50 milioni di silenziatori?

di Biagio De Santis (armiere, armaiolo, istruttore di tiro, ecc)

I silenziatori per armi da fuoco sono vietati in Italia, consentiti solo per armi ad aria o gas compresso (soft air inclusi) con potenza inferiore a 7,5 Joules. Nb. I silenziatori per le armi da fuoco solitamente sono internamente differenti da quelle ad aria o gas compresso. E’ un argomento scottante e da prendere con le pinze vista la severità con cui sono visti dalle forze di poliza e magistratura. I silenziatori/soppressori (o moderatori di suono) sono considerati nella mentalità nazionale come stumenti per killers e bracconieri, invece sono sono legali e diffusi per uso venatorio in oltre metà dei paesi UE, inclusi Germania, Francia, Austria e Finlandia, dove vengono molto incoraggiati per ridurre l’inquinamento acustico, migliorare la quiete pubblica e non inpaurire inutilmente gli animali. Addirittura multando chi non li usa. In Italia, la normativa è principalmente negativa: il loro acquisto è vietato, ma la detenzione è lecita per chi li possedeva prima del 2013 e ne ha denunciato a suo tempo il possesso. In quel periodo di vacatio legis, c’è chi appunto ne ha denunciato il possesso addirittura autocostruendoseli in casa, mentre, altri agendo diversamente hanno ricevuto severe condanne. Quindi questo articolo non è pro o contro i silenziatori ma un aggiornamento sul resto del mondo di questa nocchia di mercato che ha creato un giro d’affari di molti milioni di dollari/euro, portando non solo alla nascita di nuove aziende (all’estero) ma anche all’ingresso nel settore di marchi armieri storici che finora si rivolgevano per le proprie armi a fornitori esterni. Nb. In Italia la produzione dei silenziatori è assimilabile alla produzione di componenti d’armi da guerra, di fatti occorre la stessa licenza di base oltre ad apposita autorizzazione, quindi non improvvisatevi ad autocostruirveli ad esempio nemmeno per le armi ad aria compressa di libera vendita perchè non solo assimilabili ma anche facilmente confondibili agli occhi delle forze di polizia e non solo.

Quindi se in Italia c’è ancora lo spauracchio del silenziatore con il killer con il fucile nella valigetta o dell’Hit Man con 2 pistole silenziate o del Jonny Week cinematografico di turno, all’estero spesso sono venduti al pari di un cannocchiale da tiro, una canna da pesca, ecc anche nei supermercati.

da Wikipedia

La spinta alla loro maggiore diffusione viene come al solito dagli USA, che già durante la seconda guerra del golfo e soprattutto in quella afgana i suoi militari incominciarono a rendersi conto della sua utilità pratica operativa. Io mi ero accorto di questa necessità da molto prima, constando poi a metà degli anni 90 della loro importanza su armi giocattolo soft air per ridurre la possibilità di venir individuati nei boschi di gioco. Fino agli anni 2000 i silenziatori erano voluti solo da alcuni sniper, alcuni reparti speciali e da alcune compagnie di contractors che all’epoca erano considerati spesso mercenarie che però in genere si dotavano solo di pistole da tiro silenziate calibro .22 LR per azioni di commandos.

Sin dall’inizio degli anni 2000, su alcuni news group di discussione armiera ne auspicai una maggiore diffusione nelle forze armate e di polizia anche a tutela dell’udito sia come esigenza tattica operativa, ma fui deriso dai cosìdetti esperti dell’epoca, cosiddetti “leoni da tastiera”.

A distanza di qualche anno i fatti mi resero ragione. Comunque milioni di militari statunitensi tra effettivi e riservisti hanno utilizzato fucili d’assalto silenziati e tornando alla vita civile han voluto usarli ancora, quindi han dovuto chiedere una apposita licenza federale per acquistarli. Negli negli USA negli ultimi anni è scoppiata la moda delle armi silenziate in una miriade di modelli differenti e non essendoci state variazioni peggiorative nel crimine ne negli atti di violenza con essi, il governo federale sta per decidersi a liberalizzarne le vendite, ovviamente poi ci saranno limitazioni o interpretazioni differenti a secondo dei vari stati.

Vero che i silenziatori funzionano bene solo con munizioni che sparano proiettili a velocità subsoniche, ma comunque per lo meno non fan diventare sordi gli utilizzatori delle armi e non coprire il rumore del nemico.

Per la caccia c’è da dire che certe armi dal poderoso rinculo, rilevamento e rumore si è quasi tentati di dire che il colpo sparato fa più male al cacciatore che alla preda. Il silenziatore è una delle soluzioni possibili anche quando silenzia poco come ad esempio con munizioni a velocità supersoniche e le munizioni da caccia efficaci in oltre il 90% dei casi sparano cartucce appunto supersoniche (>330 ms).

L’udito dopo la vista è il senso più importante del combattente, come del cacciatore, del poliziotto e del cittadino che vuol difendersi e va quindi difeso ma le cuffie o i tappi elettronici non sono sempre a portata di mano, agli inizi degli anni 2000 in Italia fui il primo a commercializzare e pubblicizzare su vasta scala cuffie elettroniche vendibili a prezzi economici al fine di aumentarne la diffusione. Le utilità sportive ma anche per impieghi militari sono state ben evidenti al punto che i nuovi elmetti delle forze armate italiane sono stati progettati per essere compatibili con il loro uso.

Dal punto di vista sportivo, di certo ne beneficeranno alcuni cittadini col sonno leggero domenica mattina, così come alcuni poligoni e campi di tiro che hanno avuto limitazioni o chiusura a causa di rumore eccessivo. Nb. Esistono anche appositi silenziatori per fucili a canna liscia, ma per fucili a 2 canne sono talmente enormi che per il tiro a volo ne sono stati approntati apposite versioni per renderli ancora imbracciabili al tiro.

Quindi se in Italia siamo decenni indietro nella diffusione dei silenziatori nel settore civile, siamo quasi 20 anni indietro al settore militare, visto che in molti eserciti moderni ogni fucile d’assalto in dotazione standard ha almeno un silenziatore a corredo, addirittura la regolazione della presa di gas è ottimizzata per questo impiego grazie ad apposito selettore. Perciò non più armi di solo appannaggio di reparti speciali, ma ampiamente diffusi.

Mi auguro che le forze armate italiane si dotino al più presto di questo utile accessorio anche per tutela salute uditiva, secondo me dovrebbe rientrare tra gli strumenti e dispositivi DPI dispositivi protezione individuale come occhiali, guanti, cuffie, scarpe anti infortunistica, ecc.

Certo che c’è differenza tra un silenziatore per una carabina da tiro bolt action di una volta e quelli da armi automatiche, mitragliatrici incluse e non parliamo di quelli per carri armati…

Negli ultimi 15 anni l’incremento delle licenze federali per i silenziatori negli USA hanno avuto un incremento superiore al 22% annuo quindi tra 10 anni arriveranno alla cifra record di oltre 50 milioni di persone proprietarie di uno o più silenziatori. Probabilmente a livello teorico molti di più se questa apposita licenza verrà li abrogata per liberalizzazione e ancor di più per un eventuale possibilità di acquisto senza nemmeno dover effettuare la registrazione dell’acquirente. Ma queste sono valutazioni teoriche, come in tutto ci sarà di certo anche la saturazione di mercato, mercato dell’usato, ecc inoltre con tali liberalizzazioni gli acquisti per “il gusto del proibito e delle novità” faranno ridurre come al solito le vendite.

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