgono obiettivi più facili o con maggiori risultati ottenibili in termini di vittime e/o danni complessivi.
Generalmente le pistole militari venivano scelte tra quelle che avessero un tiro utile di almeno 50 metri anche se poi le mire potevano essere registrate o costruite per far centro a distanze differenti come i 15 o 25 metri. Ad esempio le mitiche Luger (armi di inizio 1900 tarate per i 50m.) infatti chi non lo sapeva tendeva a spararci in alto a distanze ben inferiori, ma a causa della diffusa tendenza a “strappare” i colpi in basso questo effetto non dispiaceva perchè compensava ampiamente l’errore umano dovuta alle paure dello sparo. Certo che la Luger standard tra ergonomia eccezionale e scatti normalmente fantastici anche se con mire non buone come quelle attuali era ben adatta a tiri anche ben più lunghi, tanto per non parlare per versioni con canne più lunghe, addirittura ai 200 metri. Vista all’epoca la mancanza di mitragliette e fucili d’assalto se si voleva aver un buon volume di fuoco rapido ci si doveva rivolgere a pistole come appunto Luger di vario tipo e Mauser C96 o 712 (note anche per avere una fondina che funge da calciolo) in pratica delle vere e proprie carabine con tiro utile anche a 300 m. anche se a quelle distanze magari non si colpiva un soldato ma un gruppo di soldati all’assalto mirando nel mucchio.
Non andiamo a citare i casi estremi come campioni o talenti naturali da record mondiali, fenomeni da baraccone o dei super sniper, il soldato o poliziotto medio con la pistola d’ordinanza dovrebbe essere in grado di colpire con sufficiente precisione un nemico fino ai 50 m. tirando da posizione a terra, cioè da sdraiato (come in uso ancor presso le ff.aa. USA fino a qualche anno fa a 50 yarde, ora solo fino a 25 yarde). Quindi almeno una rosata di tiro da 10 cm a 50 m. tenendo l’arma ferma in morsa (senza errore umano) con munizioni di dotazione standard. Mentre, secondo me un militare o agente di polizia dovrebbe riuscire a colpire almeno un centro come un disco di carta da 20 cm di diametro a 50 metri il 70% delle volte sparando da posizione a terra sarebbe già un buon risultato.
Lasciamo perdere il fatto che quei pochissimi miei allievi (ff.aa., istruttori sniper, ex sniper, 1 GPG scorta valori) che ho istruito a tirare lontano con pistole da posizione in piedi e senza appoggio, tutti a 50 m non escono dal disco da 20 cm del bersaglio sportivo di Pistola Libera e che a 200 m 3 colpi su 4 sul bersaglio di carta 50×50 cm. Ripeto alle prime prove, poi sono andati pure meglio, ma sono persone che erano già capaci di colpire il 10 del bersaglio di Pistola Standard a 25 metri sin dal primo colpo (5 cm di diametro) con una 9 mm o una .45. Oggi le forze di polizia vengono addestrate a sparare tra i 6 e i 15 m. raramente a 25! Se non gli dai un fucile in dotazione non provano nemmeno a spararci più lontano. La balistica dei 9mm., .40, .45 sono valide sino ai 150/170 m. oltre sono cose da virtuosi della balistica altamente parabolica. Fucili calibro 12 normalmente usati dai cacciatori nel tiro a palla unica sono molto validi sino ai 50 m, volendo fino a 100 ma in mano a veri esperti, del resto le gare di tiro “alla bottiglia” sono diffuse tra i cacciatori più bravi. Ma oggi le scuole di polizia che insegnano a tirare a 50 m sono rarissime nel mondo.

Brx calibro .308W
Le scuse son sempre le stesse: non serve, è pericoloso, non abbiamo tempo, non abbiamo abbastanza soldi per le cartucce per insegnargli a sparare così bene! Insomma per colpa dell’incompetenza della maggioranza degli istruttori ci ritroviamo in queste condizioni! Dico maggioranza perchè coloro che sono in grado di insegnare bene quasi sempre devono uniformarsi agli altri… Ma alla fine il “pesce” puzza dalla testa, se si volesse migliorare lo si potrebbe. Lo stesso tenente colonnello Cooper, Chapman e altri valenti istruttori riuscirono ad eccellere solo dopo il congedo.
Un attentatore fa presto a capire quali sono i posti migliori da attaccare, in genere scegli posti ove le forze di polizia sono assenti o poco presenti, ove quando ci sono sono male o poco armati e capire se un agente porta fucili o pistole è evidente e palese a prima vista!
