di Biagio De Santis (istruttore di tiro, qualificato armaiolo anche per armi da guerra, ecc)
La storia infinita degli armamenti statunitensi sembra non avere tregua, il Sig XM7 in 6.8×51 è stato rifiutato dai marines americani che continuano a preferirgli l’M27 in 5.56 NATO (un M24 di derivazione H&K 416) andiamo ad analizzare i perchè.

1- I marines avevano sviluppato l’M27 affinchè fosse più una mitragliatrice leggera e un fucile da fuciliere scelto (marlsman) che un fucile d’assalto classico.

2- In pratica lo avevano fatto sviluppare ottimizzandolo per le loro tattiche di combattimento, non dimentichiamoci che sono principalmente truppe di fanteria da sbarco o comunque assaltatrici che quindi necessitano di elevati volumi di fuoco, precisione sia nel tiro a raffica e brevi raffiche, senza disdegnare il tiro semiautomatico. Quindi un arma con una munizione molto ben controllabile, leggera, corta, maneggevole, munizioni piccole, leggere, trasportabili in gran numero e con munizioni largamente disponibili tra altre forze armate americane, truppe NATO, alleati e non.
3- L’XM7 in 6.8.x51 dal canto suo è tutto il contrario e anche complice il silenziatore, ormai d’obbligo su armi militari moderne (lo scrivevo già ad inizio degli anni 2000 e lo dicevo già dagli anni 90) ha delle dimensioni troppo ingombranti in ambiente urbano, oltre al fatto che ha caricatori standard da 20 colpi e non da 30 non è altrettanto controllabile e quindi preciso nel tiro a raffica, oltre al fatto che non offre sufficiente volume di fuoco nel tempo sufficiente a dare copertura ai soldati mentre assaltano.
4- Inoltre ha dato problemi di affidabilità in missioni simulate di 72 ore, addirittura a volte i fondelli in acciaio si staccavano o fessuravano causando inceppamenti. Ricordiamoci che il 6.8×51 non è simile a un 7.62×51 NATO ma una vera e propria cartuccia magnum che per avere una potenza similare in bossoli tradizionali dovrebbe avere un bossolo da 65 mm di altezza, non 51! Inoltre alcuni M7 sono stati consegnati con finiture e lavorazioni meccaniche non buone e addirittura con la carcassa quori quota al punto che da delle fessure seppur millimetriche vi poteva entrare dentro di tutto.

5- L’ottica optoelettronica XM157 della Vortex, sebbene in caso di necessità possa funzionare anche in modalità manuale ha dato dei problemi, ma dovrebbero essere dovuti come al solito per le forniture militari fatte di corsa per colpa dei mancati o ignorati controlli di qualità. Come l’XM7 anche lui mostra a volte problemi entro 72 ore di utilizzo. Non piace molto ai militari per via del reticolo che richiede un minimo di intelligenza per usarlo su distanze differenti dalla taratura quando è spento o non funziona l’elettronica.

Quindi l’XM7 non si presta bene alle tattiche operative standard dei marines, ma queste tattiche vanno bene contro eserciti obsoleti, non ad esempio contro l’esercito cinesi che dota i suoi soldati di leggeri giubbotti anti proiettile anti 5,56 NATO, che il 5,8×42 cinese è più potente sia del 5.45×39 sovietico, ma anche del 5.56 NATO quindi minor gittata e tiro utile. In pratica i marines contro truppe difensive cinesi si troverebbero in doppie condizioni di inferiorità balistica. Ma grazie alla grande diffusione di moderni fucili lanciagranate cinesi con un tiro utile di circa 1000 metri che i marines sarebbero ancor più in condizioni di inferiorità a cui le ff.aa. americane stanno ponendo rimedio, ma con lancia granate dal tiro utile di circa 400 m. più adatti ad uso urbano che altro… E non parliamo dei moderni AK russi che sono molto più precisi degli M4 standard e anche degli M27.
Quindi i Marines han fatto una buona scelta? Ricordiamoci che furono gli ultimi ad adottare la Sig M17 e M18 perchè le preferivano la Glock 19, ci volle il forte intervento del comando supremo a far loro cambiare idea, pare con molte dimostrazioni pratiche delle SIG. Figuriamoci che all’inizio della 2^WW, loro a differenza dell’esercito andavano all’assalto non con il nuovo semiautomatico Garand da 8 colpi ma con il bolt action 1903 da 5 colpi! Che nel 2004 in Iraq smontavano i calci dei loro M16 A2 per accorciarli mentre la semplice fanteria usava già i corti M4!
Le rimostranze anche di altre forze armate statunitensi per il nuovo fucile M7 sono già note, ma in buona parte sono dovute al fatto che la mggioranza dei soldati non vuole avere armi pesanti e ingombranti che tra ottica elettronica e silenziatore pesa 5,9 kg. contro i 3,6 di un M27 e i 4,4 di un vecchio BM59. Però poi non si dovranno lamentare di venire falciati come mosche in scenari bellici ove la distanza è il maggior nemico. Dimenticandosi che è vero che un gosso M7 nelle aree urbane di Falluja sarebbe stato un incubo per muoversi in ambienti ristretti, ma che poi in ambienti aperti come certe montagne, valli e fiumi dell’Afganistan i soltati americani venivano inchiodati da mitragliatrici e fucili sniper talebani da 800 metri di distanza! Con l’XM7 il problema si risolverebbe in pochissimi minuti invece che chiedere appoggio aereo o l’arrivo di truppe armate con Browning cal. .50 BMG e sarebbe anche molto più economico. E non sto nemmeno citando la jungla del Venezuela la cui fitta vegetazione devia e ferma buonaparte delle 5,6 NATO e che dire di eventuali combattimenti nel barrios (quartieri poveri assimilabili alle favelas di Rio) di Caracas? Nelle aree urbane è importante avere armi maneggevoli ma è altrettanto utile poter sparare attraverso mura, demolire pareti di cemento, perforare pareti blindate improvvisate. Senza contare che nelle aree urbane nn si combatte solo stanza per stanza ma anche da palazzo a palazzo e non mancano gli sniper che sparano da lontano… Del resto il fu presidente Chavez molti anni fa acquistò almeno 10.000 Dragunov ad uso Sniper per creare attività difensive nella jungla in caso di invasione che avrebbero dovuto agire con attività di guerriglia, un M4 o M27 contro un SVD Dragunov 7,62x54R fa poco sulle lunghe distanze…

Concludendo: in visione di una eventuale difesa di Taiwan e invasione parziale della Cina, cos’ come di un eventuale attacco del territorio Iraniano e/o difesa di alleati delle zone desertiche, marittime e montane la scelta dell’M7 è sicuramente azzeccata per via delle lunghe distanze che si trovano in quelle aree geografiche. Del resto con una mitragliatrice sempre in 5,56 non si possono fare molti miracoli! Mentre con l’XM7 e la mitragliatrice XM250 in 6.8 si! Secondo me se i marines non integreranno armi in 6,8 nelle loro tattiche si troveranno ad avere grandi perdite umane, sarebbe utile almeno una integrazione parziale a livello di fucilieri scelti e di mitraglieri.
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