di Biagio De Santis (armiere, istruttore di tiro e armi, ecc)
Il motto latino tradotto in “precisione, forza, velocità” e adottata come motto dal più famoso istruttore di tiro al mondo “Jeff Cooper” tenente colonnello dei marines venuto a mancare nel 2006. Indica la necessità di avere la massima resa in precisione, gestione della potenza e velocità. Se in fase di formazione e allenamento la velocità è posta quasi sempre alla fine, non per questo è la meno importante, anzi… Sebbene Cooper fondò lo sport dell’IPSC (tiro pratico/dinamico) la sua idea principale era quella di creare una disciplina sportiva prodepeudica al tiro difensivo, militare e di polizia. Ma la gestione gli sfuggì di mano e divenne uno sport spettacolo a fini di lucro. Per questo fu tra i fondatori della IDPA, sport all’insegna della difesa con arma corta che poi comunque dopo la sua morte si indirizzò anche lei allo sport businnes. Il punteggio più utilizzato nelle discipline dinamiche è il “Comstock” cioè punteggio con fattore di potenza diviso il tempo. Nell’IDPA e altre discipline sportive difensive nei punteggi viene anche contabilizzato il punteggio negativo, ossia, se si colpisce l’area più letale non ci sono penalità, con meno letalità il punteggio si riduce. Purtroppo negli ultimi 10 anni le penalità sul mancato tiro in copertura, cioè sparare da posizione poco esposta ad eventuale tiro avversario è stata rimossa a causa dei troppi sospetti di illeciti arbitrari. Comunque terminare gli stage di gara in minor tempo è sempre uno dei fattori che porta a maggior punteggio, quindi anche sparare male ma con alta velocità può portare alla vittoria. Ho detto male, non malissimo… Ma la velocità è così fondamentale nell’uso delle armi? Dipende dal tipo di sport che si pratica. Nel tiro difensivo è fondamentale perchè in genere la vittima viene assalita all’improvviso e quindi se è fortunata dall’accorgersene in tempo avrà la possibilità di reagire: correndo (fuggendo), nascondendosi, combattendo (run, hide, figth).
Nel caso che non si abbiano alternative lo si deve fare con velocità, precisione e gestendo in maniera adeguata la potenza dell’arma.
Ad esempio una pistola difensiva calibro .22 LR ad esempio una polimerica dal peso di 465 grammi con un proiettile da 4 grammi sparato a 350 ms avrà una velocità del rinculo di 3,14 m/s.
Una polimerica sub compact in calibro 9 Corto, 390 grammi con un proiettile da 6,5 grammi a 290 m/s ha una velocità di rinculo da 4,83 ms.
Una polimerica compatta come una 9×19/9×21 G19 da 595 grammi, con proiettile da 8 grammi a 365m/s con una velocità di rinculo da 4,9 m/s.
Mentre una 9×19/9×21 full size come una G17 dal peso di 630 grammi con un proiettile da 8 grammi a 380 m/s avrà un rinculo da 4,8 m/s.
Questi sono dati orientativi con armi pesate da scariche, ma sono importanti? Si e no, il rinculo è fisica ed è un termine applicato principalmente alle armi da sparo. Ma spesso viene scambiato per il “rilevamento” che è la forza che fa impennare la volata dell’arma verso l’alto. Con armi dotate di un buon sistema di ritardo di apertura cioè semiautomatiche il rinculo non è un reale problema perchè svolge ancha sistema di ammortizzazione, i revolver ad esempio non hanno un ritardi di apertura ma avendo l’asse della canna molto alto rispetto all’asse della mano sull’impugnatura l’energia cinetica sulla mano è tale da venir dissipata col maggiore rilevamento. Ad esempio il sottoscritto con revolver Rhino in .357 Magnum (ma che a differenza degli altri revolver ha la canna posta in basso) a piena carica lo trova insopportabile spararci velocemente più di 2 tamburi di seguito.

Problema invece non riscontrato con gli autorevolver (semiautomatici) da cui deriva concettualmente. Facendo da consuelente tecnico per ditte produttrici di armi ho constatato che certi prototipi calibro 9 a cui non avevo dato il mio benestare, quando prodotti in serie hanno avuto vita breve a causa dell’epicondilite causata ai tiratori. Ovviamente pochi colpi sparati da una 9×21 non daranno problemi ma quando si tratta da agonisti da 600 colpi al giorno e addirittura 600+600 il problema si nota eccome! Ma constatai problemi anche con un revolver classici da tiro in .44 Magnum prodotto in serie dalla S&W che essendo dotato solo di compensatore, impediva il rilevamento e tutta l’energia cinetica si scaricava solo all’indietro cioè tutto rinculo.

