L’Estintore come Corpo Contundente e Arma Impropria: Analisi della Pericolosità e dei Rischi Dinamici + video

Valutazione tecnico-forense delle lesioni da impatto, dei rischi di sovrapressione e della fisica lesionale. Di Maurizio Broegg — Ingegneria e Balistica Forense

Introduzione: La svalutazione di un’arma impropria ad alta massa

Nei disordini di piazza e nelle cronache di aggressioni alle forze dell’ordine, l’utilizzo dell’estintore viene talvolta ridimensionato dal dibattito non specialistico a semplice gesto dimostrativo. Dal punto di vista della fisica applicata e della balistica lesionale, tuttavia, l’estintore rappresenta uno degli strumenti impropri d’offesa più pericolosi in assoluto.

Sia che venga brandito per percuotere a corpo a corpo, sia che venga scagliato a breve distanza (come nei fatti di Piazza Alimonda, dove l’estintore Sima a carico pesava circa 12 kg, e 5-6 kg a vuoto), questo oggetto unisce l’energia cinetica di una massa rigida ai rischi intrinseci dei serbatoi pressurizzati.

1. L’Estintore come Corpo Contundente: Biomeccanica del Danno e Trauma Chiuso (Blunt Force Trauma)

Un estintore portatile standard possiede una scocca cilindrica in acciaio o alluminio ad alto spessore. Impiegato come corpo contundente (per percuotere) o come proiettile da getto, il suo comportamento lesivo è dominato dalla fisica dei traumi chiusi ad alta massa.

A. Energia Cinetica e Trasferimento d’Impulso

Applicando la formula dell’energia cinetica Ec = 1/2 m v²   si evidenzia come la massa  m  dell’estintore compensi ampiamente una velocità di lancio  v  relativamente contenuta:

  • Estintore da 6 kg (scarico/semiscarico) lanciato a 10 m/s (36 km/h):

E_c = 1/2 \times 6 \times 10^2 = 300 ” Joule”

  • Estintore da 12 kg (carico) lanciato a 10 m/s (36 km/h):

E_c = 1/2 \times 12 \times 10^2 = 600 ” Joule”                  

Confronto balistico: Un proiettile da pistola in calibro 9x19mm Parabellum sviluppa all’impatto circa 500 Joule. Sebbene l’estintore distribuisca questa energia su una superficie più ampia, l’incompressibilità della scocca metallica provoca un trasferimento d’impulso massivo.

B. Studi Biomeccanici sulle Soglie di Frattura

In ambito di medicina legale e biomeccanica degli impatti (studi italiani ed internazionali):

  • Soglia di affondamento cranico: Gli studi internazionali sulla tolleranza biomeccanica del cranio umano (come i modelli di Gurdjian e Lissner, ripresi dalla letteratura medico-legale italiana del Prof. Bargagna e del Prof. Macchiarelli) dimostrano che una forza di impatto dinamico superiore a 4-6 kN su un’area ristretta è sufficiente a causare la frattura della teca cranica. Un estintore da 6-12 kg scagliato anche a soli 3-4 metri genera al momento dell’impatto picchi di forza ben superiori a 10-15 kN, causando affondamenti ossei, emorragie epidurali e lacerazioni cerebrali letali.
  • Il Viscous Criterion (VC max)  Utilizzato nei protocolli dell’US Army Aeromedical Research Laboratory (USAARL) per la balistica non penetrante e gli impatti ad alta massa, il parametro  VC max dimostra che l’impatto di un corpo rigido di vari chilogrammi sul torace provoca la compressione rapida della gabbia toracica prima che i tessuti possano deformarsi elasticamente. L’effetto è il collasso polmonare, la lacerazione dell’aorta o l’arresto cardiaco immediato per commotio cordis.

2. L’Estintore sotto Pressione: Esplosione, Schegge ed “Effetto Razzo”

Quando l’estintore è carico e pressurizzato (con pressioni d’esercizio tra 12 e 18 bar nei modelli a polvere/schiuma e fino a 50–60 bar nei modelli a  CO 2, all’effetto contundente della massa si aggiungono rischi di natura pneumatica.

A. Il Rischio Esplosivo per Sollecitazione Dinamica

La scocca dell’estintore è progettata per resistere a pressioni statiche interne (secondo le verifiche della Direttiva UE PED 2014/68/UE / D.Lgs. 26/2016 in Italia). Tuttavia, un impatto violentissimo contro un ostacolo rigido (lamiere di un veicolo, grate, asfalto) genera uno stress meccanico localizzato e concentrato.

