Armi per gli agenti di pubblica sicurezza fuori servizio? Dubbi e consigli, scelta dell’arma, munizioni e fondine. Aggiornato il 13.02.26

di Biagio De Santis (istruttore di tiro, armaiolo, consulente acquisti armieri)

Questo articolo fa seguito a quello di indirizzo legale ” Circolare attuativa della facoltà di andare armati senza licenza per gli agenti di pubblica sicurezza. del Dottor Biagio Mazzeo (Magistrato) pubblicato il 10 febbraio 2026. Ove cercherò di dare indicazioni pratiche e tecniche a riguardo le armi, munizioni, addestramento, fondine, accessori, poligoni di tiro, ecc visto che gli appartenti alle forze armate di polizia con qualifica di agente di Pubblica Sicurezza sono stati formati, addestrati e istruiti praticamente solo a riguardo delle armi e accessori in dotazione, non ad altro salvo rare eccezioni per alcuni reparti speciali. Comunque voglio porre alla Vostra attenzione a riguardo delle forze di polizia locale/provinciali, ecc visto che nella circolare del 5.2.26 si parla di limitazioni territoriali, quindi tale autorizzazione si limiti solo al territorio di competenza, quindi con impossibilità a portare le armi da difesa fuori di esso. Quindi se un agente risiede o è domiciliato presso un altro territorio o comune non può usufruirne, così come se fosse costretto o voglia a recarvisi dovrebbe farlo da disarmato. In pratica gli agenti delle polizie locali, inclusi gli ufficiali e comandanti dovrebbero continuare ad essere in condizioni di relativo pericolo per cause dovute al servizio. Quindi con la perenne “spada di Damocle” sulla testa che a meno che non siano degli eroi votati al martirio difficilmente si impegneranno nella lotta contro il crimine come i loro “fratelli maggiori” di polizia di stato, penitenziaria, guardia di finanza, carabinieri. Già non bastavano per molti corpi di polizia locale le varie avversità politiche dei loro territori a volerli spesso disarmati o a non averne la possibilità per carenza di fondi o requisiti strutturali come “costosi*” locali per armeria. (*Costosi per modo di dire). Quindi per potersi difendere in maniera adeguata dovranno continuare a chiedere licenze per difesa personale alle loro prefetture e sappiamo quanto pochi se ne rilascino ogni anno in Italia. In pratica son trattati peggio delle Guardie Giurate che il loro “decreto” porto d’armi lo hanno senza limiti territoriali e non devono temere di svolgere le loro mansioni perchè dopo il servizio sono impossibilitati a difendersi con le loro armi ma solo a mani nude, al massimo con uno spray al peperoncino…

Ma io a questo punto consiglierei agli aventi diritto e a scanso di equivoci di richiedere una delle licenze di porto d’armi ad indirizzo sportivo al fine, comunque di poter acquistare munizioni senza dubbi ed errate interpretazioni tra leggi, decreti, circolari e prossime circolari esplicative. A loro costano poco risparmiando sui certificati medici e certificato di abilitazione perchè impliciti nel ruolo lavorativo.

I porto d’armi da difesa e sportivi consentono di acquistare e detenere in numero massimo:

3 armi comuni da sparo (lunghe o corte) che sono le uniche che potrà portare anche tutte assieme contemporaneamente fuori servizio.

12 armi catalogate e/o classificate sportive (non utilizzabili per difesa neanche abitativa)

numero illimitato di armi da caccia o tipo caccia (fucili e carabine)

8 armi antiche o d’epoca del 1890 o antecedenti

200 munizioni per armi comuni

1500 munizioni da caccia

Il quantitativo massimo di polveri da sparo sono di 5 kg (ad uso ricarica/caricamento ad uso privato) incluse quelle all’interno delle munizioni già detenute.

Conversioni: 1 kg di polvere da sparo equivale a 4000 munizioni per arma corta o,25 gr cadauna, 560 per arma lunga (caccia) 1,786 gr cadauna, 12.000 munzioni a percussione anulare .,0833 cadauna. A scanso di equivoci con quantitativi massimi con 200+1500 munizioni si possono detenere 2,271 Kg di polveri da sparo.

Nb. Si devono denunciare anche le munizioni a salve.

Si devono denunciare anche munizioni per pistola pur se caricate a pallini!

Le cartucce a pallettoni sono considerate al pari delle munzioni a pallini (munizioni spezzate) quindi si devono denunciare solo quando complessivamente quelle spezzate superano le 1000 unità.