Questo modello fu prodotto solo per un breve periodo che precedette l’avvento del .460 e .500 S&W, cartucce super magnum che però furono camerate per revolver dotati non solo di fori di compensazione ma anche di freno di bocca, rendendo il loro uso ben sopportabile per una potenza del genere. Nb. Il .460, .500 S&W Magnum sono munizioni nate per la caccia ai grandi mammiferi americani e africani, per il tiro fino a 250 m e oltre per abbattere sagome metalliche! Semplificando, se un colpo di .357 Magnum vale per 2 di 9×19, un colpo di .44 per 1,5 di .357, uno di .460 per 2 di .44 ecc il discorso ha senso a patto di riuscire a colpire l’aggressore.
Comunque le pistole semiautomatiche dotate di compensatori di vario genere funzionano molto bene con munizioni molto potenti (a cariche maggiorate +P), meno con cartucce a caricamento standard, però alcune appositamente concepite hanno dimostrato di funzionare abbastanza bene. Peccato che siano sconsigliate per impieghi difensivi da molti esperti per via della vampa di sparo che infastidisce la vista necessaria per la mira in condizioni di poca luminosità e di notte. Personalmente io e i miei allievi non lo consideriamo un handycap ma deve essere per il modo differente di sparare a due mani che abbiamo rispetto alla maggioranza che adotta tecniche in voga nel tiro dinamico. Queste armi, spesso sono dotate anche di molle di recupero molto pesanti incompatibili per un buon funzionamento con munizionamento standard.

Armi così potenti a causa dell’eccessivo rilevamento, rinculo, rumore assordante, vampa, ecc sono poco compatibili col normale tiro difensivo e di polizia per garantire dei risultati apprezzabili, salvo che per miei allievi che abbiano fatto questa scelta per buoni motivi. Infatti se non si fa centro al primo colpo, se non si sa gestire bene il rilevamento il secondo colpo necessiterà di troppo tempo per essere sparato sul bersaglio nel punto voluto prima che l’aggressore vi colpisca! Quindi inefficace il primo e il secondo forse non si sparerà!
Ripeto: se in una condizione difensiva hai fortuna, riesci a sparare il primo colpo prima che ti colpiscano ferendoti o uccidendoti o ferendo o uccidendo persone che non riuscirai a salvare. Si tratta di attimi, in cui decimi o centesimi di secondo possono valere quanto una vita. Se hai un arma che ti facilita lo sparare bene più colpi ovviamente è meglio anche per impedire pericolosi proiettili vaganti dovuti a punto a proiettili che non vadano dove devono andare (oggi non parliamo di perforazioni).
Quindi grande problema è il rilevamentento, molto più del rinculo! Anzi il rinculo se non fa male, in pratica non è quasi mai un grande problema. Peccato che molti non avvezzi all’uso delle armi vorrebbero sparassero come fossero dei giocattoli soft air.
Se i fucili d’assalto moderni del blocco occidentale sono ormai quasi tutti di impostazione AR15/M4 un motivo ci sarà. Arma di piccolo calibro (a basso rinculo) a rilevamento quasi nullo, rinculo lineare. Il tutto poi aiutato da compensatori di rilevamento e freni di bocca, quando non da silenziatori (vietati in Italia). Quindi armi ideali per il tiro a raffica continuato e tiro celere semiautomatico, tanto che i marines USA hanno creato anche nuove tattiche d’attacco basate proprio sul tiro d’assalto usando la raffica, scartando il fucile da battaglia multiruolo SIG nel potentissimo 6,8×51. Nb. Le armi d’assalto, dal mitra al fucile al contrario di quanto normalmente si dica sono tutti estremamente controllabili nel tiro a raffica mentre si corre all’assalto!