  • Se il metallo subisce una cricca o una frattura fragile, la pressione interna provoca la decompressione istantanea del gas.
  • Gli studi dell’US National Institute for Standards and Technology (NIST) e dell’OSHA (Occupational Safety and Health Administration – Standard 29 CFR 1910.157) classificano il cedimento meccanico dei serbatoi a pressione come Explosion Hazard. L’involucro si frammenta proiettando schegge metalliche ad alta velocità (High-Velocity Shrapnel), con effetti dinamici sovrapponibili a quelli di un ordigno a frammentazione.

B. Tranciatura della Valvola ed “Effetto Razzo” (Projectile Hazard)

Il punto di maggiore vulnerabilità meccanica dell’estintore è il gruppo valvola in ottone o alluminio.

  • Come evidenziato dalle norme tecniche italiane ed europee (UNI 9994-1:2013), qualsiasi danno meccanico alla valvola ne compromette la stabilità.
  • Se l’impatto contro una blindatura trancia la valvola, l’ugello si trasforma nel condotto di scarico di un propulsore. Per il Terzo Principio della Dinamica (Principio di Azione e Reazione), il serbatoio diventa un “missile” incontrollato (fenomeno codificato dal U.S. Department of Transportation – DOT come Projectile Hazard) capace di scagliarsi a grande velocità in direzione opposta, trapassando cristalli o abbattendosi sugli astanti.

3. Tabella dei Rischi Forensi dell’Oggetto Estintore

Condizione dell’OggettoMeccanismo d’Offesa PrimarioEffetto Biomeccanico / StrutturaleClassificazione Forense del Rischio
Estintore Scarico (Massa 3–6 kg)Impatto contundente / Corpo da gettoTrauma cranico severo, fratture scheletriche,  Ec ≈ 175-300 JCorpo contundente ad alta energia
Estintore Carico (Massa 6–12 kg)Impatto contundente massivoPolitrauma letale, sfondamento,  E_c \approx 380-600 ” J”Arma impropria a potenziale letale diretto
Estintore Carico + Impatto RigidoFrattura fragile dell’acciaioDecompressione rapida, proiezione schegge metallicheRischio Esplosione Pneumatica (Ordigno improvvisato)
Estintore Carico + Rottura ValvolaSpinta propulsiva da scarico gasVettore autopropulso incontrollato (Effetto Razzo)Rischio Sottomessilistico (Projectile Hazard)

4.  Casistica Comparata: L’Estintore nei Disordini di Piazza in Italia e all’Estero

L’impiego dell’estintore come arma impropria ad alta massa non costituisce un unicum isolato, ma un fenomeno documentato in molteplici contesti di scontro di piazza e di guerriglia urbana, dove la facile reperibilità del dispositivo nei luoghi pubblici o nei veicoli lo trasforma in un mezzo d’offesa improvvisato:

  • Londra (Millbank Tower, 2010): Durante le proteste studentesche britanniche, un estintore scarico venne lanciato dal tetto di un edificio da un’altezza di circa 20 metri verso la polizia sottostante. L’analisi balistica evidenziò un’energia cinetica all’impatto superiore ai 1000 Joule (pari all’impatto di munizioni per armi lunghe), portando alla condanna dell’autore per l’estrema pericolosità del gesto.
  • Stati Uniti (Assalto a Capitol Hill, Washington 2021): Durante i disordini al Campidoglio, diversi agenti di polizia subirono traumi cranici e concussioni a causa del lancio a breve distanza di estintori pesanti scagliati dalla folla sulle scalinate d’accesso.
  • Roma (Piazza San Giovanni, 15 ottobre 2011): Nelle violente cariche contro le forze dell’ordine e durante l’assalto ai mezzi di servizio, gli estintori sradicati dagli edifici e dai bus vennero impiegati sia come proiettili da getto ad altezza uomo, sia azionati a bruciapelo per provocare l’accecamento e la saturazione respiratoria degli operatori schierati.

Questi riscontri confermano come, nelle dinamiche di sommovimento pubblico, l’estintore venga sistematicamente convertito in uno strumento di sfondamento e di aggressione ad alta letalità.

5. Considerazioni Giuridico-Balistiche sulla Legittima Difesa

Sotto il profilo strettamente giuridico e peritale, la valutazione della legittima difesa (Art. 52 c.p.) ruota attorno a tre elementi cardine: l’esistenza di un pericolo attuale, l’involontarietà della situazione di pericolo e la proporzionalità tra la difesa e l’offesa.

