AUTO DI SERVIZIO COME ARMA?

di Biagio De Santis (istruttore di tiro, esperto in infortunistica stradale automobilistica, investigatore privato, ecc). Aggiornamento del 23.07.25.

Nb. Questo articolo non è un incitamento alle forze di polizia et similia ad investire criminali, speronare veicoli in fuga, veicoli in attacco o in agguato. Ma se non ci fosse altra soluzione, quindi parliamo di extrema ratio ma bisogna saperlo fare beneper avere minori rischi e pericoli per se e gli altri.

“Con tutti i problemi che hanno le forze di polizia ci manca che abbiano problemi anche ad utilizzare l’auto di servizio come arma o che vengano accusati di ciò. E’ di recente accaduto che i carabinieri del noto caso Ramy, dopo essere stati assolti per non aver tamponato i due giovani inseguiti in ciclomotore, adesso sono indagati di averli inseguiti a distanza “troppo” ravvicinata… Bhe se nel caso del sorpasso non esiste la distanza di sicurezza, lo stesso discorso vale per gli inseguimenti visto che l’obiettivo è innanzitutto di non farsi seminare, possibilmente sorpassarli/affiancarli e indurli o costringerli a rallentare e fermarsi. Purtroppo in Italia non c’è una legge specifica su questo per regolamentarlo come invece si dovrebbe. Ad esempio negli USA, in pratica non fai servizio di polizia in autopattuglia se non sei anche capace di speronare un veicolo per fermarlo, per questo occorre un apposito corso e ovviamente del coraggio che comunque si apprende grazie all’allenamento. Questo corso insegna anche le apposite procedure, chiare ed inequivocabili da poter utilizzare e quindi non avere problemi legali nella loro giurisdizione.

Il termine inseguimento stando alle enciclopedie più diffuse ha come sinonimi più frequenti anche tallonamento e pedinamento. Se il tallonamento indica proprio il contatto ravvicinatissimo al punto tale da pestarsi i talloni, il pedinamento invece un inseguimento generalmente in incognito (solitamente fatto a piedi) a distanze variabili per non allarmare l’inseguito. Comunque l’inseguimento di polizia, militare, di caccia standard, sport vari, cioè fatto in modo palese ed evidente ha come scopo la cattura, l’uccisione, l’arresto, l’intrappolamento della preda. Quindi parlare di distanza di sicurezza in inseguimento di polizia in linea di massima o come regola non solo è ridicolo ma anche un favoreggiamento al crimine perchè si favorirebbe la fuga.

Da Google: La distanza di sicurezza si calcola approssimativamente dividendo per 10 la velocità in km/h e moltiplicando il risultato per se stesso (elevandolo al quadrato). Quindi, per esempio, se si viaggia a 50 km/h, la distanza di sicurezza sarebbe di circa 25 metri (50/10 = 5, 5 * 5 = 25).  Su strada bagnata anche il doppio della distanza può non bastare.

Esempio di esercizi con autovetture su “sagome umanoidi” 3D in cartone leggero o materiali che comunque non danneggino i veicoli. da usare una sola sagoma alla volta.

25 metri in città significa farsi seminare facilmente… Già quando si segue ad esempio un amico o un parente in auto queste distanze sono difficilissime da mantenere perchè il rischio di trovare qualcuno che si infila in mezzo e togliendo il contatto visivo necessario è molto facile, anche se l’inseguito fa di tutto per farsi seguire, figuriamoci se è uno in fuga! Se poi è su un motoveicolo è ancora più facile! In pratica in millenni di inseguimenti le forze di polizie nel mondo non hanno mai adovuto preoccuparsi del disagio psicologico dei fuggitivi cperchè potrebbe indurre ad una minore capacità di guida ad alta velocità… Un tempo solo a fare un discorso del genere si sarebbe stati considerati pazzi… o collusi con i fuggitivi. Forse i poliziotti non dovrebbero usare la sirena? Forse dovrebbero usare dei droni? Ma anche un drone mette paura quando è abbastanza vicino all’inseguito… Ne sanno qualcosa i combattenti in Ucraina! Forse si dovrebbero fare inseguimenti psicologici di fantasia???

Esempio di esercizi con autovetture su “sagome umanoidi” 3D in cartone leggero o materiali che comunque non danneggino i veicoli. Da utilizzare più sagome per volta.