E le pistole? Queste negli ultimi decenni grazie alle varie specialità di tiro sportivo create o ispirate da Jeff Cooper, che come nel tiro difensivo e militare chiede di colpire almeno 2 volte ogni bersaglio cartaceo e non. Quindi sono favorite armi con basso rilevamento. Nb. Cooper se ne intendeva perchè in guerra solo con la pistola abbattè 3 soldati giapponesi (Colt 1911-A1 .45 ACP). E a causa del gran numero di colpi sparati dagli agonisti statunitensi ed europei quotidianamente di 1000 colpi fino anche a 3000 nei pre-gara, il rinculo non deve provocare traumi invalidanti come l’epicondilite! Di queste ed altre caratteristiche positive ne hanno giovato armi che anche se nate per impieghi militari poi si sono sviluppate in ambito sportivo. Comunque negli anni ho avuto allievi che preferivano grossi calibri come il .44 Magnum, .45 WM e .454 Cassul ma raramente li avevano portati per difesa e solo più spesso tenuti per difesa abitativa da pericolosi bipedi e quadrupedi. Io personalmente, come istruttore una volta informati dei problemi acustici, over penetrazione e vampa di sparo, lascio loro la decisione se impiegarli o meno. Dopo un mio corso di specializzazione tutti hanno aumentato la frequenza di porto di grossi calibri (loro scelta). Così come altri due son passati dal 9×21 al 10 auto e uno dal .45 ACP al .454 Cassul. Nb. Jeff Coper ideò il 10 Auto e con una buona tecnica di impugnatura si può sparare benissimo anche nel tiro celere Double Tap e decentemente con il Drill Fire, cosa sconsigliatissima con le diffuse tecniche e posizioni da tiro sportivo come il dinamico agonistico.
Il Double Tap: doppiaggio rapido dei colpi. Ovviamente si richiede che per il massimo punteggio raggiungano entrambi la zona punti centrale, proprio per questo le dimensioni dei punteggi sportivi sui bersagli sono stati aumentati. In allenamento da tiro difensivo i colpi devono essere molto ravvicinati, magari con rosate da 2/3 cm perchè poi sotto stress da combattimento si sparerà peggio raddoppiandola, l’aggressore si muoverà raddoppiandola ancora, voi vi muoverete raddoppiandola di nuovo portando una rosata da allenamento anche a 12 cm, sempre se non strappate! Perchè se strappate potreste portare una rosata da 12 cm a 30 cm o peggio dal punto mirato o puntato! Quindi se va male ci avviciniamo all’errore del mezzo metro!!! Il double tap come tecnica impone sempre il doppiaggio su ogni bersaglio, quindi sparare sempre coppie di colpi per avere un senso.
Drill Fire: tiro celere alla massima velocità o quasi. Le pistole semiautomatiche in genere attestano la cadenza di tiro massima intorno ai 6 colpi al secondo, ma solitamente non si superano mai i 5,5. Poi ci sono pistole da tiro sportivo che possono superarle anche utilizzando munizioni caricate ad hoc a carica maggiorata. E’ una tecnica sconsigliabile nel tiro difensivo perchè in Italia già sparare un colpo in aria può provocare il sequestro delle armi… Figuriamoci 5,10 o 15 colpi di seguito su un aggressore. Ma allora perchè in quasi tutti i video di sparatorie delle polizie statunitensi e nel mondo in genere lo si vede fare anche più del double tap? Perchè si spara finchè l’aggressore non è palesemente più un pericolo, perchè quando si ha realmente paura si colpisce finchè si hanno energie per farlo e lo si fa istintivamente. Questo perchè molto spesso l’aggressore agirà e reagirà finchè avrà vita o finquando avrà forza! E comunque quando si ha paura la vittima o l’agente è portato a sparare velocemente, tantovale imparare a farlo bene, in sicurezza e quindi con la pratica ridurre l’auto effetto di stress indotto proprio da tanti colpi rumorosi sparati velocemente da se e/o da altri. Quindi allenandocisi si impara ad avere un raggruppamento di colpi (rosata) più contenuto rispetto a chi non ci si allena. Inoltre con un buon istruttore si può anche apprendere a non andare sotto shock quando si esegue da soli o assieme ad altri lo sparo rapido di molti colpi, quindi magari si impara a fermarsi subito quando il pericolo è appena terminato per non incorrere nei reati di eccesso di difesa personale o della forza.
Sinceramente io e i miei allievi non abbiamo molto bisogno di armi ultramoderne per eccellere in queste 2 specialità di tiro grazie ad apposite tecniche di impugnatura e posizioni corporee, però è evidente che con queste nel tempo in cui spariamo normalmente 2 colpi ne spariamo 3 o 4 e con la stessa precisione o rosata. Così come il drill fire risulterà molto più contenuto e centrato sull’area centrale del bersaglio!
