di Biagio De Santis (istruttore di tiro, armaiolo abilitato per armi comuni e militari, restauratore).
Il tiro utile di una pistola full size militare (dimesioni grandi) come ad esempio una Beretta serie 92/96/98 con canna da 125 mm, una Glock 17/22 con canna da 114 mm, Colt 1911 (e moderni cloni bifilari) il tiro utile indicato dalle forze armate è di 50 metri o yarde. Nb. le Beretta sono indicate su Wikipedia tra i 30 e i 50 m, le Glock tra i 50 e 100 m, 1911, Sig P210 e Sig P320, FN FIVE Seven il tiro utile è di 50 m.. Ma Wikipedia essendo una enciclopedia con milioni di collaboratori presunti esperti non è affidabile al 100%, lo so, anche io collaboro con loro e delle volte, in passato son dovuto intervenire in alcune correzioni o implementazioni. Ad esempio Le Glock sono indicate come tiro utile tra i 50 e i 100 m. massimi, mentre invece questo può valere anche le altre armi citate, in pratica sono balisticamente equivalenti perchè le canne con passo di rigatura poligonale sebbene più corta nella Glock imprime al proiettile velocità equivalenti a quelle tradizionali più lunghe 127 mm. Comunque la balistica cambia poco e spesso conta di più la lunghezza delle mire, scatti ed ergonomia. Così come cambia poco nei calibri d’ordinanza d’eccellenza, cioè il 9×19 (9×21), .40 S&W, .45 ACP, 5,7 FN sono in pratica equivalenti in termini di precisione sul bersaglio, così come anche le armi. Non per nulla le forze armate come quelle statunitensi fino a qualche anno fa venivano addestrate al tiro fino a 50 m. Oggi si è scesi a 25 metri, cioè 25 yarde (22.86 m.) per i militari americani, 15 per gli italiani e molti altri eserciti in genere. Ma se per un soldato la pistola è l’arma secondaria da usare quando l’arma principale si è inceppata o in ambienti particolarmente ristretti come all’interno di abitazioni, tunnel, veicoli, ecc. Proprio per questo gli statunitensi hanno adottato le Sig M17 (P320) canna da 120 mm. con caricatori da 21 colpi quindi ben adatta ai 50 m e oltre, mentre abitualmente portano 9 caricatori contro i 7 prescritti = 189 colpi. Con un tale volume di fuoco, se al riparo, possono prolungare il tiro per tenere lontani i nemici almeno una trentina di minuti in attesa dei rinforzi.

Eppure virtuosi del tiro sono in grado di colpire sempre il disco del bersaglio del target di pistola standard (diametro 20 cm) a 100, ancora più virtuosi abbastanza spesso a 150/170 m, con molta difficoltà a 200 m colpiscono un bersaglio da 50 cm, ma ripeto stiamo parlando di virtuosi del tiro e per ginta tra i rarissimi specializzati nel tiro balistico a livello superiore di tanti campioni sportivi, se volessimo fare un confronto calcistico e come se parlassimo di titolari della nazionale et similia. Comunque a 200 m si comportano balisticamente esattamente come i mitra e pistole mitragliatrici che però ai 200 m. suppliscono alla pessima precisione intrinseca grazie al tiro a raffica, tanti colpi e al calciolo. Nb. In genere i migliori tiratori militari moderni quando armati di un mitra ritengono il tiro utile da posizione in piedi di 75 metri e non di 200, questo perchè le moderne scuole militari e di polizia dicono che non serve insegnare a sparare bene così lontano… Mentre per i fucili d’assalto sempre da posizione in piedi con munizioni 5,56 e 7,62 NATO 100m sarebbero già molti, qualche sniper ci riesce fino a 150! Ma si deve dar retta alle scuole “moderne” ove il tiro in piedi senza appoggio non dovrebbe superare i 100 m, anzi sempre e possibilmente addestrare a sparare da posizione a terra o comunque in appoggio oltre i 100 m. Per fortuna che ci sono delle eccezioni… Una volta si tirava in piedi anche a 300 metri!


Comunque fino a 10/15 anni fa l’US Army faceva allenare i suoi soldati fino a 50 yarde ma sparando da posizione a terra, oggi fino alle 25 y. Mentre l’esercito svizzero dismesso ormai da decenni il tiro a 50m lo mantiene come competizione sportiva tradizionale generalmente tra i riservisti.


Ma torniamo alle pistole, a circa 150/170 m le munizioni standard NATO 9×19 diventano subsoniche e si destabilizzano, ma le .40 lo diventano prima e 45 lo sono sempre comunque tutte e 3 si equivalgono nella pratica anche se la parabola discendente obbliga a mirare ben più in alto del 9 che con gli ultimi 2. Il 5,7 FN invece risulta più facile da sfruttare sia a 50 che a distanze superiori sia per il poco rinculo e rilevamento che ben influscono positivamente sullo stress da sparo che sul basso rilevamento che consente meglio degli altri di rimanere in mira e memorizzare meglio tutta l’azione di sparo.

