Legittima difesa, Psichiatria e Situazioni Indecidibili.

Di Francesco Volta (scrittore) socio Associazione Utilizzatori Delle Armi

Su Guida al Diritto n. 4/2020, leggo della sentenza della Cassazione n. 49883/2019. La prima dopo l’ultima mirabolante riforma dell’articolo 52 Codice Penale. Ho letto gli articoli e gli stralci delle sentenze in materia di “legittima difesa”, pubblicati sul settimanale Guida al Diritto e sul mensile Il Merito, dal Novembre 2016 ad ora. Osservo sul comodino un libro che ho letto più volte: “Pragmatica della Comunicazione Umana” di Paul Watzlawick J.Beavin e D. Jackson.

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Bene, proviamo a mettere insieme le cose: diritto, antropologia culturale, psicologia sociale, psichiatria. E iniziamo a intravedere che ne esce.

Pragmatica della Comunicazione Umana e teoria della Schizofrenia

In quel libro, pilastro della terapia sistemico-familiare e delle terapie strategiche moderne, si indagano le relazioni tra i soggetti, eventi e contesto. Esempio: il rapporto madre-padre-figlio, capufficio-addetto, etc. e come comunicano, con quali risultati pratici.

Ho tentato di fare una cosa simile, leggendo le sentenze ed i fatti di cronaca connessi.

Osservo  la struttura della relazione (es. indagato-giudicante), il contesto prima-dopo (reagisco, ma poi mi ritrovo a processo in un contesto totalmente differente).

Quali sono le ridondanze, cioè le situazioni relazionali e di potere che si ripetono sempre uguali in caso di legittima difesa. E a cosa portano.

I risultati sono a mio avviso piuttosto inquietanti.

Prima di arrivarci, però, devo dire due cose su cosa sono i “doppi legami” in psichiatria.

Al Mental Research Institute di Palo Alto, gli autori della “Pragmatica” hanno studiato come funziona una famiglia schizofrenica. Come funziona la comunicazione ed il rapporto tra pazienti schizofrenici , la loro famiglia, con i medici dell’ospedale.

I pazienti e tutti quelli che hanno a che fare con loro, sono all’interno di un Doppio Legame.

Una situazione paradossale che porta fuori di testa le persone –perfino gli animali ed interi sistemi sociali.

L’esperimento con i Cani di Pavlov

Come noto, Pavlov si occupava del condizionamento. Tutti conoscono l’esperimento del campanellino. Il cane sente il campanellino, immediatamente lo sperimentatore gli dà il cibo; il cane vede il cibo e inizia a salivare. Dopo un po’ di volte il cane saliverà, al solo suono del campanellino anche senza il cibo. Quindi sa qualcosa, ha imparato. Con esperimenti più sofisticati, ma concettualmente simili, il cane impara a risolvere semplici problemi ed a discriminare, a distinguere e decidere (condizionamento operante).

Pavlov è riuscito a insegnare al cane a distinguere due forme diverse: il cerchio e l’ellisse. Il cane, nell’esperimento ha imparato a distinguere quando l’oggetto visto è “ellisse” e quando “cerchio”, e a reagire con comportamenti condizionati specifici di conseguenza (punizione es. scossa elettrica-premio es. cibo molto buono).

Dopo di che, lo sperimentatore, ha sottoposto il cerchio alla vista del cane; ma il cerchio era in realtà, un sistema meccanico che poteva cambiare forma in modo graduale. Poteva trasformarsi in ellisse, piano piano, e poi ritornare cerchio, a discrezione dello sperimentatore.

RISULTATO: i cani si disperano, non sanno più decidere e come comportarsi e letteralmente impazziscono. Tutto il loro modello comportamentale appreso in precedenza, va in pezzi. La punizione ed il premio sono aleatori.

Questo è un esempio sperimentale del Doppio Legame. Getta i malcapitati in una situazione in cui è impossibile decidere (indecidibile).

Lo schizofrenico e il Cane di Pavlov sono in una situazione simile. Attenzione: anche chi si difende si trova in una situazione simile….