Mi dispiace per i militari, ma le ogive non sono i proiettili interi ma solo parte di essi (gli artiglieri lo sanno bene, altri pare di no). Cioè sono le punte dei proiettili che in ambito militare hanno lo scopo di differenziare le funzioni, ad esempio: ad ogiva perforante, esplosiva, ecc. In ambito civile si potrebbe parlare eventualmente di ogive cave, cioè a grande espansione ma vietate per la difesa personale ma che nulla hanno a che fare con le ogive a carica cava ad uso di artiglieria.

Le comuni norme di sicurezza generalmente impartite alle forze armate italiane quasi sempre impongono di “non portare il colpo in canna”, ma questa regola serve a tutelare più il vostro comando generale che scrive i regolamenti che voi! Cosa comprensibile armi obsolete come la vecchia ed economica modello 34 del 1934, ma le moderne pistole da difesa hanno tutte sicure automatiche al percussore o equivalenze! Ogni arma da difesa nasce per essere portata in modo sicuro in un certo modo, quindi andrà portata così e sarà sicura. E’ ridicolo che in Italia ci siano ancora di queste regole che sono state applicate solo perchè la modello 1934 poteva sparare accidentalmente se cadeva a terra o urtava, con molte altre armi non accade. Lo scarico delle responsabilità, soprattutto dopo la legge 626 del 1994 sulla “sicurezza sul lavoro” sono diventate il terrore delle pubbliche amministrazioni e quindi va da se che LORO vogliono tutelarsi maggiormente anche se a discapito del dipendente. Salvo rarissime eccezioni portare il colpo in canna dovrebbe essere un obbligo non un divieto, come io e un altro noto istruttore spieghiamo in un recente articolo INTERVISTE NEL MIRINO 2: Le Regole della Sicurezza Operativa nel maneggio armi – La gazzetta delle armi

Chi tra le FORZE DI POLIZIA avesse dei dubbi o necessiti di consigli può contattarmi al 388 401 7979.

Qualcuno vi dirà che sarebbe meglio portare fuori servizio l’arma che somigli maggiormente a quella d’ordinanza e avrebbe ragione, ma la Beretta non produce più da decenni versioni compatte della sua serie 92/98, quindi salvo che non ne troviate, sono dei pezzi da collezione e comunque salvo le Type M monofilari lo spessore rimane lo stesso. Le 92FS sono dei pistoloni della categoria full size cioè a dimensione piena con la canna da 125 mm. Però potreste rivolgervi ad armi con comandi similari cioè semiautomatiche dotate di sicura e abbatticane sul carrello come ad esempio le molto affidabili Beretta PX4 e certi esemplari di Tanfoglio con fusti in polimero o acciaio in calibro 9×19 o 9×17. Oggi lo schema di sicura e abbatticane sul carrello sono considerati obsoleti e potenzialmente pericolosi visto che è spesso risultato facile inserire la sicura nella fase di inserimento del colpo in canna e si sa quanti sono morti perchè non sono riusciti a toglierla per sparare in tempo per difendersi.

Beretta PX4 con fusto in polimero
Tanfoglio monofilare e fusto in polimero

Però si può richiedere il modello senza sicura e solo con la funzione abbatticane in sicurezza, del resto portare la pistola senza colpo in canna con il cane armato come si faceva con la Beretta 34 ha portato a centinaia di morti e feriti perchè ogni tanto capita di non ricordarsi di avercelo o di non accorsi di averlo inserito! Quindi di sparare involontariamente o accidentalmente a se stessi o ad altri o peggio di effettuare il colpo di prova su qualcuno credendo di non avercelo! I colpi di prova si fanno solo al poligono di tiro verso il bersaglio o verso apposito manufatto con funzione di parapalle di sicurezza!

Tanfoglio completamente in acciaio

Però esistono anche pistole con differente sistema di abbattimento del cane come ad esempio le Beretta 80X, CZ modello P09 e la Sig M11-A1 (simile alla precedente P228).

