di Biagio De Santis (istruttore di tiro, safety officers, armaiolo, consulente armiere, ecc)
La tanto attesa Glock di sesta generazione seppur con tante piccole novità non rivoluzionerà il mercato delle armi corte, ne raggiungerà i livelli innovativi di alcune altre ditte militari come Sig, Beretta, ecc armi con telai modulari. Ma questo non toglie che sia un arma valida e per molti questa prerogativa di semplicità e robustezza le fa preferire.

In pratica le Glock han dovuto evolversi con dei miglioramenti ergonomici e strutturali non perché la 5^ generazione fosse invenduta o superata dalla concorrenza, di fatto non lo è nonostante un certo calo delle vendite, ma invece per via di una minaccia legale che metteva a rischio il totale mercato americano per la casa austriaca.
Lo stato della California patria dei movimenti pacifisti e antiarmi a livello mondiale a causa di alcune Glock modificate illegalmente per il tiro a raffica e utilizzate specialmente da bande e gang criminali, la aveva minacciata che, se non fosse intervenuta in modo tale da rendere tali modifiche impossibili e/o che non fosse più possibile montarvi componenti ad hoc per trasformarla per l’uso a raffica (cosa severamente punita in Italia). Per questo la 6^ generazione nasce dalla modifica della 5^ nel sistema di scatto e a quel punto tanto valeva fornirla di altre migliorie e ammodernamenti. Un po’ come accade nel settore automobilistico, ma non sono solo delle varianti fatte su modello precedente, ma un vero e proprio nuovo modello; quindi, una nuova serie o generazione che dir si voglia. Ma faccio notare che sia stata solo l’ennesima azione politica “anti armi” visto che la controllabilità nel tiro a raffica è talmente pessima nella precisione che nella pratica è ben più letale un arma semiautomatica normale con 1 o 2 colpi veloci e ben assestati che 20 colpi sparpagliati. Se le gang californiane le usano è principalmente per fare scena, del resto la Glock 18, cioè l’unico modello prodotto a raffica non viene quasi mai adottata da militari, ma nemmeno da reparti speciali di polizia.
Ci sono molte piccole modifiche e variazione ma questo non stravolge l’arma, che rimane comunque concettualmente una Glock, ma le differenze ci sono. Si vedono e soprattutto si sentono. Ma non è nulla di incredibile o di rivoluzionario, tra i molti che sparano al massimo “3 volte l’anno” neanche saranno in grado di apprezzarne le nuove peculiarità, così come ci sarà chi continuerà a preferire una delle generazioni precedenti. Soprattutto la 3^

A questo punto potete smettere di leggere l’articolo o proseguendo con la lettura… per conoscere le piccole novità in questa arma che purtroppo nemmeno il sottoscritto ha avuto ancora la possibilità di esaminare di persona perché sarà immessa sul mercato americano dal 20 di gennaio 2026 con i modelli i G17, G19 e G45. Al momento non si sa ancora quando la nuova generazione arriverà in Europa visto che in genere le priorità di consegne sono rivolte al mercato statunitense.

Innanzitutto, i pezzi di ricambio e assistenza per le vecchie generazioni saranno assicurati come con le precedenti innovazioni, il prezzo sarà allineato alla 5^ generazione.

- A prima vista saltano all’occhio gli appoggia indice zigrinati, che facilitano la sicurezza nel maneggio, ma si sa che la maggioranza degli utenti la useranno invece come appoggia pollici per la presa (tecnica di impugnatura) in stile Enos-Letham che è la più diffusa al mondo nel tiro dinamico sportivo (pollice della mano debole posto in avanti).
2. La texture dell’impugnatura consente sicuramente una buona presa, ma bisogna vedere come se la caverà nella pratica non solo nello sparare ma anche nel porto occulto a contatto con i vestiti, comunque sembra ben fatta. La superfice della texture è più estesa come nell’area destinata al pollice che impugna l’arma.