Doppio Legame: principali caratteristiche e applicazione al contesto di Legittima Difesa

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Riassumiamo la situazione tipo da “doppio legame”, calata nel contesto di un art. 52/53 CP.

  1.  Almeno 2 persone in «RELAZIONE INTENSA», fortemente gerarchica e con Alto Valore Di Sopravvivenza fisica/psicologica per almeno 1 membro.

Esempio: lo sperimentatore in laboratorio, l’interrogato durante un interrogatorio dopo essersi difesi… l’accusato davanti al PM….il testimone durante una cross examination.

2) Messaggi e situazione pragmatica strutturata così:

a) Ti puoi difendere.. MA;

b) I passaggi e le verifiche da fare per rispettare l’art. 52/53 CP sono talmente lunghi, complessi, difficili, che sono de facto inutilizzabili nel contesto reale;

c) Non esiste nessun comportamento di “legittima difesa” che, se rispettato, ti consente di evitare il processo. Il processo è dal punto di vista umano ed anche economico, già una punizione.

d) Per essere certi di non finire a processo, è necessario non difendersi, il che è un paradosso pragmatico.

e) E’ impossibile obbedire: qualunque cosa farai, finirai a processo, e quindi è una regola paradossale. Per non avere conseguenze, devo evitare il comportamento oggetto della regola. E’ una regola de facto inutile perché è impossibile obbedire alla regola.  Quindi o soccombere (lasciarmi rapinare, violentare etc), o si, posso difendermi, ma qualunque cosa farò, sarò punito (finire a processo, ripeto, dal punto di vista pragmatico è già una punizione).  Ecco il cerchio e l’ellisse dell’esperimento di Pavlov. La situazione è indecidibile: è isomorfa al contesto schizofrenico.

3) IMPEDIRE L’USCITA dallo «schema». Non si può metacomunicare, non ci si può sottrarre (es. chiudersi in se stessi, non reagire). Es. è proibito di mostrare consapevolezza della contraddizione/vero problema. Punire le «percezioni corrette» es. la differenza tra ciò che vede/ha vissuto il malcapitato che si è difeso, e quello che dovrebbe vedere (secondo i giudicanti). Risultato: etichettamento situazionale come “MAD OR BAD”.

Traduco: l’indagato non può analizzare la regola, come sto facendo io ad esempio. Non può alzarsi ed andare via, o contestare il legislatore. In un processo, o in un interrogatorio, un atteggiamento di questo tipo vi porterebbe guai peggiori. Tipo ad esempio potrebbe accadere questo…

La personalità del reo, mostra elementi di scarsa sensibilità al rispetto delle leggi e del vivere sociale (etichettamento situazionale e psicologico come “Cattivo”), la percezione di quello che è successo viene disconfermata e valutata in un contesto completamente differente (in un’aula giudiziaria, con tempi, emozioni, situazioni decontestualizzate e che seguono logiche totalmente differenti). Il “REO” è un giustiziere, un antisociale, cosa che passa anche dai media e purtroppo permea anche nelle aule giudiziarie. Etichettamento come “MAD” (pazzo).

4) TUTTE L’INSIEME è preso nel doppio legame. Non solo il paziente schizofrenico, ma anche il medico che lo segue, i suoi familiari, sono impigliati nella relazione paradossale.

Il fatto che ci sia il paziente è per Watzlawick, un aspetto irrilevante, il problema è il tipo di situazione di relazione che si crea. Infatti Watzlawick lo chiama “PAziente designato”, per dire, che la situazione relazionale ha portato quella persona ad uscire di testa, ma non è la persona di suo, che è pazza.

Analogamente, nella situazione-paradosso della legittima difesa sono coinvolti non solo l’imputato, ma il giudicante stesso e chi esegue gli interrogatori. Essi infatti sono costretti  a muoversi all’interno delle regole paradossali (artt. 52 e 53 Cp). Se non lo fanno, la sentenza, le stesse prove, non reggerebbero.

Paziente designato … possiamo parlare di imputato designato?

Conseguenza della situazione da “Doppio Legame”

Riavvolgiamo il nastro. Caliamolo nella realtà.