Esistono varie categorie di pistole e sarebbe il caso di scegliere tra quelle nate per superare i test militari, regine tra queste: Glock, Beretta, Sig, S&W, Springfield/HS Product, H&K, Walther, Grand Power, IMI giusto per citare le occidentali di maggior successo, ma non scarterei alcune produzioni turche e cinesi (alcune). Quindi categorie compact, sub compact, concealed carry, ecc. Questo però non significa che una vecchia Walther PP cal 7,65 Browning progettata nel 1930 non sia ancora una delle migliori, così come la minuscola Beretta 20 in calibro 6,35 purtroppo entrambe fuori produzione, ma magari potrete trovare del buon usato o dei loro cloni economici sperando che siano altrettanto affidabili. La scelta del piccolo va bene per l’occultabilità ma a volte mal si concilia con una buona precisione pratica dopo i 7 metri, anche se alcuni virtuosi si dilettano a tirarci a 25 metri. Sebbene la distanza media dei conflitti a fuoco con pistola vada da 0 a 7 metri, in certe situazioni può essere necessario sparare più lontano come ad esempio in caso di attentati alla propria vita. Siete poliziotti quindi se qualcuno vuole uccidervi potrebbe farlo anche da più lontano da quanto si citi nelle statistiche del tiro difensivo da rapina. Quindi una grossa semiautomatica o rivoltella potrebbe essere la soluzione migliore di una super compatta! Portarne 2 sarebbe la norma da tenere anche in servizio ma in Italia è vietato.

Nb. Pistole di scorta. La necessità di portare una seconda arma di riserva è cosa vecchia quanto il mondo, anticamente nessuna guardia civica andava armata solo di lancia o di spada o di pugnale, li portavano entrambi. Così come con un fucile o mitra era paragonabile alla lancia o alabarda, la spada alla pistola mitragliatrice grande, il pugnale alla pistola. I soldati romani addirittura all’interno dei loro scudi avevano alloggiate almeno 3/6 plumbate (dei dardi giganti facili da lanciare a mano) e sappiamo benissimo che il più antico corpo di polizia locale fu creata a Roma col nome di “Vigiles urbani” nel 6 dopo Cristo e venivano scelti tra veterani di guerra. La differenzazione dall’esercito fu voluta da Augusto perchè dovevano svolgere anche la funzione di vigili del fuoco”, quindi non venivano demansionati ma dotati di maggiori competenze, facoltà, poteri e giurisdizioni. Non oso immaginare ai tempi se qualcuno, fosse stato anche l’Imperatore avesse voluto disarmarli o limitarne l’armamento individuale, chi sa che fine gli avrebbero fatto fare…

Nel mondo la seconda pistola da porto è considerata più importante di una ruota di scorta o kit di gonfiaggio per un auto, addirittura ci sono corpi di polizia negli USA ove gli agenti sono obbligati a portarle e fuori servizio devono portare almeno una pistola visto che secondo le statistiche rischiano almeno il doppio di venir aggrediti rispetto al servizio in divisa. In Italia gli agenti son stati sensibilizzati ad essere armati anche fuori servizio al fine di dover intervenire in caso di necessità. Figuratevi che in certi dipartimenti di polizia statunitensi anche quando è vietato ne è tollerato il porto per non avere scioperi in massa da parte degli agenti, proprio perchè è importantissima. E’ utile in caso di disarmo dell’arma principale, inceppamento/rottura da urto o sparo, fine dei colpi dell’arma principale, a volte si fa prima ad estrarre una seconda arma che cambiare il caricatore alla principale, in caso di furto/sottrazione dell’arma principale la secondaria potrà consentire di recuperare la prima che l’aggressore fugga o di difendersi se la vogliono usare contro di lui, ecc Esistono tantissime possibilità e varianti d’uso. Ad esempio in ambienti chiusi e molto affollati una pistola meno potente risulta meno pericolosa in caso di over penetrazione attraverso corpo umano, ecc.

Le più recenti tendenze indicano le pistole di categoria “strike fire” come le Glock e derivate come le armi più indicate ad uso di polizia e difesa, soprattutto per il porto occultato visto che o non hanno il cane o lo hanno nascosto all’interno del carrello e quindi si riducono ulteriormente le possibilità di inpigliarlo in fase di estrazione. Inoltre conoscendo bene la frequenza della pulizia e manutenzione armi delle forze armate italiche, tra molliche di snack e tabacco, polvere, peli umani e animali, forfora, pelucchi e fili di abiti, lanuggine, ecc Non avere il cane esternamente garantisce minori possibilità di inceppamento!