Ovvio che se si usa un metodo soprannominato “metodo della NASA” per insegnare agli scimpazè ad andare nello spazio per eseguire azioni in una navetta spaziale, con questo metodo se applicato nei poligoni di tiro tutti gli esseri umani o quasi saprebbero sparare in modo buono ma alcuni anche in modo eccezionale. Questo metodo consisteva già negli anni 50 e 60 nell’invogliare le scimmie ricompensandole con banane e altri cibi succulenti a ripetere determinate operazioni nei comandi del satellite finchè non imparassero. Ovviamente l’istruzione era elementare e basata non sul linguaggio ma sull’esempio e le scimmie alla fine divenivano molto brave anche se a volte occorreva che una azione venisse ripetuta un milione di volte in mesi o anni, nei casi peggiori anche 2 o 3 ma anche 5 milioni di volte. Si, lo so he ci sono addestratori da circo che sono molto più bravi e ci sono anche scimmie più capaci di altre, ma questa storia mi è stata raccontata così ed io così la racconto. Quindi è su questo principio molto costoso che si basa in buona parte il metodo istruttivo e di formazione statunitense, sia per attività militari, sportive, ecc di fatti altre nazioni con minori capacità economiche utlizzano altri sistemi didattici più teorici. L’ideale è abbinare molta teoria con molta pratica, ma in genere un ottima teoria e poca pratica possono battere il costosissimo cosiddetto sistema della “NASA”… A me a volte vien da ridere vedere i video di certi istruttori mostrare virtuosismi che però sono in grado di eseguire solo grazie ai tantissimi colpi sparati, di fatti non mostrano mai i risultati ottenuti dai loro allievi, perchè in un corso di tiro di un giorno non vi riuscirebbero salvo con molta fortuna in alcuni tipi di esercizi, mentre in altri non sarebbe proprio possibile nemmeno in una settimana sparando 1000 colpi al giorno. Considerate che il grande Jerry Mickuleck in una intervista raccontò che i suoi successi erano dovuti al suo durissimo allenamento: era il primo ad andare al poligono e anche l’ultimo ad uscire. Successivamente girò anche un video auto ironico ove lo si vedeva andare nel suo campo di tiro con una cariola piena di munizioni. Ovviamente non si diventa un Mickulek solo sparando come ha fatto lui 2 o 3 milioni di cartucce nella sua lunghissima carriera, occorre anche tecnica, strategie di gara e un grande impegno fisico e mentale da atleta. Grazie a tutto questo alla fine è anche riuscito a colpire un palloncino a 1000 metri stabilendo un nuovo record, usando un revolver calibro 9×19 ! Ovviamente fornitogli da uno dei suoi numerosi e danarosi sponsor. Facendo un confronto calcistico sarebbe già oltre un Messi o un Ronaldo. Negli anni 80 Rob Letham fu il primo campione mondiale di tiro dinamico ad essere sponsorizzato con oltre 1 milione di dollari all’anno, in Italia invece siamo alla fame o alla frutta con solo pochissimi campioni sponsorizzati, in genere con armi, accessori, prodotti per ricaricare le cartucce e qualche rimborso spese. Mentre nel tiro a volo le sponsorizzazioni ad esempio di atleti olimpici Beretta arrivano anche a 2 o 3 milioni di euro per 4 anni, oltre a molte “cariole” di munizioni…
Io raramente ho avuto modo di sparare con arma corta fino a 200 m, pochi colpi e non ho potuto sparare oltre, sempre alla stessa distanza col mio metodo di istruzione “Tiro Innovativo” con specializzazione al tiro parabolico con pistola a 2 mani ho istruito e formato pochissime persone selezionate tra cui degli istruttori di forze armate e tutti hanno imparato a farlo in meno di 5 minuti di teoria e entro i primi 5 colpi, tutti hanno colpito i loro bersagli a 200 metri! Ovviamente erano già buoni tiratori a 25 m! Così come quando ho fatto provare a tirare pochi colpi a 50 e 75 m senza istruzioni specifiche dei miei allievi guardie giurate che avevano appena superato le prove di tiro obligatorie periodiche a 10 m. Pur senza fare centro colpivano facilmente le sagome rendendosi anche conto sia della difficoltà senza apposita pratica che della pericolosità balistica che hanno le munizioni, visto che negli anni precedenti nessun istruttore istituzionale gli aveva insegnato che un proiettile calibro 9×19 non solo è ancora ben preciso a 50 m. ma in tiro parabolico è potenzialmente pericoloso anche fino 1000/2000 metri! Quindi, citando loro commenti spontanei non si sarebbero mai improvvisati a tirare oltre i 15/20 metri in caso di conflitto a fuoco, ne a sparare a casaccio in caso di fuoco di copertura o colpi intimidatori in aria senza le dovute accortezze di sicurezza che gli insegnai. Questo perchè si erano resi conto per la prima volta della reale potenziale pericolosità dei proiettili! Purtroppo è difficile incontrare degli allievi che vogliono andare oltre gli standard estremamente limitanti spendendo di tasca loro 15 euro per un altra scatola di cartucce…


