L’Integrazione tra Biomeccanica Marziale, Neuro-Reattività e Tecnologia Balistica: Una Via di Crescita e Sopravvivenza chiamata “TIRO INNOVATIVO”.

Di Biagio De Santis — Istruttore di tiro, armiere e inventore. Immagini IA.

Nella mia ultra cinquantennale esperienza con le armi e professionale ultra trentennale sul campo a contatto con l’ingegneria delle armi, le tecniche d’addestramento e la trattazione giornalistica del settore ho avuto modo di analizzare l’evoluzione del tiro sotto ogni sfaccettatura: da quella puramente meccanica e balistica a quella psicologica e neuromotoria.
Troppo spesso il mondo delle armi da fuoco e quello delle arti marziali tradizionali vengono considerati come due universi distinti, se non antitetici. Da una parte si colloca la tecnologia balistica modernissima, interpretata frequentemente in chiave agonistica, scenica o puramente tattico-operativa; dall’altra si posizionano le discipline orientali del Do, orientate al controllo dell’Ego, alla meditazione dinamica e alla ricerca della pace interiore.
La mia ricerca didattica nasce da un’intuizione fondamentale: l’arma da fuoco moderna non rappresenta la fine del cammino marziale, ma può e deve configurarsi come il suo più potente acceleratore di consapevolezza, presenza e sicurezza interiore.

Nb. Non sono un maestro di arti marziali, spero che non me ne vorranno i maestri per qualche eventuale termine errato e che anzi invito per un eventuale collaborazione evolutiva.

Il Maestro Ueshiba Morirhei fondatore dell’Aikido, a 46 anni dopo un combattimento disarmato contro uno spadaccino armato di katana disse di aver raggiunto una sensazione paradisiaca di pace, armonia, serenità col mondo e con l’universo. Io la ebbi la prima volta da ragazzo con ottenimento di risultati eccezionali con le armi. Nb. Non confondete l’Aikido di Ueshiba con quello spesso addolcito dei nostri giorni.

1. La Dimensione Spirituale del Contatto con l’Arma
Per comprendere la portata di questo approccio occorre fare un passo indietro verso i principi cardine delle arti classiche. Nel Kyudo (la Via dell’Arco Zen), così come nel Kenjutsu tradizionale, l’arma non è mai stata concepita come un semplice strumento di offesa esterno, ma come un catalizzatore di crescita e un’estensione della mente e dell’intenzione (Yi).

Il tiro con l’arco, anche se senza fini filosofici viene insegnato ad alcune forze armate militari tra cui anche i marines USA.


[IL PARADOSSO MARZIALE DELLO STRUMENTO]

DISCIPLINA MARZIALE TRADIZIONALE TECNOLOGIA BALISTICA MODERNA
(Spada, Bastone, Arco Zen) (Arma corta / Carabina)

• Annullamento del margine d’errore • Elevazione del controllo spaziale
• Presenza totale nel presente (Zanshin) • Riprogrammazione neuromotoria rapida
• Controllo del respiro (Kokyu/Tanden) • Riduzione istantanea dello stress

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[SINTESI BIOMECCANICA E NEURO-CENTRICA]
Sviluppo di un’incondizionata calma
interiore e assenza di paura (Fudoshin)

Nelle arti tradizionali a mani nude o con armi bianche, l’assenza di margine d’errore impone uno stato di presenza assoluta (Zanshin). Un istante di distrazione porta all’errore o al colpo subito. L’applicazione della respirazione addominale profonda (Kokyu o Tanden) e la ricerca dell’azione senza sforzo (Wu Wei) servono a placare il sistema nervoso parasimpatico, trasformando la reazione di panico in lucidità. Ma non essendo io un maestro di arti marziali intervengo con il miglioramento estremo della tecnica che con i relativi risultati ben visibili anche confrontando i bersagli precedenti o con quelli di “esperti e campioni” presenti quel giorno sul campo di tiro.
Quando un tiratore impugna un’arma da fuoco, la portata del rischio e della responsabilità balistica cambia scala. Se trattata con la stessa attitudine con cui il maestro di Kyudo affronta l’arco, l’arma costringe l’allievo ad azzerare ogni pensiero parassita. La ricerca della precisione non nasce dal desiderio egoico di colpire un bersaglio, ma dal raggiungimento di un perfetto radicamento scheletrico e di un rilassamento dinamico in cui l’ansia da prestazione si dissolve completamente.