Proprio per questo, dopo tanti anni di esperienza nel settore chimico armiero ho impiegato oltre 20 anni per inventare un apposito olio spray lubrificante, il 7 Actions che troverete in vendita nella Home. Protettivo anti polvere, super pulente antiruggine e anti inceppamento soprattutto per le armi mal tenute! L’ho ideato appositamente pensando a tutti i problemi che aveva mio padre quando era in sevizio e si lamentava particolarmente della ruggine da sudore e dei pelucchi nell’arma a causa del porto nascosto. Ma va anche benissimo su armi automatiche, pistole e fucili da tiro dinamico, fucili da tiro a volo, fucili militari, mitragliatrici, carabine da bench rest, ecc e utilizzato anche da campioni di tiro dinamico che accademico, militari e poliziotti.

Essendo la maggior parte degli spari involontari o accidentali sparati col cane armato (cioè con grilletto corsa breve e leggera) e non essendo voi molto abituati alla doppia azione (portare l’arma con il colpo in canna con cane abbattuto e grilletto con corsa lunga e pesante). Lo scatto intermedio delle pistole senza cane (semi doppia azione o sua simulazione) di fatto aumenta la sicurezza pratica nel maneggio e porto delle stesse rispetto a quella a singola azione. Ma necessitano di apposite fondine, rigide o semirigide almeno nell’area del grilletto. Una buona fondina di importazione può costare anche 150/250 euro! Una italiana molto molto meno, ma si deve essere ancor più bravi a sceglierla! Infatti a fine carriera chi ci tiene ad esser ben efficiente al porto della pistola tra fondine buone e scartate ci riempie un baule! Ma cercate di evitare fondine da 10/20 euro (sconti a parte).

Non è che una pistola a cane esterno portata col cane abbattuto non abbia bisogno di fondine di qualità o possa essere portata abitualmente senza fondina, c’è gente che lo ha fatto per 70 anni senza problemi ne incidenti, ma di base non erano il poliziotto o il militare medio italico! Le armi vanno anche ben conservate per evitare ruggine e ossidazioni, poi ognuno ha il suo PH di sudore acido e ho visto alcuni che con poche gocce di sudore, sopratututto sotto stress da paura rigare addirittura revolver in acciaio inossidabile. Incredibile ma vero.

Per voi, anche per evitare problemi dovuti alla eventuale e possibile perdita o sottrazione dell’arma è meglio scegliere una fondina di qualità, possibilmente dotata di livelli di ritenzione in sicurezza onde evitarne il furto e/o la indebita sottrazione! Certo che può essere buona anche una fondina senza dispositivi di sicurezza meccanici, ma se siete abituati solo al porto di quel “pistolone” che è la 92FS e non ad esempio ad una leggerissima Ruger LCP, Sig P365, Glock G42, Keltek P32, sarà facile dimenticarsi di portarla.

Piccola Ruger LCP con ottica a punto rosso

Armi così richiedono frequenti autocontrolli tattili per capire se la si è persa e quindi meglio avere una fondina con un buon sistema di ritenzione e/o meglio di sicura darà una maggior serenità al porto. Però visto che queste armi verranno portate nascoste sotto vestiti le esigenze di sistemi di ritenzione anti furto non sono così necessari come per le fondine da porto a vista per servizio che addirittura hanno 2 se non 3 livelli di protezione. Questi dispositivi di fatto rallentano di decimi di secondo l’estrazione e se non ci si allena ad estrarre, è possibile anche sbagliare e metterci dei secondi di troppo, soprattutto quando l’arma viene estratta sotto abiti pesanti. Fate delle prove e valutate attentamente. A volte è meglio avere una fondina con ritenzione solo a pressione coporea che una super tecnologica… o si rischia di non riuscire a difendersi nemmeno dal primo chihuahua che vi vuole azzannare…

L’importante è non acquistare una “fabbrica di vedove” così chiamate quella tipologia di fondine ove la sicura di sblocco viene disinserita da un pulsante premuto verso l’interno dall’indice, lo stesso indice che spara! Tipologia di fondine vietate anche dal dipartimento federale americano per l’istruzione al tiro e maneggio delle armi nelle agenzie federali.

Revolver ad azione mista (doppia e singola): lasciate perdere le repliche di revolver a sola singola azione, seppur valide son sempre armi che per impostazione risalgono al 1836! Le rivoltelle sebbene siano molto meno scelte in favore di semiautomatiche da molti colpi un buon revolver compatto da 5 o 6 colpi calibro .38 Special o meglio .357 Magnum che può ovviamente sparare anche il .38 è ancora oggi un ottima scelta per il porto occulto difensivo. Arma semplicissima, altamente affidabile per compiti non bellici, di facile manutenzione, non lascia bossoli in giro, a cane armato anche il meno esperto spara in maniera molto più precisa che con una semiautomatica.