3. Le fresature sul carrello sono rastremate, migliorano un po’ la presa rispetto a quelle tradizionali presenti sulla 5^ generazione e in teoria dovrebbero essere meno abrasive sulle fondine. In pratica sono delle finezze ma che solo pochi sapranno apprezzare.
4. L’elsa è più larga, permette una presa migliore e un po’ più in alto rispetto all’asse della canna. In genere si traduce in un maggior controllo dell’arma.
5. Il grilletto è di forma piatta, forma che è stata già apprezzata su grilletti aftermarket piaciuta principalmente dai tiratori sportivi.
6. La circonferenza tra elsa e grilletto è stata ridotta, questo non solo favorisce utenti con mani piccole, personale di polizia femminile incluso. Ma generalmente migliora anche la trazione sul grilletto.
6. L’impugnatura risulta più arrotondata e bombata, riempie meglio le dita, pieghe palmari e il palmo della mano, il che si traduce in una maggiore stabilità di presa.
7. L’hold open (sgancio del carrello) è maggiormente protetto dall’uso involontario e urti.
8. Il ponticello/paragrilletto è stato ottimizzato nella parte inferiore nell’intento di migliorare la presa.
9. La parte anteriore dell’impugnatura è arrotondata e nella parte di congiunzione del ponticello risulta più alta, questo consente una presa più vicina all’asse della canna che in abbinamento con l’elsa maggiorata riduce e favorisce il controllo del rilevamento.

10. Il sistema “Optic Ready” è stato cambiato per favorire un montaggio delle ottiche a punto rosso più in basso in modo per ridurre la parallasse tra punto di mira e asse della canna. Anche se le differenze non sono grandi sono comunque apprezzabili, riducendo la differenza di punto d’impatto rispetto alla taratura quando si spara a distanze superiori o inferiori. Quindi meno cm di differenza al variare delle distanze. Il sistema di montaggio è stato riprogettato per avere viti più grandi e robuste ma anche per non far interferire i collanti frena filetti con i componenti destinati alla percussione nel caso che il montaggio non fosse eseguito ad hoc. La piastra protettiva montata in assenza di ottica è in polimero, questa in sostituzione del solito acciaio alleggerisce leggermente la massa del carrello, quindi il peso. C’è da augurarsi che sia di buona qualità per non incorrere negli stessi problemi che afflissero anni fa le Walther PPQ.
11. L’estrattore è differente, quindi almeno in teoria più robusto e affidabile ma con una molla più corta.
12. Asta guida molla di recupero semplice, cioè con una sola molla, senza ammortizzatori di rinculo, ecc. Ma volendo si potranno trovare nell’aftermarket. Comunque, differente dalla precedente generazione 5.
13. La canna non è volutamente compatibile con la 5^ generazione ma dovrebbe aver ripreso da lei tutte le sue buone caratteristiche di alta qualità.
14. Fondine e caricatori sono compatibili con la 5^ generazione.
15. L’ergonomia della impugnatura pare sfavorire lo sgancio involontario del caricatore.

Si immagina che il futuro delle nuove Glock sia nel sistema modulare, ma ancora oggi la casa austriaca rimane fedele al telaio monoscocca, scelta che comunque piace ancora a molti esperti e sinceramente non interessa a tanti. Esistono dei parallelismi con il settore automotive, ad esempio la Sig P320 è paragonabile al telaio a longheroni dei fuoristrada e le Glock al telaio monoscocca dei SUV. Esistono vantaggi e svantaggi da entrambe le due filosofie sia costruttive industriali che pratiche nell’uso.

Le sconfitte nel settore militare come, ad esempio, contro la Sig in USA e Svizzera hanno mostrato come la modularità, il prezzo dell’arma, i costi gestione negli anni anzi nei decenni hanno fatto sì che anche quando la Glock viene preferita da una parte di poliziotti e militari, ad esempio come accadde nella lunga diatriba con i Marines americani che non volevano rinunciare alla austriaca modello 19 (compatta), ma alla fine dovettero arrendersi alla uniformità di tutte le forze armate. Ma questo vale quando si ha a che fare con grandi numeri, non pochi come un piccolo corpo di polizia locale.
Con questa ultima generazione ricca di dettagli che complessivamente la migliorano e vanno, almeno nelle intenzioni a raggiungere o a superare la concorrenza nel difficile mondo delle armi ad uso militare, difesa e polizia fanno si che la regina delle polimeriche possa ancora competere per il trono.


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