Sei in casa tua, o peggio, per strada. Subisci un’aggressione violenta, hai pochissimi secondi per: capire cosa ti sta succedendo (percezione), definire un set di azioni possibili (reagire con un oggetto, con uno spray oc, con un’arma), stabilire quale di esse sia conforme al disposto dell’art 52 CP (di fatto, non fare troppo male all’aggressore, la proporzionalità, la desistenza, eccetera), procedere (attuazione), verifica che tutto si sia svolto conformemente all’art. 52 CP. (follow up).

Quindi già la “decisione” è pragmaticamente, de facto, impossibile.

Ma anche se per astratto, fosse quella perfetta, ti ritroverai comunque a processo.

In un contesto con regole valutative totalmente differenti da quelle della realtà di strada/di un’aggressione.

Gli psichiatri della scuola di Palo Alto la chiamano situazione/contesto di un livello logico differente.

Benvenuti dietro lo Specchio di Alice.

Situazione Indecidibile.

Questo non vale solo per i civili, ma anche purtroppo per le FFOO, prese anche loro nel Doppio Legame.

Se escono senza arma, sbagliano.

Se escono con l’arma ma la usano, sbagliano.

Non possono sottrarsi alla situazione (sono obbligati a intervenire; anche il civile inoltre non sempre può fuggire o andarsene e comunque una volta a processo non lo potrà fare).

Addirittura a livello processuale, vi sono criteri di valutazione differenti per il “penale” (concetto di causalità penale), per il “civile” (risarcimento danni e criteri aquiliani, il “più probabile che non”), ed amministrativo (per le FFOO).

Quindi, per uno stesso fatto, si possono avere condanne/conseguenze differenti: assoluzione penale, condanna civile, o assoluzione totale, ma sanzioni / conseguenze amministrative (es per un CC).

Una situazione di questo tipo a livello legale e sociale, ha lo stesso effetto schizofrenogenico dei pazienti psichiatrici e dei cani di Pavlov. Cioè devastante.

La sovversione delle regole, della prevedibilità dei comportamenti, del senso di identità e di integrità del mondo esterno e sociale.

Prime conclusioni

Il contenuto e le richieste scritte negli articoli 52 e 53 Codice Penale portano chi usa l’arma, o chi si difende, in una situazione molto simile al “Doppio Legame” psichiatrico.

La conseguenza pratica, reale, è la imprevedibilità del comportamento lecito, la sua inattuabilità, la impossibilità di adottare una decisione.

Nel doppio legame sono “presi” tutti quelli che hanno a che fare con il problema, quindi non solo chi si è difeso, ma anche chi deve accertarne la “conformità” ai disposti di legge.

Il Doppio Legame che si innesca a causa di leggi e norme schizofrenogeniche ha effetti devastanti e distruttivi sulla tenuta sociale e sull’integrità psicologica dei coinvolti.

Sviluppi

Il Doppio Legame non è affatto l’unico elemento isomorfo, ce ne sono parecchi altri. Nel volume intitolato “Armi Disinformazione e Mass Media”, ed. Indagini Balistiche, ho svolto una prima analisi sui meccanismi distorsivi dell’informazione sugli argomenti “legittima difesa ed armi”, dove portano, quali sono gli obiettivi. In quel libro ho potuto solo accennare alla teoria del doppio legame, che ho sviluppato maggiormente qui.

Ritengo necessario proseguire analisi di questo tipo, applicata ai contesti di “legittima difesa”, con i criteri della psichiatria, della psicologia sociale e della Teoria dei Tipi Logici di Gregory Bateson.

Questo per evidenziare dove porta, quali saranno le conseguenze a livello sistemico, e soprattutto quali sono le finalità sul lungo termine.

Francesco Volta Socio AUDA

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One thought on “Legittima difesa, Psichiatria e Situazioni Indecidibili.”

  1. Come al solito Francesco riesce a rendere chiare situazioni che sono sotto gli occhi di tutti, ma di cui ci si rende conto solo quando qualcuno ce le fa notare.
    Certo non sono letture per persone superficiali; richiedono tempo, meditazione e… rilettura, specialmente per i non addetti ai lavori.
    Ma se ci si riesce, vi assicuro che ne vale la pena.

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