Ne esistono anche versioni in calibro 9×19 e 9 corto. Ma la legge non vieta di portare armi più grandi di quella d’ordinanza e se ad esempio l’agente tornando a casa è abituato ad incontrare cinghiali e lupi pericolosi più che criminali umani, un revolver calibro .44 Magnum sarà un ottima scelta. Così come il poliziotto che teme il tiro di un cecchino potrà optare ad esempio per una Magnum o una .454 Cassul, .460 e .500 S&W a canna lunga almeno 20cm/8″, magari dotandola di ottica a lunga focale. I reparti speciali francesi del GIGN han fatto scuola per 60 anni con il loro MR73 a canna lunga, bipiede e ottica a lunga focale. Sparare in doppia azione è spesso considerato deleterio, ma questo accade se non si sa scattare. Io sono istruttore e vi posso garantire che con uno scatto in doppia azione tipo S&W di vecchia scuola posso insegnare sparare anche meglio che in singola a 25 che 50 m.!

E’ il bello dello scatto in doppia azione a 2 tempi che ormai è più facile ritrovare su dei revolver Taurus, Chiappa, Weirauch, ecc che su S&W. Bello ma meno performante lo scatto in doppia azione di impostazione Colt ad un solo tempo e molto morbido più adatto a chi non ha un buon istruttore specializzato nel tiro in “doppia azione” a cui rivolgersi. La fine dei revolver come arma da servizio in divisa è stata decisa dall’FBI dopo gli studi cominciati nel 1986 a seguito di una famosa sparatoria in Florida, ove più che il basso numero dei coli giocò un fattore importante la difficoltà e lentezza di ricaricarla in velocità mentre si subisce un aggressione.

Le donne hanno il vantaggio di avere i fianchi larghi quindi non gli cadranno i pantaloni se portano una pistola alla cintola, così come grazie al seno possono anche portare la una piccola pistola nascosta.

Molti preferiscono portare le pistole nei marsupi o borselli, ma la cosa è vietata dalle prescrizioni delle licenze di porto d’arma, ma che voi non avete ma tenetene conto, quindi marsupi e borselli per essere in regola dovranno essere saldamente agganciati al corpo ad esempio da un moschettone o da un cordino, ecc ad esempio ad un passante dei pantaloni. Nb. Prima di portare un arma nuova dovete fare delle prove di porto con simulazioni in casa, auto, camminare, corsa, salti, ecc. Tutte cose che faccio fare nei miei corsi anche per testare la validità delle fondine, capita almeno ogni volta che una o due pistole cadano a terra… Che venga mal di schiena in auto o seduti al cinema, che la pistola si veda al ristorante, quando si va alla cassa, che cada in auto, che la si dimentichi o cada alla toilette, ecc. E tra pistole che cadono, fondine che si staccano con l’arma, pantaloni a terra si potrebbe essere d’ispirazione per un film comico, ma senza fare apposita pratica e test pre-porto potreste anche perdere il lavoro perchè le pistole che cadono se non sparano possono finire nelle mani di chi prima o poi sparerà a qualcuno.

Tornando al personale femminile, esistono apposite fondine o fasce fondina particolarmente adatte a loro per abiti borghesi come per le gonne, quindi se non trovate la fondina adatta sappiate che non esistono solo fondine da “uomo”. Ed evitate di portarle in borsa…

Calibri da scegliere:

Potrei consigliarvi di rimanere sul 9×19 d’ordinanza, ma potreste avere la necessità di non confondere le munizioni, quindi sceglietene di altro calibro assolutamente incompatibili come il 45 ACP! Ho visto capitare spesso che proprietari di pistole calibro .40 sparare per errore delle 9×21 e ad avere l’arma inceppata, così come dentro delle 45 era facile sparare 1 colpo di .40 e quindi bossoli dilatati e fessurizzati per cui s’inceppavano. Idem il 9 corto (9×17) nella canna di un 9×19 o 9×21! Quando qualcosa è più piccola ovviamente entra in qualcosa di più grande. Fosse accaduto in caso di difesa personale cosa sarebbe successo??? Arma inutilizzabile e a volte non sparante, addirittura con la cartuccia che scorre in canna e cade a terra… Fate attenzione. Nb. Si può scambiare per distrazione un .38 Special per un .357 ma non ci saranno problemi, ma mai un 9, .40, .45 per un .38 o .357! Vi raccomando, semplificate per evitare confusione.