Nb. Nella discipline sportive a 50 m o 50 yard (45,72 m) i calibri 9×19, .40 S&W (10×22), .45 ACP (11,5×23) non sono molto apprezzati, tra i 3 il migliore come precisione è il 9×19, ma gli agonisti ad esempio nella specialità sportiva della “Bianchi Cup” preferiscono il .38 Super Auto (9×23) o il 9×21 ricaricato con altezza totale equivalente al .38 S.A. quindi con la stessa quantità di polvere o quasi. Ovviamente con armi da competizione il .38SA otterrà rosate da meno di 30 mm, il 9×19 meno di 40/50 mm circa. Addirittura gli svizzeri con le loro Sig P210 nel tiro ad una mano preferivano il 7,65 Parabellum (che ha l’altezza massima del 9×19 ma con diametro minore). Ebbene si, la vecchia 7,65 P. con bossolo a bottiglia è intrensicamente più precisa del 9×19. Solo per una questione di “Stopping Power” i calibri inferiori ai 9mm sono stati abbandonati da tempo, mentre quelli inferiori sono tornati in auge come il 5,7 FN, il 4,7 H&K, il 7,62 Tokarev con munizioni a proiettile o ogiva perforante, cosa preferibile rispetto ai più grandi perchè dotati di minor sezione e maggior velocità propprio per aumentare le capacità perforanti.
Quì però stiamo parlando di tiro a 2 mani, il tiro militare a 50 m per secoli è stato insegnato e praticato ad una sola mano! Si, anche con rivoltelle (sparando in singola azione) e pistole monocolpo ad avancarica! Se provaste le armi ad avancarica, ovviamente a canna rigata vi sorprendereste quanto sia facile spararci bene soprattutto per la particolare ergonomia e scatti meccanicamente semplici ma fantastici. Tirare ad una sola mano è più difficile? Si, più difficile, ma si insegnava il tiro accademico! Oggi il tiro accademico, cioè quello divenuto olimpico è stato destituito anche con le armi lunghe già da decenni dal tiro militare che di polizia, oltre che difensivo e questo è un errore gravissimo! Perchè in molti casi si andrà ad utilizzare per necessità o per costrizione una sola mano. Quindi non è una scelta. Ogni volta che qualcuno mi ha detto che non è così gli ho dimostrato il contrario con esempi pratici e reali di cui ho già parlato e riparlerò.
Concludendo: si devono fare distinzioni tra il tiro “facile” che sono i 5/7 metri (e comunque certi non sparano bene neanche la) e quello necessario. Si, ci sono persone imbranate nello sparare e non andrebbero arruolate, ma essendo riuscito a far sparare decentemente bene pure persone con handycap gravi, semi ciechi,in carrozzella, ex militari con traumi da esplosione, senza alcune dita, vecchie vedove, ecc mi chiedo come sia possibile che certi istruttori non riescano a far sparare molto bene neanche persone sane e giovani. Ma chi li forma e colloca nel ruolo degli istruttori?
Il tiro militare e di polizia andrebbe insegnato ancora dagli 0 ai 50 m. Le solite risposte: non serve, è impossibile, è pericoloso, è illegale (assolutamente falso), ecc. Spesso nascondono solo le incapacità degli istruttori o delle istituzioni che li ospitano, peggio ancora è quel magistrato accusante o giudicante che condannerebbe chiunque si difenda sparando più lontano di 7 metri… perchè secondo già a quelle distanze non saresti in pericolo di essere colpito! Qualunque vero esperto di tiro sa chè è ben pericoloso. Ma poi se gli chiedi perchè è giunto a quella decisione giudicnte in genere la risposta gliela hanno data i pessimi istruttori di cui sopra… a cui si è affidato per la consulenza. Con certi consulenti tecnici non ci si deve stupire più di tanto dell’andamento della giustizia italiana.
La cosa ironica che nel tiro militare e di polizia ma anche nel tiro difensivo il tiro a contatto o a pochi metri sebbene sia importante quanto il tiro a maggiore distanza e posso garantire che quasi nessuno alla prima prova ha mai sparato bene, anzi spesso, anche il 25% si sono pure rifiutati di sparare! Così come il 75% si è rifiutato di sparare al busto della sagoma mentre la teneva ferma con l’altra mano per l’angolo superiore simulante la spalla! Purtroppo quello che dovrebbere essere uno standard addestrativo per mia esperienza è in realtà uno degli spartiacque su chi potrebbe portare un arma indossando una divisa. Comunque quasi nessun istruttore per polizia e difesa al mondo insegna a sparare a meno di 5 metri e sempre pochissimi oltre i 15 metri! Ma non è sempre colpa degli istruttori perchè devono seguire dei protocolli, procedure, ordini, ma anche di tempo e di denaro e le forze di polizia e militari ne hanno sempre poco e capita pure che le infrastrutture quando non fatiscenti possono non essere adeguate per dimensioni e/o requisiti di sicurezza e se poi l’allievo si fa male o causa un incidente la colpa, fosse anche di una scheggetta di legno in un dito, ricadrà sull’istruttore in divisa, dovrà risarcire i danni e venir punito.
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