Ma torniamo all’uso dei veicoli come armi e le armi possono essere offensive che difensive o entrambe. Un veicolo può essere usato come scudo protettivo o come arma da investimento (da botta), così come una volta venivano usati i cavalli e i carri in battaglia. Ma anche gli scudi stessi potevano essere usati come arma da botta. Che le auto e le moto di polizia non possano essere usate come tali è ridicolo, storicamente venivano prodotte anche moto con l’accelleratore a sinistra per favorire il tiro con la pistola tenuta dalla mano destra, ma usarle anche per investire persone non era una opzione remota, del resto anche i cavalli erano usati a volte per investire nemici e addestrati per prenderli a calci. Si, sono belli i film con i cavalieri medioevali ma i film rimangono film e la realtà è un altra e nelle cariche di cavalleria di nemici non ben corazzati forse ne ferivano e uccidevano più i cavalli che i cavalieri, tanto per non parlare delle bighe e dei carri da guerra di biblica memoria. I carri da guerra erano utilizzati anche dalle antiche forze di polizia anche se in quantità minore nelle città, del resto in antichità l’attività di polizia era quasi sempre svolta dagli eserciti.

Carro da guerra egizio (da Wikipedia)
Carro da guerra ittita (da Wikipedia)

Ma se i cavalli da guerra avavano apposite corazze e protezioni sia ad uso protettivo che offensivo, lo stesso non si può dire delle auto moderne ad uso civile e di quelle di polizia in uso in Italia. Infatti le auto pattuglie di alcuni stati esteri sono ben protette, protezioni adatte in Italia le ritroviamo su veicoli di unità anti sommossa come ad esempio i reparti “celeri” della polizia e “reparti mobili” dei carabinieri, ma con loro si va oltre considerando anche casi quasi da guerriglia urbana senza uso di armi da sparo da parte dei dimostranti e comunque a causa delle basse prestazioni velocitarie e di tenuta di strada non sono adatte agli inseguimenti di veicoli potenti, ma neanche di un motorino truccato o di certi monopattini…

Notate come anche un monaco Shaolin può usare un “bersaglio” umanoide per i propri pugni, purtroppo “l’uomo di legno” manca di realismo.
Diffusissimo manichino da allenamento, ormai onnipresente nella maggioranza delle palestre.
Cambia il volto ma non la destinazione d’uso.

Purtroppo il problema peggiore in addestramenti e allenamenti è la mancanza di realismo. E ad esempio chi è abituato a sparare a bersagli geometrici, ad esempio con dischi, a bersagli anche se umanoidi ma talmente stereotipati da non essere considerabili tali che si ottengono grossi benefici con chiunque. Ad esempio alcune sagome umanoidi nere non sono psicologicamente molto utili ne per colpire un uomo caucasico ma nemmeno un centro africano.

Nb. durante un investimento si va incontro a diverse problematiche: 1- danneggiamento del veicolo, danni lievi che consentono di proseguire la marcia o gravi che non lo consentono; 2- rottura dei cristalli, solo quello anteriore è parzialmente anti sfondamento, gli altri si frantumano abbastanza facilmente se urtati; 3 investire una persona ad alta velocità puà comportare di ritrovarsela all’interno dell’abitacolo e quindi col rischio di venire feriti, così come investire un cane di grossa taglia, mentre investire un cavallo può essere letale per chi si trova nei posti anteriori. Fortunatamente la grande diffusione di veicoli alti ha portato a ridurre questo pericolo, ma aumenta il rischio di travolgimento dell’investito, quindi di passarci sopra anche con le ruote aumentando notevolmente sia la eventuale possibilità letale, il danneggiamento del veicolo che del suo eventuale fermo, solitamente temporaneo. 4- i danni al veicolo possono riguardare non solo l’esterno ma anche l’interno. 5- gli air bag sono un duplice problema, perchè se non disattivati possono esplodere (giustamente) e causare temporanea possibilità di guida, shock da esplosione, eventuali danni proprio da air bag, problemi di respirazione causati dagli esplosivi dell’air bag. Ad esempio i veicoli delle polizie statunitensi, modificati con appositi paraurti speciali, rostri ed altre protezioni sono appositamente tarati anche per non esplodere durante gi speronamenti o comunque sono facilmente disattivabili completamente o parzialmente dal conducente. A mio parere è preferibile investire qualcuno a basse velocità anche per non incorrere nella perdita di controllo del mezzo. Ma anche nell’affrontare ad esempio uno sbarramento da parte di altri veicoli nel caso di un agguato, in maniera tale che poi il veicolo sia poi in grado di proseguire la marcia almeno per quanto necessario a trarsi in salvo o raggiungere una posizione o distanza adeguatamente difensiva! Potrei fare 1000 esempi e insegnamenti ma sono discorsi “delicati” e quindi da non spiegare liberamente, ma solo ad appartenenti alle forze di polizia e affini.

Non bisogna comunque trascurare la fisica: le masse in movimento, gli assi vettoriali degli urti e dei rimbalzi, la balistica stradale, il fondo stradale, le condizioni atmosferiche, la balistica delle armi, la meccanica ed elettronica dei veicoli e loro dispositivi di sicurezza attivi e passivi come i moderni addas, la fisiologia umana, norme di primo soccorso, ecc.