2. Il Concetto Espanso del Ma-ai e del Territorio
Nelle arti marziali orientali, la gestione dello spazio attorno al praticante è definita Ma-ai: la giusta distanza spaziale, temporale e psicologica. Tradizionalmente, il Ma-ai di un maestro si estende per pochi metri (la sfera d’azione di una spada o di un affondo profondo, la cosiddetta Tō-ma).
Nel tiro tattico e operativo la distanza è tempo, e il tempo si traduce in opzioni di sopravvivenza. Estendere la propria bolla di consapevolezza percependo la traiettoria e la gestione dell’intenzione a 200 metri con un’arma corta o fucile a canna liscia con diversi caricamenti (munizioni spezzate o a palla unica), o fino a 400-1000 metri con una carabina, altera radicalmente la percezione della vulnerabilità.
[ESPANSIONE DEL MA-AI]

[Dojo Tradizionale] ──► 3-5 metri (Campo d’azione delle armi bianche)
[Tiro Operativo] ──► 10-50 metri (Distanza d’ingaggio difensivo standard)
[Metodo Biomeccanico]──► 200-400+ metri (Controllo percettivo e balistico integrato)

Questa estensione non serve ad alimentare un’iper-vigilanza paranoica, ma all’esatto contrario: la certezza della propria efficacia riflessa e della capacità di dominio dello spazio annulla la percezione della minaccia. Quando il cervello dell’allievo comprende che la propria struttura corporea e reattiva può gestire la distanza in modo automatico, la paura della sconfitta scompare, lasciando posto a uno stato di profondo Fudoshin (mente immobile e imperturbabile).

RIASSUNTO. Un buon maestro di arti marziali in genere riesce ad avere il massimo controllo attorno a se di circa 4/5 metri di raggio, ho visto un caso in cui una istruttrice donna riusciva a 8 metri di raggio in una simulazione di aggressione armata con pistola soft air e poi a salve riusciva ad eliminarlo due volte con un coltello in gomma a lama marcante senza farsi mai colpire. Quando toccò a me a cercare di colpirla estrassi e sparai colpendola con pistola soft air prima che facesse mezzo passo. Nella realtà i proiettili viaggiano molto più veloci dei pallini soft air… E principalmente il controllo potenzialmente assoluto del territorio a dare una ragionevole serenità, se son buoni 5 metri o 8, figuriamoci 25, 50, 200, ecc.


3. Riprogrammazione Neuromotoria e Didattica Accelerata
Il vero punto di svolta del metodo che ho codificato risiede nell’unione tra la biomeccanica del Karate e del Kung Fu, lo sviluppo delle sinapsi sottocorticali e la riorganizzazione delle posizioni classiche di tiro come le Weaver, Chapman, Cooper, Isoscele e le mie De Santis Precision, De Santis Combat e varianti.
I sistemi classici di addestramento (siano essi marziali o di tiro dinamico-sportivo) richiedono spesso decenni di ripetizioni meccaniche e centinaia di migliaia di colpi per automatizzare il gesto alla perfezione o quasi. Ovviamente a cifre che pochi agonisti e appartenenti a forze speciali possono permettersi.

Bei film ma anche potendo contare su abiti antiproiettile, magari anche mutande antiproiettile di ultima generazione, ma è credibile che un solo uomo principalmente con pistole abbatta oltre 400 killer quasi sempre super addestrati?