I dati balistici, biomeccanici e fisici analizzati in questo lavoro forniscono gli elementi tecnici per valutare tali presupposti:

  1. La Sproporzione della Minaccia e l’Inviolabilità della Vita:

Come dimostrato, il lancio o il brandeggio di un estintore (con energie d’impatto comprese tra i 300 J e gli oltre 600 J) non costituisce un’offesa “minore” o meramente dimostrativa, ma un’aggressione con arma impropria potenzialmente mortale. Il trasferimento di quantità di moto sulla scatola cranica o sul torace è equiparabile a quello di una munizione da fuoco ad alta energia.

  • Lo Stato di Minorata Difesa dell’Aggredito:

Quando un operatore (o un cittadino) si trova bloccato all’interno di un abitacolo, isolato, accerchiato, privo di vie di fuga e già minorato fisicamente da traumi precendenti o intossicazione da gas, la percezione della minaccia portata da un corpo ad alta massa in avvicinamento rapido è quella di un imminente ed estremo pericolo di vita.

  • Il Principio di Proporzionalità:

La fisica forense dimostra che la reazione armata di fronte a chi sta per scagliare a bruciapelo un blocco rigido metallico di 6-12 kg risponde al criterio di proporzionalità, poiché lo strumento d’offesa dell’aggressore possiede una capacità distruttiva, lesiva e perforante del tutto analoga a quella dell’arma da fuoco usata per neutralizzare la minaccia.

Conclusioni

L’analisi tecnica condotta secondo i principi dell’ingegneria e della balistica forense dimostra che l’estintore, quando brandito o scagliato a breve distanza verso una persona o verso l’abitacolo di un veicolo, non può in alcun modo essere considerato uno strumento di offesa minore.

L’elevata massa dell’oggetto sviluppa un’energia cinetica del tutto equiparabile a quella dei proiettili da fuoco ad alto calibro, mentre la presenza della carica pressurizzata introduce variabili esplosive e propulsive altamente letali. Trovarsi di fronte a un aggressore che impugna o solleva un estintore significa, sotto il profilo strettamente fisico e biomeccanico, essere esposti a una minaccia imminente per la vita, giustificando sotto il profilo peritale la percezione di estremo pericolo e le relative condotte difensive.

La de-ideologizzazione dell’evento e la sua riconduzione ai puri principi dell’ingegneria e della balistica forense confermano l’inappuntabilità delle valutazioni peritabili che hanno condotto ai proscioglimenti giudiziari per legittima difesa nei fatti di Piazza Alimonda. Un estintore impiegato come proiettile o corpo contundente è un’arma letale a tutti gli effetti. Riconoscere questa verità scientifica è la base imprescindibile per tutelare sia la corretta ricostruzione peritale in tribunale, sia l’operato di chi si trova a dover fronteggiare aggressioni ad alta intensità a tutela della propria e dell’altrui incolumità.

 Riferimenti Normativi, Giurisprudenziali e Tecnico-Scientifici

Quadro Giurisprudenziale e Medicina Legale

  • Tribunale di Genova, Ufficio GIP: Sentenza di proscioglimento e perizia medico-legale/balistica sui fatti di Piazza Alimonda (G8 Genova 2001), 5 maggio 2003.
  • Bargagna M., Canale M.: Medicina Legale e Traumatologia Forense — Studi sulla biomeccanica delle lesioni, soglie di frattura della teca cranica e traumi contusivi da corpi pesanti.

Normativa Tecnica e Sicurezza sui Serbatoi a Pressione

  • D.Lgs. 19 maggio 2016, n. 26 (Direttiva UE 2014/68/UE – PED): Attrezzature a pressione e requisiti di sicurezza per i recipienti pressurizzati.
  • UNI 9994-1:2013: Apparecchiature per l’estinzione incendi – Estintori d’incendio (Parte 1: Controllo, manutenzione e stabilità dei gruppi valvola).