Ribadisco: le scelte che si farebbero negli USA non sono applicabili in Italia visto che vige il divieto europeo sull’uso delle efficientissime munizioni con proiettile espansivo. Quindi salvo rare eccezioni utilizzerete munizioni con proiettili blindati e allora il .40 S&W sarà più potente di un .45 ACP e il .45 ACP più potente di un 9×19 a velocità standard. Ma il 9×19 può contare su un maggior numero di colpi, è meno stressante allo sparo, meno rumoroso, più economico, ecc costando a volte quasi a metà degli altri. Il .38 Special è meno potente del .357 ma è comunque equivalente al 9×19 e a volte superiore. Il 10×25 AUTO, il .357 Sig come potenza sono simili ad un .357 Magnum quindi più adatti anche alla difesa contro lupi e grossi cinghiali a detta di molti sono calibri incontrollabili, ma in realtà ciò dipende solo dal modo di impugnare la pistola che non è di certo come impugnare una pistola sportiva da tiro dinamico! I magnum sono adatti alla caccia, a tiri lunghi e in Italia arrivano al .44 Magnum e al meno diffuso .50 AE. Poi esistono i cosiddetti “super magnum” come il .454 Cassul, .460 e .500 S&W Magnum con varie lunghezze di canna. Con queste ultime il tiro utile e preciso anche fino a 250 m secondo le case produttrici, ma sono dei veri e propri cannoncini ambulanti e in canne corte fanno delle vampe di sparo da lancia fiamme e i tiri oltre i 25 metri sono per pochi rari elementi, rari come i campioni automobilistici, tutti sanno guidare, ma i campioni sono pochissimi. Nb. Io per anni ho avuto come arma primaria da difesa abitativa una rivoltella cal. .22 LR canna da 10 cm ad azione singola e doppia, ma ero molto ben allenato e in tiro istintivo in doppia azione colpivo istantaneamente qualunque cosa nel raggio di 50 metri sorprendendo anche tiratori sportivi di carabina libera oltre che di pistola con cui gareggiavo. Il .22 mi piaceva perchè fa poco rumore e non si rischia di perdere l’udito sparando al chiuso! Comunque per la bassa affidabilità della percussione anulare del .22 LR è meglio evitarlo a meno che non si usi un più affidabile revolver! Si, il revolver in caso di mancata percussione basta premere di nuovo il grilletto per sparare un altra cartuccia, mentre con le semiautomatiche occorre scarrellare perdendo tra tempi necessari e tempi di reazione almeno 1,5 secondi! Così come io stesso non avendo più la stessa abilità di quando potevo allenarmi moltissimo son tornato ad armi calibro 9×21 per difesa abitativa.

Il 9×21. In pratica un escamotage legale per poter usare armi in 9×19 durante il proibizionismo della cartuccia Parabellum. Praticamente identici nelle prestazioni anche se ricaricandolo sopporta cariche più potenti e prestazionali soprattutto con armi che permettono una maggiore OAL (altezza totale superiore ai 29,5 mm.).

Magnum e super Magnum, in pratica sono munizioni da caccia ma in armi corte, senza poter contare sui vantaggi delle carabine come il calcio e canna e mire molto più lunghe che portano ad una mira migliore, ma anche maggior potenza e controllo di rinculo e rilevamento. Se un .44 Magnum 10,3×33 e .50 AE 12,7×33 sono ancora munizioni “umane” i super magnum sono assolutamente incontrollabili in tiro celere sennza appositi compensatori e freni di bocca. Comunque sono estremamente grandi, il porto necessita di fondine ascellari o di un grosso borsello. Quindi se non temete di dovervi difendere da un cecchino o da orsi o da camionisti inka—ti potete evitare di comprarle…

Ma la cosa peggiore è il rumore di sparo che in ambienti chiusi come anche in automobili difficilmente porta alla perdita dell’udito con un 9×19, cosa più grave con il .357, maggiori rischi con il .44, figuriamoci con un .454 che già in caricamento standard è il 70% più potente del .44 magnum.