D’altro canto con le adeguate tecniche e posizioni di tiro anche con armi tradizionali il 10 mm Auto e il .357 Magnum, ma anche il .44 e .45 W. Magnum possono essere accettabilmente controllabili e comunque, se si ha solo il tempo per sparare un colpo, fosse anche solo in aria che almeno sia potente per efficacia balistica terminale e che per il rumore sia un efficace deterrente!
Quindi sebbene per difesa personale ci si deve concentrare principalmente sul primo colpo da sparare visto che in genere potrebbe essere anche l’unico, non vanno assolutamente evitati gli allenamenti al Double Tap e al Drill Fire, anzi vanno implementati anche per il tiro di copertura.
Ma nel titolo cito non solo alcune categorie di pericoli già ben noti come i sempre più spietati terroristi religiosi spesso ben indirizzati al martirio, ma anche a rapinatori armati che sempre più spesso hanno una ottima preparazione personale all’uso delle armi se non addirittura esperienze militari internazionali.
I droni: si, i droni, sempre più spesso su internet si vedono video ove come nel conflitto ukraino militari e civili vengono uccisi perchè raggiunti da droni volanti. Anche i militari di professione senza l’uso di munizionamento spezzato e fucili calibro 12 rarissimamente riescono a fermarli in tempo, con le munizioni spezzate per fucile d’assalto si tende a compensare le rosate peggiori con il tiro a raffica, con la pistola (se non si dispone di altro) è praticamente una cosa inutile, ma di fatto non è così. Con una adeguata formazione, anche di pochi giorni si possono ottenere decenti o ottimi risultati anche con fucile d’assalto e addirittura con la pistola, ovvio che non lo si fa con posizioni e tecniche da tiro dinamico sportivo!
Se nei fucili d’assalto c’è già un ottimo controllo di rinculo e rilevamento, lo stesso non vale per le pistole, quindi è buona cosa ricorrere per poliziotti, militari e anche civili a pistole che senza inutili complicazioni ricorrono all’espediente dell’asse basso della canna sull’asse dell’impugnatura, di seguito alcuni esempi.
Da sinistra a destra una classica ed economica Tanfoglio Force (arma comune) da uso di polizia e una eccellente Canik sportiva a confronto con una RevoArms (arma comune) con asse della canna estremamente basso.

L’utilizzo degli Shoot Timer (sensibili al suono degli spari ne segna il tempo fino ai centesimi di secondo) è ormai d’uso quotidiano tra i tiratori agonisti negli sport dinamici come IPSC/FITDS, IDPA, FIIDS, Bianchi Cup, Tiro Rapido Sportivo ecc ma di recente anche negli sport di tiro di carabina come il PRS-long range, Field Target, etc. Poi ci sono gli sport accademici ove il tempo di sparo viene determinato dall’apertura a tempo dei bersagli come PS, PGC, volendo possiamo includere anche il tiro a volo in cui il piattello che vola a circa 120 kmh si deve colpire subito o quasi subito prima che si allontani troppo da non poter essere più colpito con buone possibilità. Nella caccia si sa che a volte bisogna avere molta pazienza ma una cosa è sparare a un cinghiale a 200 m di distanza mentre pascola tranquillo in un prato di patate, un altra è colpire una preda in fuga o in attacco.

Gli shoot timer ormai sono disponibili anche in App per smartphone in una vastissima scelta, anche gratuiti. Tanto per non parlare del buonissimo sistema Mantis http://www.mantisx.com/ref?id=111
Per un migliore allenamento sia a fuoco che in bianco consigli il sistema MantisX che è dotato sia di programma per tiro in bianco (armi scariche) che a fuoco reale e contiene anche allenamenti specifici con tanto di timer che vi registra i tempi oltre che i movimenti fatti anche per il cambio caricatore.
Da sinistra una S&W 422 calibro .22LR (anni 80/90) che nonostante la canna posta sotto l’asta guidamolla ha l’asse della canna visibilmente un pò più in alto della Rapax (X^ Divisione Balistica), a destra una Glock 19 a confronto come paragone. Questo a dimostrazione di quanto si sia fatto per ridurre questo parametro.