Le armi degli attentatori: ne avevano 6 ma ne hanno usate solo 3. 1 Beretta BRX1 (carabina da caccia) a ripetizione manuale calibro .308W da 5 colpi, 2 fucili semiautomatici da difesa e tiro sportivo Stoeger M3000 M3K calibro 12 da 8 colpi pare caricato con cartucce a pallettoni (fonte Wikipedia). La scelta di queste armi è alquanto strana, la carabina con caricatori solo da 5 colpi sono ben pochi anche disponendo di molti caricatori, di fatto è un arma da caccia adatta cervi e caprioli. Mentre i semiautomatici calibro 12 se da una parte a brevi distanze hanno un ottima saturazione d’area, in una estesa come quella dell’attentato dopo i primi spari iniziali, cioè quando la gente non è ancora in fuga può essere molto valida, ma già a 20/30 metri la dispersione delle rosate e la perdita della potenza è tale da non essere più considerata un arma ottimale, se avessero utilizzato munizionamento a palla unica avrebbero aumentato il tiro utile ma sarebbe stata necessaria una mira ben migliore per colpire molti bersagli mobili in allontanamento. Questa tipologia d’arma “riot gun” sono utilizzati appositamente dalle forze di polizia per ridurre proiettili vaganti sulle lunghe distanze, quindi ideal per brevi distanze e non per medie e lunghe. Non voglio appositamente spiegare meglio tutte le opzioni ma sta di fatto, ed è chiaro a chiunque che se avessero utilizzato i soliti Kalasnikov avrebbero fatto più vittime tra morti e feriti, ma soprattutto avrebbero potuto difendersi meglio dalle forze di polizia. Visto che avevano avuto anche un addestramento specifico in un campo di addestramento terroristico nelle Filippine, non è possibile che abbiano commesso tali scelte sbagliate se non intenzionalmente! Soprattutto perchè pianificavano una strage da almeno 7 anni. L’obiettivo secondo molti esperti internazionali, era ed è far fare leggi che vietino ulteriormente le armi detenibili dai cittadini ad uso difesa abitativa e sport. E stando al premier australiano questo sta per avvenire!
Ovviamente nei paesi del Commowelth se lo stato sequestra deve pagare il bene sequestrato, in Italia non è così, almeno per ora… All’epoca dei sequestri di pistole nel regno unito lo stato britannico dovette sborsare ai legali detentori di armi ben 800 milioni di sterline! Quelle armi furono mandate al macero, salvo alcuni pezzi da museo.
In Australia il porto d’armi da difesa è abolito, I titolari di licenza per detenzione d’armi devono essere in grado di dimostrare almeno una “ragione autentica” per avere armi (che esclude esplicitamente l’autodifesa). Quindi i cittadini possono difendersi solo se sono a casa propria dove le detengono. Di seguito il link di Wikipedia sulle leggi australiane riguardo alle armi, ovviamente sono informazioni opinabili https://share.google/qXaXnYDO5XiSQReZD

Ma se le armi consentite sono inadatte perchè di tipo obsoleto sarà abbastanza facile per chiunque sia armato con armi militari o a parità di armi ma con un buon numero di aggressori, sopraffarli e ucciderli in poco tempo! Come accade di frequente in paesi africani e asiatici addirittura da bande armate di machete!
I poliziotti non possono essere sempre ovunque, cosa che in effetti è accaduta a Buna Beach, ove mancavano non solo agenti in numero sufficiente e comunque erano armati solo con pistole, ma addirittura mancavano i soliti volontari di etnia ebrea autorizzati e in abiti civili ad essere armati pronti a difendere le loro manifestazioni e funzioni religiose mimetizzati tra la folla di fedeli.
Oggi quasi tutti gli appartenenti alle forze armate sanno che entro il 2030 ci si attende una serie enorme di insurrezioni armate da parte di questa tipologia di terroristi al fine di prendere il potere o di solidificare quello politico già raggiunto grazie a cariche in comuni importanti e a livelli ministeriali. Intanto l’ex agente di polizia siriano/australiano di origini islamiche è stato consacrato come eroe nazionale anche se non ha ucciso il terrorista che ha disarmato, mentre della coppia di anziani ebrei che lo disarmarono poco prima che iniziasse la strage nessuno ne parla più! E’ evidente che anche questa è manipolazione delle informazioni e anch’essa appare come voluta. Ci sarebbe da chiedersi… Perchè…???
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