Avendo una scelta italiana praticamente solo con proiettili FMJ cioè blindati, la opzione migliore è cercare proiettili a forma tronco conica perchè tendono a fare un pò più di danni ai tessuti corporei, più difficile che perforino un corpo colpendo un estraneo innocente. La potenza a distanza ravvicinata la si ottiene con proiettili più veloci, quindi un 9×19 che a velocità standard di 360 m/s con palla da 124 grani (8 grammi) sarà meno efficace di uno da 95 grani a 465 m/s!

Cartucce in calibro .40 sono di fabbrica già a cariche maggiorate e risultano molto stressanti per piccole armi che per gli sparatori, quindi meno precisione pratica, maggior usura e rumore. Il rumore più di un forte rinculo e rilevamento portano a far sparare male i meno allenati soprattutto sotto lo stress/paura nel combattimento. Non è un magnum ma è comunque una +P. Io al .40 preferisco un buon 9×19 +P.

9 corto o 7,65 Browning. Di fatto entrambe create da J.M. Browning ad inizio del 1900 non potendo contare su proiettili realmente espansivi meglio scegliere la 7,65 perchè meno rumorosa, meno vampa di sparo, minor rumore, rinculo, rilevamento, maggior penetrazione. Essendo utilizzati in armi molto piccole il 7,65 allunga anche la vita operativa dell’arma. Ma ci sono pistoline eccellenti come la Ruger LCP disponibili solo in 9×17 e la preferisco alla Keltek in ,7,65.

.22 LR e 6,35. Anche la 6,35 è figlia di Browning, entrambe adatte a pistole più da tenere nascoste in mano che in tasca… quindi piccolissime. Ma se la 6,35 è ormai quasi introvabile in molte armerie e comunque costicchia, ha il vantaggio sia della forma che della percussione centrale che la rende molto più affidabile della lunga e fragile .22 LR a percussione anulare. A parità di proiettile il .22 può essere più veloce e potente ma la differenza è minima, il vero vantaggio della .22 è il costo che permette di allenarsi molto e spesso a prezzi irrisori, quindi poter sparare tanto al punto di divenire bravissimi. Ma chi si può allenare così tanto se non ha un poligono vicino casa? Prendetevi una 6,35 per difendervi a pochi metri di distanza. In pratica sono cartucce efficaci se si colpisce il sistema nervoso centrale come alcune parti del cervello, ma a volte queste cartucce non penetrano abbastanza. Attenzione alla scelta dei proiettili da usare per difesa, le .22 LR in commercio sono spesso delle espansive per piccola caccia.

.45 ACP e .45 Long Colt. Come prestazioni sono equivalenti, ma con una maggior leggera potenza in più nel Long Colt con proiettili più pesanti da 250 grani. Entrambe con velocità sub soniche da circ 250 ms. L’ACP è adatto a semiautomatiche e spara palle standard da .230 grani ma può montare proiettili più leggeri e veloci. In realtà secondo studi statunitensi già di 40 anni fa parlando di proiettili FMJ un 9×19 è efficace come un più costoso .45 ACP, però questi studi sono opinabili da molti esperti. Un 45 ha un diametro di 11,5 mm e il peso di quasi 15 grammi contro gli 8 gr di un 9 mm. Chi all’estero può utilizzare munizioni espansive può preferire a ragione un .45 piùttosto che un 9 perchè a volte le munizioni non si espandono, mentre un .45 anche se non si espandesse di certo non si restringebbe!

Concludendo: in attesa di un regolamento più chiaro, quando potrete finalmente esercitare questi vostri nuovi diritti io vi consiglierei di acquisire 3 armi differenti. Innanzitutto una pistola compatta ad esempio con canna da circa 10 cm o una rivoltella con canna da circa 5/7 cm. Una minuscola 9 corto o 7,65 se avete bisogno di portarla con abiti estivi. Una Beretta serie 92FS con cui allenarsi a sparare privatamente senza rischiare di danneggiare o usurare quella d’ordinanza, magari prenderla con finitura diversa da quella di servizio proprio per non confonderla. Qualora sceglieste una sola pistola più occultabile o vi dotaste di una licenza di porto d’armi sportivo avreste la possibilità di avere ancora un posto libero tra le 3 armi comuni e quindi magari prendere una pistola o revolver molto grande, magari con ottica di mira o punto rosso per supplire almeno molto parzialmente alla mancanza dell’M12S o del ARX160 in servizio, oppure ricorrere ad uno chassis tipo Roni adatto sia a pistole medie che grandi (full size).

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