Nel mio programma di istruzione al tiro sportivo pongo particolare attenzione ai tempi e alle tecniche di allenamento in bianco e a fuoco per ridurli. Ad esempio nell’estrazione rapida la media dei miei allievi sportivi e per tiro difensivo estraggono dalla fondina e sparano nella prima lezione in media 65″ di secondo contro la media di 1,2″ per i tiratori sportivi e 1,5/2″ per i professionisti. Con un mio speciale esercizio che sviluppa anche le sinapsi sulla presa rapida dell’arma non solo si riesce ad impugnarla bene velocemente ma consente di sviluppare una maggior velocità delle mani utile anche nel cambio caricatore, lotta a mani nude, tecniche di disarmo da armi da sparo, armi improprie e coltelli, ecc. Ovviamente per sparare più velocemente si deve ricorrere anche al tiro dal fianco o comunque al tiro puntato e non mirato. Il tiro dal fianco o estrazione rapida e tiro dal fianco richiedono una lezione a parte, dura in media mezza giornata essendo una specializzazione. Ovvio che un arma con basso rilevamento favorisce notevolmente anche il tiro dal fianco oltre che il tiro puntato e istintivo. Specifico: questa caratteristica è molto importante nel tiro ad una mano sola, ma si domostra molto necessaria anche a 2 mani, nel caso di presa dell’arma col pollice avanti (Enos – Letham) che è la più diffusa dai tiratori di sport dinamici nonostante esista di meglio.
Il sistema di addestramento americano ha cannibalizzato se stesso, trasformando in businnes di consumo anche discipline ove è in gioco la vita delle persone. Guadagnano dalle accademie che sfornano decine di istruttori alla settimana, ma anche al giorno, poi ci riguadagnano dalle affiliazioni e corsi dei loro allievi. Guadagnano dagli sponsor delle accademie, campioni sportivi, personaggi famosi, ecc. Il consumo delle armi, munizioni e accessori è spinto al massimo. Esistono vari kit di acquisto per difendersi, gareggiare, andare a caccia. Diverse fasce di mercato e di prezzo! Guadagnano su tutto e ci guadagnano tutti dal produttore, l’istruttore, la federazione sportiva e anche l’ultimo agonista se sponsorizzato! La cosa ironica è che molti anche in america non sanno di far parte di un meccanismo che porta a perdere tempo e sprecare soldi anche su cose serie come il mestiere delle armi (militari, poliziotti, agenti privati), ma anche su cittadini che devono difendersi! La cosa ridicola è che in Italia questo lo sanno solo poche persone e pochissimi istruttori. Infatti molti istruttori inconsapevolmente difendono il sistema di consumismo americano credendo di essere nel giusto e spesso lo fanno in maniera fanatica e fondamentalista neanche si trattasse di dogmi religiosi!
Quindi peggiorando i tiratori si son dovuti migliorare moltissimo le armi e gli accessori per ottenere risultati prima ottenibili con altre tecniche e posizioni di tiro. Questo però ha anche il suo lato positivo, ovvero che con queste armi ed accessori, chi sa sparare bene sparerà benissimo e anche con poco allenamento!
Notate come anche il progetto Colt Browning 1911 sia stato evoluto nell’abbassamento dell’asse della canna al fine di ridurre il rilevamento. Notate bene il confronto tra una 1911 in calibro .45 ACP e una Lynx (Decima Divisione Balistica) in 9×19 ma con asse della canna ridotto di 1,2 mm, tanto basta per farla preferire di molto da tiratori agonisti e campioni in specialità IPSC.


Ma nel tiro militare, polizia e da difesa?
Questo fattore è molto ostacolato in Italia, anche se le cose stanno un pò cambiando grazie a chi ha esperienze di tiro combat sportivo, di fatto non bastano i poliziotti e militari sopravvissuti a sparatorie per convincere altri istruttori a far aumentare le velocità di sparo sia del primo colpo che dei successivi. Ma come si fa a parlare di velocità quando la stramaggioranza degli appartenenti alle forze armate, polizie non statali, GPG, ecc non portano nemmeno il colpo in canna? In genere si parla di pericolosità nel porto, nella estrazione e nel maneggio della pistola. Ma come fa ad essere pericolosa un arma moderna? Tra dispositivi di sicurezza automatica come quella al percussore, sicure manuali, sicure automatiche come sul grilletto e sul dorso dell’impugnatura, grilletti a corsa media e lunga, fondine moderne, rigide, semi rigide dotate di apositi sistemi sicura e ritenzione anti furto l’errore può essere solo umano al 999.999 su un milione. In genere si tratta di armi e fondine modificate o mal mantenute. Se fino all’inizio degli anni 80 le forze armate italiane non avevano in dotazione pistole con sicurezza automatica al percussore, cioè le Beretta 951 e 92S una motivazione c’era, per questo che ad esempio gli allievi di scuole di specializzazione al tiro della polizia di stato faceva allenare durante i corsi per giorni almeno 3 ore al giorno ad estrarre l’arma dalla fondina, mettere il colpo in canna e scattare a vuoto o sparare a fuoco. Dopo di che, grazie ai loro valenti istruttori la velocità era prossima al secondo sempre se ci si fosse allenati frequantemente almeno a vuoto. Ma senza obbligo di servizio sotto gli occhi di un istruttore chi lo fa?