Ad esempio nel tiro sportivo d’élite o cinematografico (come la scuola Taran Tactical), si accettano spesso rosate ampie pur di guadagnare centesimi di secondo, compensando il rinculo con una forte spinta muscolare isometrica delle braccia. Nb. Ho citato questa scuola americana non per criticarla, anzi stimo il lavoro di Taran, ma perchè è tra le più famose e conosciute al mondo e di facile visualizzazione su internet per chi volesse documentarsi sulle tecniche più evolute tra quelle più conosciute che io comunque definisco in buona parte superate.

Il problema che si presenta con le odierne più diffuse tecniche e posizioni di tiro è che se eventuali aggressori venissero colpiti come le sagome e bersagli di certi video eclatanti, di fatto molti di loro non subirebbero gli effetti di “stopping power” immediato e anzi continuerebbero a sparare, accoltellare, comunque a combattere per un tempo sufficiente da poter uccidere il protagonista del film. Ad esempio l’attore Keanu Rives per i film Johnny Wick è stato addestrato oltre che da maestri di arti marziali anche da istruttori ex Navy Seal e ex agenti della SWAT di Los Angeles, mentre dal 2° episodio in poi da Taran Butler. Nb. Mai nessun istruttore ex reparti speciali insegna tecniche e tattiche attualmente in uso dai loro ex colleghi ai civili! Solo tecniche e tattiche ormai note o obsolete. Ma al di la della finzione scenica e fantasiose esigenze narrative, se con alcuni fucili “spesso ma non sempre” si riesce ben a compensare la precisione mancante con la potenza, con pistole e revolver non è così anche quando vengono utilizzate munizioni espansive di ultima generazione, diversamente a caccia di cinghiali (l’animale più simile all’uomo per anatomia interna) si andrebbe col 9×19 o col ,45 ACP e non col 7,62×51 o col .300 Winchester Magnum!


Il mio approccio agisce invece da acceleratore sinaptico:

* Dalla Corteccia ai Gangli della Base: Il gesto dell’estrazione e dell’allineamento non viene processato dalla corteccia prefrontale (che richiede analisi visiva e tempo cognitivo), ma viene trasformato in un riflesso propriocettivo sottocorticale.
* Radicamento Scheletrico e Muscolare: L’energia del rinculo non viene contrastata solo dalla forza delle braccia o dei polsi che varia inevitabilmente a ogni colpo creando dispersione ma viene assorbita e scaricata a terra anche dalla catena cinetica e dal centro (Tanden/Hara).
* Democratizzazione della Maestria e Inclusività: Poiché il sistema si basa sull’architettura del movimento e non solo sulla forza atletica pura, permette di ottenere risultati immediati su qualsiasi allievo, inclusi tiratori esperti e agonisti a livello internazionale, principianti e addirittura persone con disabilità motorie, visive o in sedia a rotelle, garantendo loro una completa parità spaziale e operativa. Tutto questo consente precisione chirurgica o quasi anche nel tiro dinamico (in movimento), su bersagli mobili, tiro da veicoli, contro veicoli e a volo anche con pistola e carabina, ecc ecc.


