In libreria: Meccanica delle armi corte. Il revolver e le sue versioni speciali. Un libro da leggere e rileggere.

Per gli appassionati di armi il nome di Attilio Selvini non suonerà certo nuovo, dal momento che questo ragazzo della classe 1927 vanta oltre duecento pubblicazioni su riviste di armi italiane ed estere, è stato consulente dell’UITS, presidente del TSN di Somma Lombardo, tiratore e istruttore di tiro. Questo suo volume completa idealmente il discorso incominciato nel 2019 con la pubblicazione, sempre a opera di Maggioli Editore del volume “Meccanica delle armi corte. I sistemi di chiusura delle pistole semiautomatiche dall’Ottocento ad oggi”.

Il titolo del secondo volume è infatti “Meccanica delle armi corte. Il revolver e le sue versioni speciali” e conta 188 pagine con numerose illustrazioni (foto e disegni al tratto) in bianco e nero. Per quest’opera Selvini si è fatto aiutare da Luca Soldati, architetto come formazione ma appassionato di armi per vocazione, ufficiale in congedo dei carabinieri, stimato perito balistico e redattore di diverse riviste specializzate, a partire dalla venerabile TAC Armi.

Il risultato del lavoro di questo dinamico duo è un libro formato 14×21 che si legge tutto d’un fiato (per poi rileggerlo con calma) che ripercorre la storia della pistola a tamburo, partendo dai primi esemplari artigianali e di attribuzione incerta. Il più antico revolver conosciuto infatti è conservato in Inghilterra e risale al XVII secolo, ma si sa poco o nulla di chi lo costruì ed è possibile che esistano esemplari precedenti, andati perduti.

La copertina del nuovo volume dedicato alla meccanica dei revolver
La copertina del nuovo volume dedicato alla meccanica dei revolver

Sicuramente l’idea di realizzare pistola con un sistema di ripetizione a tamburo fu sviluppata autonomamente da diversi artigiani in tutta Europa, ma si ritiene che il primo vero revolver brevettato e documentato nei dettagli fu quello inventato dall’americano Samuel Colt nel 1935. Gli autori partono da qui per ripercorrere lo sviluppo di questo tipo di arma individuale lungo tutto il diciannovesimo secolo e su entrambe le sponde dell’Oceano. Se infatti in America nascevano pistole a tamburo ancora oggi leggendarie come Colt, Smith & Wesson, Remington e Le Mat, in una Europa tutt’altro che unita, gli eserciti di un continente ancora estremamente diviso e belligerante erano ben disposti ad armare i propri ufficiali con le invenzioni dei signori Nagant, Bodeo, Galand, Delvigne, Fosbery e tanti altri, nominati nel capitolo dedicato appunto alle armi europee.

Dopo la parentesi storica il trattato prosegue affrontando tematiche tecniche interessanti come i sistemi di percussione e sparo e i tamburi a colpi multipli, per arrivare all’applicazione dello schema meccanico del revolver a armi lunghe come lo shotgun Colt Defender e antisommossa come il SAGE Control calibro 37 mm. E ancora vengono trattati i revolver semiautomatici (come il Webley-Fosbery che vediamo nella foto di apertura) e quelli di produzione italiana, per arrivare fino al recentissimo Chiappa Rhino, con canna allineata alla camera inferiore del tamburo.

Infine, una appendice è dedicata ai revolver legati ai personaggi più famosi (o famigerati) della storia, di Giuseppe Garibaldi a Hermann Goering, che pur essendo uno dei membri di più alto grado della gerarchia nazista, non si separava mai dal suo americanissimo revolver Smith & Wesson M&P Mod.10 in calibro .38 Special.

Il volume è illustrato con fotografie e disegni in bianco e nero che completano la bella prosa degli autori, sempre chiara e circostanziata. Non possiamo che consigliare quest’opera, anche in virtù del prezzo popolarissimo: costa infatti 16 euro e li vale tutti.

Attilio Selvini e Luca Soldati: Meccanica delle armi corte, il revolver e le sue versioni speciali. 188 pagine con foto e disegni in B/N, formato 14×21, Maggioli Editore, novembre 2021. ISBN:8891650714. www.maggiolieditore.it