Un volto realistico aiuta a perdere la paura di colpire, sparare, ma anche investire.
Ad esempio utilizzare una sagoma umanoide molto realistica ad esempio acquistata è una buona soluzione.
Può essere utile per simulare utilizzo notturno.

Se le sagome non sono realistiche o non se ne possono avere, la soluzione la si può trovare con l’uso di un pennarello. Ricordo ancora moltisimi anni fa durante un mio corso ad un corpo di polizia locale che mancavano sagome armate, quindi stampavo fogli con armi. Quindi gli agenti dovevano sparare solo a sagome armate con armi puntate verso di loro o sagome riproducenti passanti innocenti, mentre con le armi alla cintola o non puntata avrebbero dovuto intimare l’alt e cercare di farli arrendere usando apposito linguaggio convincente. Poi tiravo un filo da pesca e la sagoma dell’arma cadeva mostrando o un arma puntata e quindi dovevano sparare, ma in caso di mancanza dell’arma simulare un arresto. Per aumentare la sensibilità per la sicurezza sulle sagome da non colpire in tiro diretto o indiretto avevo fatto delle modifiche per farle somigliare a dei loro colleghi e personaggi locali.

Poi dovemmo affrontare il problema delle aggressioni da parte di donne o di travestiti. Ma mancavano le sagome… che riproducessero delle donne. O che se ne dica le liti domestiche portano il “gentil sesso” a usare spesso coltelli da cucina e imparare a maneggiare un arma in sicurezza per un agente senza sottovalutarle è importante. E inoltre proprio le agenti donne si lamentavano di non avere sagome anche femminili. A quel punto e non c’era ancora internet al poligono e quindi era impossibile anche scaricare e stampare un bersaglio adeguato, invitai gli e le agenti a disegnare loro dei bersagli sul retro dei bersagli cartacei, cioè su area bianca. Alcuni disegnavano come malissimo, certi diedero libero sfogo su probabili “suocere”, un altro invece disegnò un bersaglio talmente sexy che nessuno all’inizio volle spararci… Un pò di goliardia ci vuole anche quando si spara per ridurre un pò la tensione. Quindi in mancanza di grafica da computer anche ricorrere alle proprie doti “artistiche” o di certi allievi può essere una soluzione. L’importante è vincere la paura di colpire. Ad esempio il sottoscritto nelle arti marziali e difesa a mani nude quando ha dovuto difendersi non ha mai colpito il volto di qualcuno, ne la testa ne i genitali, ne la bocca dello stomaco. Questo volutamente, sia per evitare pene civili, penali che pecuniarie. Ma, mi dovevo allenare in media almeno 8 ore al giorno 5 giorni alla settimana tra arti marziali, strecching e potenziamento muscolare ME.RA.C.S.AM.. Con gli anni e l’impossibiità di poter tornare in palestra di karate ad allenarmi, iniziai a frequentare una palestra di kick boxe e fu proprio li, con il maestro Ceria che con i suoi insegnamenti e soprattutto l’allenamento con bersaglio umanoide in gomma che finalmente potei togliermi la paura di colpire qualcuno al viso durante degli sparring. Son passati anni e sinceramente dovrei ricominciare ad allenarmi… non solo per la tecnica ma soprattutto per vincere la paura di colpire. Lo stesso discorso vale per le auto e le armi. Considerate che il 25% degli allievi in media preferiscono non sparare a bersagli umanoidi cartacei a contatto o comunque da pochi cm! Posso garantirvi che quando si è seduti sul proiettile, cioè alla guida di un veicolo, il veicolo è il proiettile e voi ci siete dentro, quindi la paura di investire qualcuno è spesso maggiore. Ovviamente parlo di ragionamento a freddo e azione volontaria, non di reazione istintiva presa in attacco di panico, paura, rabbia, ecc.

Questo genere di allenamento consentira in oltre, anche ad imparare a gestire meglio anche eventuali reazioni istintive, moderandole, evitandole o svolgendole nel modo più giusto al fine di tutelare i cittadini e la propria incolumità. Capita spesso che un un veicolo sia stato messo li, davanti all’auto di servizio per impedirne la ripartenza o fermarla. Che dire anche sugli incidenti stradali in cui gli agenti fossero coinvolti? I traumi psicologici dovuti ad incidenti stradali possono durare per decenni e causare una iper sensibilità allo stress da incidente. Con adeguata consapevolezza, addestramento e allenamento si può raggiungere la tanto agognata “sicurezza psicologica” sul potersela potenzialmente cavare nella jungla d’asfalto.

In questo articolo non ho volutamente espresso tutte le mie competenze in materia, ma ho voluto parlarne per mostrare una parte importantissima ma trascurata nelle diverse attività delle forze dell’ordine che dovrebbe anche includere questa formazione.

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