4. Analisi delle Prestazioni: Tiro Sportivo vs. Tiro Chirurgico
Per comprendere l’efficacia di un tuning biomeccanico applicato al tiro, è utile mettere a confronto le due principali filosofie di gestione dell’arma negli ingaggi ad alta velocità.
Parametro Biomeccanico | Tiro Sportivo / Scenico (es. Taran Tactical) | Mia Metodologia Biomeccanica / Chirurgica | Piattaforma primario-motoria | Forza isometrica di braccia e spalle. | Radicamento scheletrico e catena cinetica dalle posture marziali. |
| Sistema di Allineamento | Piena dipendenza e indipendenza visiva dalle mire metalliche o Red Dot. | Pura intenzione propriocettiva e tiro d’istinto (Point Shooting). |Tiro accademico e scherma, applicati con adattamenti al tiro con armi corte a una e due mani. Tiro accademico applicato al tiro combat con arma lunga.
| Gestione della Rosata (ad alta cadenza) | Dispersione ad ampia copertura (15–20 cm) sulla sagoma. | Concentrazione chirurgica (2–3 cm) nei centri neuro-vascolari vitali. |
| Tempo di Reazione Iniziale | Standard agonistico: 1.00secondi – 1.20secondi (Build-up prolungato). | Base didattica immediata dei miei allievi: 0,65 secondi al primo colpo. |
| Ingaggio a Lunga Distanza | Raro con arma corta; focalizzato sul corto raggio sportivo. | Semplificazione del calcolo d’alzo e scatto fino a 200 m con pistola nei più diffusi calibri e pistole d’ordinanza militare e di polizia (9, ,40, ,45). |
| Stato Neurofisiologico | Elevata attivazione simpatica, adrenalina, flusso agonistico. | Dominanza parasimpatica, frequenza cardiaca contenuta, assenza di sforzo. |
Nello scontro reale o nelle situazioni ad alto rischio, un colpo che si disperde sul centro massa senza colpire i centri nevralgici (bulbo encefalico o sistema cardiocircolatorio) non garantisce la neutralizzazione immediata della minaccia. Insegnare a un operatore a stringere la rosata a soli 2-3 centimetri ad altissima cadenza di tiro (double tap o doppiaggio veloce) significa coniugare la massima velocità d’estrazione con la responsabilità balistica totale, azzerando il rischio di danni collaterali e garantendo l’incapacitazione neuro-meccanica immediata della minaccia. Parliamo anche di double tap a 25 m con rosate da 2/3 cm con posizione di tiro De Santis Combat e Precision.

5. Il Muro Burocratico e la Strategia del Cambiamento Istituzionale
Nonostante l’evidenza dei dati cronometrici e balistici, l’inserimento di queste metodologie all’interno dei comandi centrali delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni Militari incontra frequentemente una forte resistenza strutturale.

Questo fenomeno non deve sorprendere né scoraggiare. Le grandi burocrazie statali non nascono per ricercare l’eccellenza prestazionale, ma per tutelarsi dal rischio attraverso la standardizzazione del basso profilo. Riconoscere che un’impostazione biomeccanica e sviluppo sinaptico possa far raggiungere a una recluta un tempo d’estrazione della pistola da fondina di 0,65 secondi in pochi minuti di istruzione e una rosata chirurgica in poche ore (da una a tre) mette in discussione decenni di protocolli tradizionali e l’autorità dei quadri addestrativi interni, soprattutto quando gli allievi non strappano più i colpi sul bersaglio sin dal primo sparato! Scusate se è poco… E chi sa quanti aggrediti da coltello si sarebbero sarebbero salvati…
Le classiche obiezioni burocratiche si articolano solitamente su tre argomenti difensivi:
* “Andare così veloci è pericoloso” — Omettendo che la pericolosità nasce dalla tensione muscolare e non dal riflesso automatico fluido.
* “La precisione estrema non serve sul campo” — Ignorando le implicazioni legali e umane dei proiettili vaganti in ambienti urbani o affollati.
* “È uno spreco di energie addestrative” — Sottovalutando il fatto che l’ottimizzazione neuro-motoria richiede meno sforzo fisico e meno consumo di munizioni rispetto al tiro da saturazione tradizionale. E comunque Il TIRO INNOVATIVO, è strutturato anche con molti allenamenti pratici senza sparare, sia con che senza armi.


La Strada per la Validazione e il Riconoscimento
Per superare queste barriere e fare in modo che questa sintesi tra scienza delle armi e filosofia marziale diventi patrimonio condiviso, la strategia non deve passare per la persuasione dei vertici burocratici, ma per un percorso di divulgazione scientifica, editoriale e dal basso. Purtroppo queste vie ideali sono difficili da percorrere per vari motivi che qui di seguito vi commenterò evolvendolo nella sua forma attuale che ho chiamato anni fa “TIRO INNOVATIVO”.