Studi Internazionali e Biomeccanica degli Impatti (USA)

  • USAARL (US Army Aeromedical Research Laboratory): Viscous Criterion ( VCmax) and Blunt Impact Injury Criteria for High-Mass Impactors (Criteri di danno biomeccanico e traumi non penetranti da masse elevate).
  • OSHA (Occupational Safety and Health Administration): Standard 29 CFR 1910.157 — Requisiti di sicurezza per contenitori a pressione e rischi di esplosione fisica.
  • U.S. Department of Transportation (DOT): Hazardous Materials Regulations (49 CFR) — Classificazione dei cilindri a pressione e dinamiche di rischio sottomessilistico (Projectile Hazard) per cedimento della valvola.
  • NIST (National Institute of Standards and Technology): Structural Integrity and Catastrophic Failure Modes of Pressurized Steel Vessels under Mechanical Shock (Analisi della frattura fragile in serbatoi d’acciaio sottoposti ad impatto).

https://youtu.be/WV-6LRURQtE

Il caso del G8 di Genova del 2001 ha fatto storia, sia per alcuni casi di violenza delle forze dell’ordine (secondo alcune sentenze) sia per alcuni casi in cui le forze dell’ordine hanno evitato di usare violenza anche quando erano dinanzi a pericoli reali di morte violenta (secondo alcune sentenze).

L’opinione pubblica indottrinata da certi politici e convinta dai mass media porta alla sottovalutazione delle armi utilizzate dai criminali, quindi armi proprie come ad esempio coltelli e machete e improprie come sassi, mazze da baseball, estintori, ecc Quindi a far valutare come pericolose solo le armi da sparo, incluse quelle ad aria compressa di libera vendita <7,5Joules e addirittura quelle da gioco “soft air” da potenza addirittura inferiore a 1 Joules! Cosa ben nota negli articoli di certa stampa e influencer politicizzati o comunque per creare sensazionalismo al fine di avere maggiori lettori e visitatori che a volte fan passare la collezione di giocattoli “SOFT AIR” dall’aspetto di un arma con titoli come: “TROVATO IN CASA DI UN INSOSPETTABILE CITTADINO ITALIANO UN ARSENALE DI ARMI MILITARI”. Spesso anche con la spinta dei solerti tutori dell’ordine che vogliono farsi passare per eroi, manco avessero individuato un arsenale missilistico!

Ma veniamo agli estintori. Ho qualifiche anti incendio anche ad alto rischio, quindi sono qualificato ed esperto nel loro uso anche se non sono un vigile del fuoco. Sono un esperto in infortunistica stradale, automobilistica e balistica anche delle lesioni. Gli effetti di tali strumenti sono spesso adatti anche per situazioni di ordine pubblico come nell’uso degli idranti ad acqua. In caso d’emergenza o comunque senza alternative più valide un cittadino in pericolo potrebbe anche utilizzare il getto di un estintore contro un pericoloso aggressore, sempre però valutando le proporzionalità di legge tra offesa e difesa. Gli estintori non sparano acqua ma agenti chimici autoestinguenti per le fiamme e il propellente come azoto e anidrite carbonica (entrambi pericolosamente freddissimi) solo in alcuni casi aria compressa. Ovviamente gli estintori non sono classificati dallo stato per uso su persone come ad esempio gli spray al peperoncino, quindi chi lo fa se ne assume oltremodo le eventuali responsabilità.

Però in genere i criminali li utilizzano in maniera contundente come anticamentente venivano chiamate “armi da botta” e addirittura come strumento da scasso o sfonda porta, muro, vetrina, ecc. Mentre chi si difende (in quei pochissimi casi avvenuti) lo fa usando il potente getto estinguente che mette in fuga o comunque previene l’avvicinamento del criminale, il cane aggressivo, ecc. E’ stato visto in uso anche in alcuni film d’azione e sempre cinematograficamente abbiamo un esempio da film addirittura in concorso a Cannes nel 2002, cioè un anno dopo il caso di piazza Alimonda di Genova. Il film dal titolo: Irréversible (2002), diretto da Gaspar Noé e interpretato da Vincent Cassel e Monica Bellucci, è stato candidato alla Palma d’Oro al Festival di Cannes e ha vinto prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui il premio come Miglior film in lingua straniera al San Diego Film Critics Society Awards, 2002 – Stockholm Film Festival Cavallo di Bronzo al regista Gaspar Noé. Il film a causa dell’estrema violenza fu vietato in alcune nazioni e in altre vietato ai minori di anni 18. Addirittura a Cannes circa 250 spettatori fuggirono dalla sala, tra cui circa 20 ebbero bisogno per riprendersi da malori respiratori vennero soccorsi con bombole d’ossigeno.