E’ una questione di responsabilità per gli istruttori? Istruttori civili, privati e non.
Sicuramente, soprattutto per quelli “incapaci” di poter insegnare bene in pochissimo tempo e per giunta in lezioni di gruppo in cui la parte individuale sulla piazzola di tiro complessivamente cadauno è forse di 1 o 5 minuti al massimo. Ma un istruttore con a disposizione così poco tempo si può chiamare incapace??? Per riuscirvi bene dovrebbe avere capacità divine! Soprattutto perchè, nella massa degli allievi, ben pochi tra coloro che indossano una divisa sono predisposti mentalmente all’uso delle armi! E quelli dotati di talento sono ancor meno…
E se in una lezione privata e individuale fosse ideale? Cioè con numero illimitato di munizioni un istruttore e un allievo, entrambi nella media quali risultati si otterrebbero? Per alcuni sarebbero necessarie alcune ore di lezione (3/6) solo per riuscire a colpire decentemente il bersaglio in posizioni statiche (pistola/fucile/carabina) e maneggiare l’arma in relativa sicurezza! Per altri, più psicofisicamente predisposti potrebbero bastare da una a due ore.
Ma cosa occorre per sparare bene a fuoco per far bene ad esempio il mestiere del poliziotto o del militare? Bravi istruttori! Per fortuna le scuole di polizia, militari e poligoni di TSN non sono tutti uguali. Così come non lo sono tutti gli allievi. Quindi ci sono istruttori che ricevono dagli ex allievi gli auguri per natale pure dopo 10/30/50 anni mentre altri vengono dimenticati o addirittura odiati. Diciamo che tra le varie forze armate ci sono differenti standard, ovvio che i reparti speciali sono eccellenze e di quelli potremmo anche evitare di parlarne, ma anche tra loro ce ne sono che frequentano a spese proprie corsi privati di vario genere, inclusi quelli di tiro anche se quelli che ricevono sono già ottimi. La conoscenza non ha prezzo soprattutto quando ne va della vita propria e dei “fratelli”. Ma gli italiani sono tutti dei Cesare, Leonardo, Garibaldi e quindi nasciamo già “imparati”! Purtroppo nasciamo anche già allenatori della nazionale, campioni di Formula 1 e ovviamente anche istruttori di tiro!
Come insegnanti di altre discipline sportive come karate, kung fu, MMA, boxe, ecc, ci sono rivalità, invidie, sana competizione, ecc. Seppur somiglianti agli istruttori di arti marziali et similia, noi istruttori di tiro non siamo uguali anche perchè non c’è possibilità di confronto diretto essendo vietati da oltre 100 anni i duelli. Mentre i duelli fattibili ad esempio con armi non letali da soft air sono evitati con la scusa di mancanza di buon realismo al combattimento reale. Alla fine gli allievi vanno a credere quello che racconta meglio le balle, fregandosene anche dei dati forniti dagli Shoot Timer e dal risultato dei bersagli!
L’addestramento ti tiene in vita fino al contatto con il nemico; a parità di addestramento. E’ la qualità della tua arma che decide chi sopravvive.
Cos’è una spada rispetto alla mano che la brandisce?
A parità di soldato, vince quello meglio armato.
Una buona arma in una buona mano sono imbattibili se il loro padrone ha la dote dell’umiltà necessaria all’apprendimento.
PER INFORMAZIONI RIGUARDO ALLE ARMI E AL “TIRO INNOVATIVO” CONTATTARE Biagio De Santis 388 401 7979 Armeria Italian TD – Sant’Omero (TE)
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