
di Damiano Mastroiaco
(esperto oplofilo, pubblicista del settore armiero).

Tempi vili e menzogneri i nostri, beffeggiatori tenaci di ogni umana dignità, ma che tuttavia stanno ridestando quello “spirito”, fra pura passione e agonismo, che tanti anni fa aveva indotto gli infervorati che eravamo a varcare la soglia del Tiro a Segno Nazionale.
E fu proprio in quella prima sezione, sempre nel cuore di noi tutti, che incontri e circostanze definirono la stirpe di cultori alla quale ognuno sarebbe appartenuto per la vita: arma lunga o corta, revolver o automatica…
Campioni più o meno umili, o illusi eroi del week end.
Revolver e altri ritorni
Questi sono anche i tempi del “chi si rivede”: avremmo mai sospettato che dopo la pluridecennale ubriacatura polimerica e bifilare fatta di “wondernine” e non “nine”, ci saremmo ritrovati a rimpiangere i pochi, poderosi, precisissimi colpi di un revolver? Eppure…
Eppure il mondo dei revolveristi non ha mai mostrato tanta fierezza: idealmente eredi del signorotto che prima di ritirarsi “nelle proprie stanze” contemplava l’ultima coppia di pistole da duello scaturite dai paradisi artigiani di Manton, di Le Page a Paris, di Aury a Saint’Etienne, gl’innamorati di quell’ammasso d’acciaio e orologeria che è il revolver, possono godere da qualche anno i favori di una federazione di Tiro Dinamico (lo sa il Diavolo e pochi intimi se vorrei chiamarlo “Pratico”) specificamente orientata all’arma corta “a rotazione”.
La I.C.O.R.E., International Confederation Of Revolver Enthusiasts, nasce nel 1991 ad opera di Mike e Sharon Higashi, col dichiarato intento di fornire, agli amanti del revolver in ogni declinazione, un’area di esercizio ludico e agonistico il più possibile esclusiva.
Le sfide che attendono l’appassionato comprendono bersagli metallici “a scomparsa” e fissi, bersagli mobili, stage peculiari e un bersaglio cartaceo specifico, noto come NRA-D1, se voleste comprarvene una risma.

Divisioni
Open
Consentiti mirini ottici e sistemi di compensazione di rilevamento.
Limited
Nessuna delle modifiche consentite nella Open.
Limited 6
Stesse caratteristiche della Limited, ma solo tamburi da 6 colpi.
Classic
Stesse caratteristiche della Limited, con in più il divieto di modifiche alla canna, di aggiunta di pesi alla canna stessa, di aggiunta di pesi all’impugnatura.
Consentiti solo gli speed loader convenzionali. Vietate le “moon clip”.
Big 6
Istituita per l’anno 2025, resta da decidere se la divisione sarà confermata; stesse caratteristiche della Limited, ma per i soli revolver di calibro uguale o superiore al .40 e “power factor” minimo di 155: una provvidenziale occasione, per i tanti possessori di revolver in .41, .44 o .45Colt, di mostrarsi in piena luce e finalmente sfoggiare in gara i propri gioielli.
Con un occhio di riguardo ai non ricaricatori, ma anche ai principianti assoluti, la I.C.O.R.E. ha istituito una particolare categoria, riservata ai revolver in calibro .22lr, denominata “I.C.O.R.E. Rimfire Match”, composta di stage propri e variabili adeguate alle caratteristiche delle armi in .22lr.
In buona sostanza, la I.C.O.R.E. ha incorporato elementi revolveristici IPSC, Steel Challenge e Bianchi Cup, senza rinunciare a strizzare l’occhio al romantico universo del Tiro Western: sul regolamento, scaricabile in pdf, troviamo indicazioni su posizioni prone, in ginocchio, stage con sola mano forte/debole.

Jerry Miculek

Tirare in ballo il texano Jerry Miculek non significa evocare banalmente un modello di “longevità agonistica”, ma riferirsi a una vera icona del Tiro Dinamico mondiale, al “guru” attuale dell’action revolver.
Classe 1954, Miculek è tutt’ora attivo in discipline che vanno dal “3-Gun” allo Speed Shooting, passando per l’IPSC Rifle Shooting.
Indimenticabili i record mondiali detenuti: 12 colpi di revolver con tanto di ricaricamento rapido in 2.99 secondi, e la spettacolare performance in cui tirò sei colpi con un Barrett M107 .50Browning in .98 secondi…
In ambito I.C.O.R.E. Jerry Miculek ha collezionato 21 titoli mondiali dal 1993 al 2013 nella sola divisione Open, alternandoli con titoli altrettanto prestigiosi in tutte le altre federazioni.
In veste di armaiolo “preparatore”, Miculek si è poi fatto valere collaborando a modelli di derivazione Smith & Wesson, come il Performance Center 327WR in 9 Parabellum: già un classico nella “Open” I.C.O.R.E.

Che la I.C.O.R.E. debba moltissimo all’ormai leggendario Miculek è fuori di ogni dubbio: suo è il merito di aver sottratto l’idea stessa del revolver a un destino che ci sembrava segnato, fatto di iscrizioni ai tornei IPSC e IDPA esigue al limite del folkloristico e di ostili, non costruttive nostalgie.
Secondo me.
Benché la sensibilità generale sia certa che esistano ormai più discipline che praticanti, nel Tiro Dinamico non tutto è stato ancora detto: manca, per fare un esempio fra tanti, una gara che riconnetta i revolver da più di quattro pollici alle procedure di stretta autodifesa in stile IDPA; secondo me (che poi sarei io) un’occasione che la I.C.O.R.E. dovrebbe cogliere al volo, magari istituendo una divisione pensata allo scopo.
Saremo lì a goderci gli sviluppi: la I.C.O.R.E. è una realtà ormai consolidata in Paesi “chiave” quali Filippine, Tailandia, Malaysia, Canada, Italia, Australia, Germania, Sudafrica, Malta e che ci crediate o no, Gran Bretagna.
Chi attappa?…
Damiano Mastroiaco
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