***https://youtu.be/BXLSbHLeJOQ?si=MHUN0eeMERicbkVx

Se la scena del film era talmente violenta da scaturire un tale effetto, secondo me è anche minore rispetto alla realtà, figuriamoci, se una persona, un carabiniere poteva aver voglia di immolarsi personalmente a far da vittima con conseguenze quasi sicuramente letali. Inoltre avrebbe dovuto anche rinunciare a difendere la vita degli altri due colleghi già feriti e all’interno del Land Rover Defender, questo mentre erano sotto attacco di sassaiola, bastoni, manufatti incendiari!

L’aspettativa di venir colpito da un proiettile in genere è considerata morte istantanea (anche se spesso non lo è), mentre di venir colpito da un arma bianca propria o impropria, soprattutto per un carabiniere/poliziotto che ha ricevuto formazione a riguardo e anche se con poca esperienza (come in questo caso) è quella non solo della morte, ma anche di morire con dolori atroci o di finire la propria vita in sedia a rotelle o come un vegetale in ospedale con alimentazione indovena. Neanche un santo non avrebbe reagito. Tutti gi esperti d’armi conoscono la regola delle 7 yarde, ovvero la “REGOLA DI TUELLER” sulla tattica difensiva e ne parla anche Wikipedia.

Immagine creata con I.A.

La soglia di pericolo: Sotto i 6,4 metri di distanza, il tempo a disposizione per reagire a un attacco improvviso con un’arma da taglio è considerato insufficiente. Il concetto: Un aggressore armato di coltello può coprire una distanza di 21 piedi (circa 6,4 metri) in 1,5 secondi. Il tempo di reazione: 1,5 secondi rappresentano, in media, il tempo impiegato da un operatore addestrato per estrarre un’arma da fuoco dalla fondina e sparare due colpi mirati.

Tale regola si può ovviamente applicare anche ad armi “da botta”, come con le armi da taglio e da punta possono non essere immediatamente letali, comunque possono infliggere anche danni permanenti da non augurare a nessuno. Fui allievo restauratore anche di Enrico Bertasi, capo restauratore del museo delle armi di Brescia che poi continuai a frequentare come amico e spesso passavamo giornate intere a cercare di capire come venivano realmente utilizzate alla loro epoca le armi museali ma anche che tipi di effetti e lesioni potevano causare. E sinceramente, a volte ci impressionavamo anche noi di certi effetti sebbene si trattassero anche di armi di 500 anni fà… ma potevano essere anche armi di 5000 anni e non sarebbe cambiato quasi nulla negli effetti lesivi/terminali!

Anche per questo, da istruttore di tiro ho passato parte della mia vita cercando di abbassare i tempi di reazione dei miei allievi, ottenendo una media dopo la prima lezione con estrazione da fondina a circa 0,65 centesimi di secondo per il primo colpo e per renderli abbastanza precisi da colpire anche con poco allenamento bersagli estremamente piccoli e mobili come il sistema nervoso centrale umano. Ma nel mondo chi si allena per imparare a difendersi o intervenire in maniera così efficace? Praticamente nessuno o per meglio dire una percentuale assolutamente minuscola e insignificante nel contesto sociocriminale.

E comunque occorre anche avere il coraggio di premere il grilletto o per usare usare un arma contro altri esseri umani. Coraggio che di certo Giuliani aveva, visto che stava caricando correndo contro un veicolo con 3 carabinieri in trappola col veicolo in panne, danneggiato e sotto assedio e per giunta verso i colpi di un giovane carabiniere impaurito! Vero che il carabiniere non voleva ucciderlo, infatti sparava mirando molto più in alto della sua testa e l’ultimo colpo fu fatale solo perchè deviato dalla sassaiola effettuata da altri manifestanti. In una situazione così movimentata anche un appartenente a reparti speciali avrebbe avuto difficoltà a colpire qualcuno in maniera così efficace, a maggior ragione della casualità e sfortuna/fortuna dell’evento! Anche per questo il carabiniere fù assolto in tutti i gradi di giudizio.

Immagine creata con I.A.

Ma il corpo di Giuliani fù trovato non a 6,4 metri ma tra 1,4 e 1,7 m dal carabiniere e comunque il carabiniere fu crocefisso dai mass media e parte della opinione pubblica anche perchè l’estintore fù fatto passare come un oggetto tutt’altro che pericoloso, ininfluente come fosse una bottiglia di plastica vuota, addirittura simpatico! Quando invece, come sopra dimostrato scientificamente dall’Ing. Broegg (perito balistico forense, ecc) che ringrazio e dal sottoscritto in video, tralaltro usando solo una piccola parte di forza fisica, quindi è evidente e palese quanto sia potenzialmente pericoloso se usato per colpire!

Views: 172