Purtroppo un PERCORSO DI DIFFUSIONE E VALIDAZIONE con CODIFICA E SAGGISTICA TECNICA necessiterebbe di pubblicazione di manuali e trattati di biomeccanica applicata al tiro, ma farlo significherebbe portare alla pubblica conoscenza tecniche di tiro anche alla conoscenza di criminali e terroristi. Mentre una CERTIFICAZIONE SCIENTIFICA E NEUROLOGICA è fattibile anche con validazione dei dati cronometrici e neuromotori tramite Centri Universitari o di Medicina dello Sport, ma sono esperimenti costosi e per giunta, erroneamente di poco interesse in Italia che anzi vengono osteggiati per ragioni ideologiche. Comunque come ho già scritto in passato, uno “shoot timer” e una telecamera li abbiamo tutti sui nostri smartphones per poter fare confronti ed avere risconti obiettivi immediatamente. FORMAZIONE ATTRAVERSO SINDACATI DI FORZE DI POLIZIA E POLIGONI PRIVATI: organizzazione di seminari d’aggiornamento per gli operatori che cercano sicurezza a proprie spese.Cose già fatte, addirittura in 2 casi fui prescelto come istruttore e direttore di tiro presso 2 dei poligoni indoor privati più moderni d’Europa. Mentre in genere le armi come argomento non interessano moltoai comandi delle forze di polizia, ma a quei pochi ci penseranno i soliti “espertoni” o altri istruttori gelosi (o narcisisti) a sconsigliare di frequentare un differente metodo di formazione. Nulla gli importa se poi alle prove di tiro obbligatorie chi usa le mie tecniche non solo non mette un colpo fuori zona punti ma addirittura spara abbastanza velocemente nell’area centrale del bersaglio al punto che il doppiaggio dei colpi nei fori precedenti rende difficile se non impossibile il conteggio.


Considerazioni Finali

Come nelle arti marziali esistono tanti stili e varianti, il mio metodo “TIRO INNOVATIVO” è concettualmente come il Jet Kune Do di Bruce Lee, Kapap/Krav Maga (quelli veri), le MMA e come loro sempre in evoluzione e aggiornamento, sebbene il TIRO INNOVATIVO, risenta tecnicamente dell’influenza del karate e poi del kung fu può trovare facile apprendimento anche praticanti di altre arti marziali o scuole di combattimento. Dal TIRO INNOVATIVO poi nasce all’inizio degli anni 2000 il FIGTH NO SHOOT che sono tecniche di combattimento con armi ma possibilmente usate senza sparare, cosa molto utile in situazioni ove si vuole o si è costretti oltremodo non sparare.
Il percorso che ho tracciato in questi anni come armiere, consulente per forze di polizia e militari, consulente per periti balistici, giornalista e istruttore, ecc dimostra che la vera sicurezza non risiede nel potere distruttivo dell’arma o nell’aggressività dell’atteggiamento, ma nella padronanza assoluta del gesto e della mente.
Trattare l’arma da fuoco moderna come un catalizzatore di presenza, liberandola dai formalismi rigidi del passato e dalle superficialità dello spettacolo sportivo, permette di restituire al tiro la sua veste più alta: quella di un’efficacissima disciplina di autodifesa, di responsabilizzazione balistica e di profonda serenità interiore. Quando l’allievo domina la distanza (controllo del territorio), abbatte i tempi mortali di reazione e cancella l’ansia dalla propria mente, non ha più nulla da dimostrare e ragionevolmente quasi più nulla da temere (chi realmente non teme nulla è pazzo). In quel momento, la tecnica si trasforma in vera pace interiore, livello raggiungibile normalmente in decenni o addirittura mai da grandi praticanti di arti marziali ma potenzialmente raggiungibile in pochi giorni o mesi grazie all’utilizzo delle armi con il TIRO INNOVATIVO.

Chi volesse iniziare un percorso formativo come allievo o istruttore può contattarmi per informazioni, ovviamente senza impegno al 388 4017979

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